Fiat, Filosa: un secondo modello a Mirafiori? Servono nuove condizioni
Il CEO di Stellantis frena sulle prospettive dello stabilimento: servono energia meno cara e maggiore competitività industriale
Un secondo modello Fiat per Mirafiori? Prima bisogna rendere lo stabilimento competitivo. È questo il messaggio lanciato da Antonio Filosa, CEO di Stellantis, che ridimensiona le prospettive di nuove assegnazioni produttive in Italia.
Dopo le aperture di Arnaud Belloni, CEO dei brand Fiat, Abarth e Lancia e Chief Marketing Officer per l'Europa, al Salone di Parigi 2026, il gruppo chiarisce che l'eventuale arrivo di altre vetture a Torino dipenderà soprattutto dalle condizioni industriali ed economiche.
Il punto non è soltanto la volontà di investire in Italia, ma la possibilità di farlo a costi sostenibili. Filosa ha sottolineato che la produzione a Mirafiori è raddoppiata, ma per valutare ulteriori sviluppi servono interventi capaci di migliorare la competitività del sito.
Mirafiori, il nodo è il costo dell'energia
Filosa ha spiegato:
"Abbiamo bisogno di un costo dell'energia competitivo e di nuove condizioni logistiche. Abbiamo bisogno che le autorità ci aiutino e ci rassicurino per essere industrialmente competitivi".
Il CEO di Stellantis ha indicato un divario significativo rispetto ad altri Paesi europei: in Italia, secondo le sue dichiarazioni, l'energia costa il doppio rispetto alla Spagna. Una differenza che pesa sui costi industriali e può influenzare le decisioni relative alla produzione dei nuovi modelli.
Filosa ha individuato due fattori che rendono l'Italia meno competitiva: il costo del lavoro e quello dell'energia. Sul primo, ha osservato, i margini di intervento sono limitati; sul secondo, invece, è possibile agire per migliorare le condizioni delle imprese.
Il messaggio alle istituzioni è quindi diretto: per mantenere e rafforzare la produzione automobilistica nel Paese servono condizioni più favorevoli, a partire dalle bollette energetiche e dalla logistica.
Fiat, un secondo modello per Mirafiori non è scontato
Le dichiarazioni di Filosa riportano al centro la questione industriale legata al futuro di Mirafiori. Al Salone di Parigi, Arnaud Belloni aveva parlato del lavoro su una piccola auto economica e di possibili nuovi progetti per ampliare la gamma Fiat.
Tra le ipotesi emerse c'era anche quella di una seconda vettura da sviluppare nei prossimi anni. Belloni aveva inoltre aperto alla possibilità di riportare la Multipla nella gamma, attraverso una formula capace di unire la versatilità delle monovolume alle caratteristiche dei SUV.
Si tratta, tuttavia, di prospettive ancora da concretizzare. Le parole di Filosa chiariscono che qualsiasi ulteriore assegnazione a Mirafiori dovrà fare i conti con la competitività dello stabilimento. Le idee sui nuovi modelli, da sole, non bastano a garantire che la produzione venga effettivamente avviata a Torino.
Vedi tutte le notizie su Salone di Parigi Produzione raddoppiata, ma serve altro
Filosa ha riconosciuto gli sforzi compiuti a Mirafiori, dove la produzione è raddoppiata. Un risultato che, nelle intenzioni del gruppo, può rappresentare una base per valutare nuovi sviluppi, ma non elimina le criticità strutturali legate ai costi industriali italiani.
La priorità è quindi creare le condizioni per sostenere gli investimenti nel lungo periodo. Soltanto dopo aver migliorato la competitività del sito sarà possibile studiare ulteriori soluzioni produttive.
Il futuro di Mirafiori resta dunque aperto, ma l'eventuale arrivo di un secondo modello Fiat non può essere considerato acquisito. Prima delle nuove auto, il gruppo chiede condizioni energetiche e logistiche più favorevoli: è da qui che passa la possibilità di rafforzare il ruolo dello stabilimento torinese.
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