Alfa Romeo anticipa il suo futuro, anche con il V6
Il concept anticipa i prossimi modelli, tra stile e nuovi brevetti, con un abitacolo bellissimo. È pensata per essere multi energia
L'hanno anticipata e fatta desiderare un po’ a tutti. E alla fine eccola qua. L’Alfa Romeo Cuorerosso ruba tutti i riflettori del Salone di Parigi 2026 per sé e sfoggia, in tutta la sua grazia, i tratti che vedremo sulle prossime Alfa Romeo. La prima notizia? Non è un SUV né un crossover, e nemmeno una sportiva estrema. È un’auto concreta, che per certi versi potrebbe richiamare al “nuovo corso” che aveva già intrapreso la Giulia una decina d’anni fa.
La seconda? Non è elettrica. Dopo la marcia indietro su Stelvio e Giulia, presentarla a batteria non avrebbe avuto senso. È pensata per essere multi-energy ma, dai modelli Quadrifoglio attuali, la Cuorerosso prende in prestito il 2.9 V6, alzandone la potenza aggiungendo un’elettrificazione che potrebbe essere di tipo full hybrid e portare la trazione integrale. Chiariamolo subito, si tratta di un concept, un manifesto di intenti che ha un obiettivo preciso: provare a raccontare come potrebbe cambiare il design del Biscione nei prossimi anni, senza perdere quei tratti che lo hanno reso riconoscibile.
Prima la forma, poi tutto il resto
Eppure, attenzione, non è un esercizio di stile ma un vero laboratorio nel quale vengono messe insieme proporzioni, soluzioni aerodinamiche, materiali, tecnologie e una nuova interpretazione del rapporto tra guidatore e automobile. Alcuni degli elementi introdotti sulla Cuorerosso, infatti, sono stati brevettati e sappiamo già essere destinati ad arrivare sui prossimi modelli.
L'Alfa Romeo Cuorerosso è lunga 4,7 metri
Per capire la Cuorerosso bisogna partire da come è stata disegnata. Il team di Alfa Romeo, guidato da Alejandro Mesonero, ha iniziato praticamente da zero, realizzando una scultura senza ruote, vetri o scudetto. Un modo per togliere di mezzo tutto ciò che normalmente identifica un'automobile e concentrarsi soltanto su volumi, proporzioni e superfici. Da questo processo è nata una carrozzeria molto pulita sulla quale lo sguardo scorre senza incontrare interruzioni. Anche i vetri sono a filo della carrozzeria e non ci sono elementi in nero lucido utilizzati per spezzare visivamente le superfici.
Poi c'è il carattere. Il frontale è fluido ma appuntito, con il logo in 2D, mentre dietro la carrozzeria si fa più muscolosa, con una massa importante sui passaruota posteriori. Il posteriore, poi, è molto provocatorio e con richiami palesi all’ultima 33 Stradale.
Lo scudetto centrale è retroilluminato
Le dimensioni aiutano a capire la filosofia del progetto: la Cuorerosso misura 4,70 metri in lunghezza, 1,95 in larghezza e 1,30 in altezza. Numeri importanti, quindi, ma non estremi, specie per un concept. L'idea, del resto, è quella di presentare un'auto con proporzioni realistiche, evitando forme spettacolari che poi non si traducono mai in auto vere. Anche il tetto segue questa logica: niente linea da coupé esasperata, ma un abitacolo che mantiene un'altezza significativa nella zona dei passeggeri posteriori.
Il posteriore ricorda la 33 Stradale
Ed è proprio questo, come dicevo, uno degli aspetti più interessanti della Cuorerosso: non tutto ciò che vediamo è destinato a rimanere sul prototipo. Il suo stile, adattato alle diverse dimensioni e caratteristiche specifiche, rappresenta la direzione che Alfa Romeo adotterà sui modelli futuri, a partire dal SUV compatto annunciato per il 2027.
Un futuro multi energia
Sotto questa carrozzeria c'è poi un'altra dichiarazione d'intenti. La Cuorerosso è stata immaginata con il V6 2.9, già associato al Quadrifoglio sulle attuali Giulia e Stelvio, ma elettrificato. La potenza, nelle intenzioni del progetto, dovrebbe partire dall'attuale riferimento della gamma ad alte prestazioni e poter arrivare anche oltre. Non viene quindi messo in discussione il ruolo del motore a sei cilindri, ma il modo in cui può convivere con l'elettrificazione.
L'Alfa Romeo Cuorerosso nasce come progetto multi-energia
La Cuorerosso, comunque, non è legata a un'unica tecnologia di trazione: è stata concepita come un manifesto multi-energy, quindi potenzialmente adattabile a soluzioni ibride, plug-in o completamente elettriche. L'idea, quindi, è quella di continuare a utilizzare il Quadrifoglio come espressione delle Alfa Romeo più prestazionali, anche se elettrificate. Un altro dettaglio di efficienza è il coefficiente aerodinamico: il Cx si ferma a 0,28.
Alfa Romeo Cuorerosso, dettaglio dei cerchi
Interni “organici” con la struttura di un cuore
In Alfa Romeo hanno scelto di non seguire la moda dei grandi schermi, piuttosto il sistema digitale è integrato nella console, come fosse sotto lo strato superficiale del tunnel centrale, e dialoga con elementi fisici che, a loro volta, sono multifunzione.
L'Alfa Romeo Cuorerosso mixa elementi fisici con quelli digitali
Davanti al guidatore c'è lo scenografico cannocchiale dinamico, che può configurarsi a seconda delle modalità di guida Cruise, Sport e Quadrifoglio, con due elementi per mostrare contemporaneamente navigazione e informazioni della vettura oppure con uno solo quando l'obiettivo diventa concentrarsi maggiormente sulla guida. Anche questa soluzione, insieme allo schermo integrato nella console centrale, è stata brevettata e viene indicata come una tecnologia che potrebbe trovare applicazione nel futuro del marchio.
Il cannocchiale è dinamico a seconda delle modalità di guida
E poi c’è la struttura in sé dell’abitacolo, con dei bridge avvolgenti sia sulle fiancate che al centro delle sedute, che ricordano gli atri e i ventricoli del cuore umano, sottolineati da un colore rosso che, sfumando verso tonalità più scure, vuole riprodurre la dinamicità di un battito.
L'abitacolo è per quattro persone
La Cuorerosso, l’abbiamo detto, è più di un concept. E se in Alfa Romeo riescono a mantenere le promesse che fanno con questo concept, allora il futuro del Biscione è più roseo – pardon, rosso – che mai.
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L'Alfa Romeo Cuorerosso raccontata da chi l'ha disegnata