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La Skoda con gli zaini al posto dei vani portaoggetti

Presentata nel 2006, la Joyster è un concept che funge da laboratorio di stile e di idee per le Skoda di quegli anni

Skoda Joyster Concept (2006)
Foto di: Skoda
Alberto Carmone Alberto Carmone

Linee dinamiche, un colore giallo acceso e interni all'avanguardia. E' così che al Salone di Parigi del 2006 Skoda presenta la Joyster, una concept car che ha come obiettivo quello di essere un laboratorio di stile e funzionalità.

Un prototipo attorno al quale costruire la prossima generazione di modelli, sempre più rivolti al pubblico giovane e sempre più ricchi di soluzioni "Simply Clever".

Muscolosa e attraente

La genesi della Joyster parte dal reparto design di Skoda, guidato all'epoca da Jens Manske. Il responsabile dello stile vuole realizzare una vettura specificamente pensata per il pubblico del Salone di Parigi, con un carattere capace di comunicare amore, bellezza ed emozione.

Skoda Joyster Concept (2006)

Skoda Joyster Concept (2006)

Foto di: Skoda

La Joyster si presenta quindi come una compatta tre porte che interpreta il concetto di automobile d'accesso per giovani automobilisti e giovani famiglie. La produzione in serie non rientra nei programmi: l'obiettivo è mostrare cosa può diventare una piccola Skoda e quali soluzioni possono essere sperimentate prima di arrivare ai modelli destinati al mercato.

Dal punto di vista estetico, la Joyster punta soprattutto sulle proporzioni. La carrozzeria appare più larga di quanto sia realmente grazie alla combinazione di sbalzi ridotti, carreggiate visivamente importanti e passaruota robusti e allargati. La linea di cintura è spostata verso la parte anteriore dell'abitacolo, contribuendo a dare alla vettura un aspetto dinamico.

Skoda Joyster Concept (2006)

Skoda Joyster Concept (2006)

Foto di: Skoda

Il portellone posteriore in due parti deriva concettualmente dalla soluzione già sperimentata sulla Yeti concept. La parte inferiore può essere aperta in due posizioni: nella prima prosegue orizzontalmente il piano di carico, mentre nella seconda si inclina leggermente verso l'esterno e diventa una vera e propria panca per due persone, capace di sostenere fino a 150 kg.

Un abitacolo pensato per i giovani

Sotto il grande tetto panoramico trovano posto quattro sedili singoli, ciascuno sagomato anatomicamente. L'abitacolo presenta poi numerosi vani portaoggetti progettati per contenere oggetti tecnologici allora sempre più presenti nella vita quotidiana, come computer portatili e fotocamere digitali.

Skoda Joyster Concept (2006)

Skoda Joyster Concept (2006), l'abitacolo

Foto di: Skoda

Una delle soluzioni più curiose riguarda i contenitori collocati dietro i sedili anteriori. Possono essere rimossi e, grazie alle cinghie integrate, trasformarsi in zaini da portare fuori dalla vettura.

Al centro della plancia trova posto un'altra idea particolarmente originale per il 2006: un vano progettato per ospitare un computer portatile sottile. Una volta inserito nella plancia, il dispositivo può essere utilizzato per gestire alcune funzioni della vettura, compresi impianto audio e illuminazione dell'abitacolo, oppure può essere rimosso e utilizzato all'esterno per musica, video o come diario digitale.

Una concept senza eredi

Nonostante l'aspetto futuristico, la Joyster non diventa il prototipo diretto di un modello specifico.

Il valore della concept car emerge quindi soprattutto osservando ciò che arriva dopo. Alcune delle idee sviluppate per la Joyster entrano infatti nel linguaggio stilistico e funzionale dei modelli successivi.

Il disegno delle ruote trova applicazione su Roomster Scout e Fabia Scout, mentre la grande superficie vetrata che dal tetto prosegue verso il lunotto e il portellone compare successivamente sulla Rapid Spaceback. Anche la caratteristica griglia anteriore squadrata diventa un elemento utilizzato su altre Skoda. È proprio questo uno dei motivi per cui una concept car come la Joyster ha valore anche senza trasformarsi in un'automobile di serie.

Fotogallery: Skoda Joyster Concept (2006)