Fino a 800 euro per trasformare l’auto a GPL o metano, ma i fondi possono finire in fretta
Il bonus retrofit GPL e metano arriva come sconto in fattura, vale solo per auto usate M1 Euro 3 o superiori
Chi vuole risparmiare sui costi chilometrici in auto installando sulla propria vettura usata un impianto bifuel a GPL o a metano può godere per il 2026, ma anche per il 2027, può ancora approfittare del cosiddetto bonus retrofit GPL e metano previsto dal DPCM 10 giugno 2026. Lo sportello 2026 riguarda anche i veicoli commerciali. Non serve rottamare l'auto: il contributo è uno sconto diretto sull'impianto, fino a 400 euro per il GPL e 800 euro per il metano.
La misura rientra nel Fondo automotive 2026-2030 previsto dal DPCM 10 giugno 2026, che destina al contributo Retrofit 4 milioni di euro per il 2026. Nel 2027 il fondo sale a 5 milioni di euro, così come nel 2028 e 2029, mentre per il 2030 è previsto 1 milione di euro. Rispetto al precedente schema 2024, che aveva reso incentivabili solo le auto da Euro 4 in su, le nuove regole estendono l’aiuto anche ai veicoli Euro 3 usati.
I requisiti dell'auto per ottenere il bonus
Il contributo riguarda solo i veicoli di categoria M1, cioè le auto omologate per il trasporto di persone fino a otto posti oltre al conducente. Per il ciclo di incentivi avviato dal DPCM 10 giugno 2026 l'auto deve essere usata, alimentata inizialmente in modo esclusivo a benzina o gasolio, con omologazione ambientale almeno Euro 3.
Rifornimento auto a GPL
Restano escluse le vetture già bifuel o già convertite a GPL o metano, insieme a elettriche, a idrogeno e ibride elettrico o idrogeno. Il kit montato deve essere nuovo e omologato secondo la normativa nazionale o il regolamento ONU n. 115, lo stesso che disciplina la conversione a GPL di un'auto a benzina.
Possono richiederlo sia persone fisiche sia persone giuridiche. Resta fuori un'unica categoria, quella delle imprese che commerciano veicoli della stessa classe per cui si chiede il contributo. Serve a evitare che il bonus finisca su auto destinate alla rivendita invece che all'uso quotidiano.
400 euro per il GPL, 800 euro per il metano
Lo sconto non arriva come bonifico al proprietario dell'auto. È l'installatore a scalarlo direttamente dal prezzo dell'intervento, dopo averlo prenotato sulla piattaforma Ecobonus prima di iniziare i lavori. Un impianto GPL che costa indicativamente 1.800 euro scende così a 1.400 euro.
Per il metano l'incentivo copre una quota maggiore della spesa, coerente con il costo più alto dei componenti e dell'installazione rispetto al GPL. In entrambi i casi la riserva dei fondi avviene prima dell'intervento, non a lavori conclusi.
Le prenotazioni restano aperte fino all'esaurimento delle risorse stanziate per l'anno in corso, pari a 4 milioni di euro per il 2026. La disponibilità si aggiorna in tempo reale sul portale Ecobonus, che indica quanta parte del plafond resta prenotabile.
Chi valuta la conversione deve quindi verificare sul portale Ecobonus la disponibilità residua prima di fissare un appuntamento con l'officina.
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