RC auto, c’è un trucco che 1,4 milioni di italiani hanno già usato con l’assicurazione
Dichiarare il falso per difendere la classe di merito può costare fino a cinque anni di reclusione
Oltre un milione e quattrocentomila automobilisti italiani hanno mentito alla propria compagnia assicurativa. Lo rivela un'indagine dell'istituto di ricerca EMG, condotta per conto di Facile.it su un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 74 anni. Il fenomeno tocca da vicino i costi dell'RC auto per tutti, non solo per chi mente.
Non è un'eccezione isolata. Dietro quella cifra ci sono motivazioni precise, che l'indagine ha provato a scomporre caso per caso.
Perché si mente alla compagnia
La ragione più diffusa riguarda la classe di merito, il meccanismo che fa salire o scendere il premio in base ai sinistri causati. Circa 770.000 automobilisti, pari al 53,5% del campione, hanno ammesso di aver alterato la dinamica di un incidente proprio per evitare che la classe peggiorasse e il premio aumentasse.
Una quota quasi altrettanto ampia, il 43% degli intervistati (circa 586.000 persone), ha dichiarato il falso per un motivo diverso. Al volante del veicolo coinvolto nel sinistro c'era in realtà un conducente non coperto dalla polizza RC auto. Una fascia più ridotta, circa 33.000 persone pari al 2,3%, ha invece mentito sulla dinamica per ottenere un risarcimento non dovuto, relativo a un danno che la polizza non copriva.
Gli esperti di Facile.it mettono in guardia su un punto preciso: mentire alla propria compagnia assicurativa può configurare un reato penale, punito con la reclusione fino a cinque anni. Ma non è solo una questione individuale: è un danno che ricade sull'intero settore e che finisce per pesare sui premi di tutti gli automobilisti.
Le truffe che colpiscono gli assicurati
Il fenomeno non riguarda solo le compagnie. Esiste infatti anche il percorso inverso.
Un'altra indagine, commissionata sempre da Facile.it all'istituto mUp Research, aveva quantificato in 890.000 gli automobilisti vittime di truffa o tentativo di frode, per un danno complessivo superiore a 390 milioni di euro. Chi valuta o acquista un veicolo si scontra spesso con rischi simili, come racconta la quota di italiani che teme le truffe nell'acquisto di un'auto usata.
I canali più sfruttati dai truffatori sono le email di phishing, usate nel 35% dei tentativi. Seguono SMS e app di messaggistica, rispettivamente al 17% e al 12%, e il contatto porta a porta, presente nel 23% dei casi. Per arginare il fenomeno, Facile.it ha creato insieme a Consumerismo No Profit il sito Stop alle Truffe, con video che spiegano come riconoscere i raggiri e come comportarsi se si è già caduti in trappola.
La classe di merito resta comunque legata a una variabile che l'automobilista può gestire in modo diverso: il momento in cui conviene cambiare polizza incide sul premio molto più di quanto si pensi, senza bisogno di alterare la dinamica di un sinistro.
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