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Attenti ai cinesi, per l'Europa è troppo tardi

È l'appello lanciato alle Case auto statunitensi da Jim Farley, ceo di Ford

Jim Farley
Foto di: Ford
Massimo Grassi Massimo Grassi

Negli Stati Uniti le Case auto cinesi ancora non trovano terreno fertile. Una scelta protezionistica che trova il sostegno dell'industria, compreso quello di Jim Farley, amministratore delegato di Ford, che nel corso dell'Automotive News Congress ha lanciato un avvertimento all'industria automobilistica statunitense, affinché non rischi di subire la stessa sorte dell'Europa.

Nel Vecchio Continente i costruttori cinesi hanno ormai superato il 10% di quote di mercato e Farley ha dichiarato che bisogna "essere estremamente cauti riguardo alle modalità con cui i produttori di apparecchiature originali cinesi arrivano nel nostro Paese [...] Per i paesi europei è troppo tardi".

Un esempio da non seguire

Secondo le previsioni dalla in Europa, America Latina e altri mercati arriveranno circa 12 milioni di auto dalla Cina, 4 volte tanto rispetto alla quota del 2022. Un impatto importante che per ora vede gli Stati Uniti fuori dai giochi.

Nel suo intervento il numero uno di Ford non ha escluso future collaborazioni con Gruppi cinesi, ma solo a patto che ciò possa risultare positivo in settori in cui l'Ovale Blu non ha grandi competenze, come quello delle batterie, che già vede Detroit collaborare con CATL. Un percorso che però non esclude il voler competere con i concorrenti cinesi.

Un dualismo che, come sottolineato da Automotive News, ha messo Ford nel centro del mirino dell'amministrazione statunitense, con il Segretario dei Trasporti Sean Duffy che ha avvertito Ford di come le collaborazioni con costruttori che fanno capo a Pechino rischino di "intrecciare il suo futuro con quello di imprese statali cinesi".

Porte chiuse

Attualmente negli Stati Uniti è in vigora un per tutti quei modelli che integrano software sviluppati in Cina, chiudendo quindi di fatto a una qualsiasi importazione, aggiungendo dazi superiori al 100%. Misure che i rappresentanti dell'industria vorrebbero perenni, per evitare che in futuro si possano aprire anche solo minimi pertugi.

In Europa invece il discorso è differente e Ford ha creato una joint venture con Geely (66%-34%), grazie alla quale nello stabilimento spagnolo di Valencia nasceranno modelli di entrambi i brand.