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Volkswagen Nuova Polo (2026): prova di maturità superata

La Germania punta su un'auto buona da guidare, con consumi interessanti e una qualità soddisfacente. Prezzo buono ma...

Volkswagen ID.Polo (2026), la prova su strada
Foto di: Volkswagen
Flavio Atzori Flavio Atzori

La Volkswagen ID. Polo è uno degli esempi più chiari di come l'industria europea – e in questo caso tedesca – debba lavorare per fronteggiare al meglio l'avanzata cinese in tema elettrico. Lo dico subito, senza troppi fronzoli. Il motivo è semplice: punta sulla dinamica di guida, su un prezzo d'attacco interessante, consumi maturi e su una qualità percepita soddisfacente. 

Tutto questo in un terreno di sfida che, soprattutto in Italia, rimane divisivo: l'elettrico. Il motivo è chiaro: ansia da ricarica e da autonomia, figlia anche di prodotti - va detto - ancora non del tutto maturi se si parla di efficienza, spesso legati alla coperta corta di un pacco batteria grande che si scontra con il peso della vettura.

La Polo - pardon - ID.Polo (la termica mantiene la sua indipendenza) ha intrapreso proprio la strada dell'equilibrio e della maturità. Ecco com'è andata la prova tra le strade intorno Vienna.

Esterni | Interni | Guida | Prezzo | Pro e contro

Volkswagen ID.Polo (2026): gli esterni

Forme compatte e familiari, che richiamano gli stilemi della primissima Polo: lo stile è volutamente meno futuristico rispetto alle prime ID nate nell'era Diess. Davanti ci sono fari a LED uniti da un'unica fascia luminosa, il nuovo logo e un cofano piatto dai volumi ben calibrati. La fiancata è pulita, con un montante lineare; dietro spiccano proiettori dalla soluzione unica e un lunotto piccolino.

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Volkswagen ID.Polo (2026), gli esterni

Foto di: Volkswagen

A differenza della ID.3, che aveva tutto dietro, qui il motore è davanti: una scelta che migliora la ripartizione dei pesi e razionalizza costi e spazi – non a caso lo sportellino di ricarica è anteriore. La piattaforma MEB+ adotta inoltre la batteria cell-to-pack, incastonata nella struttura a beneficio della rigidità torsionale.

La ricarica accetta 11 kW in alternata e da 90 fino a 105 kW in continua: non tantissimo, ma Volkswagen preferisce da sempre una curva di ricarica piatta ai picchi di carica che scendono repentinamente.

Volkswagen ID.Polo (2026): le dimensioni

Lunghezza Altezza Larghezza Passo
4,05 metri 1,53 metri 1,81 metri 2,59 metri

Volkswagen ID.Polo (2026): gli interni

441 litri la capacità dichiarata del bagagliaio: per una vettura di 4,05 metri sono un ottimo biglietto da visita per l'intera progettazione. E visto che si parla sempre di concorrenza cinese – storicamente non brillante sulla capacità di carico – questo può essere un vero punto a favore. Il vano è ben ordinato, con ganci ai lati e luce di cortesia.

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Volkswagen ID.Polo (2026), gli interni

Foto di: Volkswagen

Le portiere posteriori, con maniglia a scomparsa, aprono con un angolo ampio e si entra senza difficoltà. Lo spazio è molto buono anche in cinque: il pavimento è poco rialzato, l'angolo di seduta non è pronunciato e, con il sedile anteriore regolato per chi scrive (1,68 m), restano circa 15 centimetri per le ginocchia. Buoni i tessuti, ci sono due USB-C e tasche rivestite; manca però una bocchetta di aerazione posteriore.

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Volkswagen ID.Polo (2026), i sedili

Foto di: Volkswagen

Davanti, un passo indietro per farne due avanti: in Volkswagen hanno capito che i tasti fisici sono fondamentali, ed eccoli tornati. I rivestimenti in tessuto sono molto buoni, le plastiche un po' rigide ma con pochi scricchiolii, pur su esemplari di pre-serie.

L'infotainment è evoluto e include una simpatica modalità "retro" che riproduce la strumentazione della Golf prima serie – divertente, anche se alla lunga può stancare. La gestione degli ADAS è immediata grazie alle scorciatoie; per i driving mode invece avremmo preferito un tasto fisico dedicato, che non c'è. Apprezzabile la mappa di CarPlay o Android Auto integrabile nella schermata principale.

I vani portaoggetti sono razionali ma non enormi: cassetto piccolo (una bottiglietta comunque entra), ricarica a induzione, svuotatasche e un pozzetto.

Volkswagen ID.Polo (2026): la guida

Su strada la ID. Polo si comporta davvero molto bene, e si nota il lavoro di fino dei tecnici tedeschi, a partire dal telaio. La MEB+ è un'evoluzione: il motore – che pesa 75 kg – è posizionato in avanti e questo cambia la distribuzione delle masse, anche in rigenerazione, restituendo una guida lineare, naturale, semplice, immediata e al contempo appagante. Perché una trazione anteriore è piacevole soprattutto quando la si inserisce in curva e la si fa scorrere.

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Volkswagen ID.Polo (2026), la guida

Foto di: Volkswagen

La cosa che colpisce di più è quanto sia piatta: il rollio è ben contenuto e ben gestito, gli angoli permettono un ingresso in curva senza inerzie né difficoltà. Allo stesso tempo l'auto non mette mai in soggezione: il volante è tutto sommato demoltiplicato, pur con la sua precisione oltre il punto morto centrale, e la corona piuttosto ampia significa più gradi di lavoro.

Tradotto: la può guidare con gusto il pilota smaliziato e con serenità chi smaliziato non è, in città come fuori porta. Meno di 11 metri di diametro di sterzata rendono le manovre urbane e le svolte più strette un'operazione tranquilla.

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Volkswagen ID.Polo (2026), la guida su strada

Foto di: Volkswagen

La visibilità è chiara: i montanti non offuscano la vista agli incroci, la vetratura è ampia, la visuale laterale buona; quella posteriore è solo sufficiente, ma i sistemi di assistenza compensano nelle manovre. La posizione di guida è piacevole e ben regolabile, anche se il sedile resta sempre un pochino troppo alto: per chi non è altissimo significa gambe un filo troppo piegate.

Ottimo il lavoro elettronico su potenza e coppia. La versione in prova è la 155 kW (211 CV) con 290 Nm e batteria da 52 kWh netti in allestimento Style – la 37 kWh non era disponibile per questo primo contatto, e considerando il mercato italiano ci sarebbe piaciuto provarla. L'erogazione è sempre progressiva, sempre lineare, presente ma mai in grado di mettere in difficoltà, in qualsiasi driving mode: sono quattro, Eco, Comfort, Sport e Individual.

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Volkswagen ID.Polo (2026), il comportamento su strada

Foto di: Volkswagen

In quest'ultimo si può lavorare sui dettagli: lo sterzo (che tra Comfort e Sport cambia soprattutto il carico al volante, non la precisione), l'intervento dell'ESC, la trazione regolabile su tre livelli e la dinamica di guida, che qui agisce non tanto sull'erogazione quanto sul livello di rigenerazione – l'elemento chiave di un'elettrica. Con tutto il peso sull'anteriore la rigenerazione passa per il motore davanti e non mette mai in difficoltà: è sempre progressiva, seppur via via più presente. Il risultato è un'auto che offre serenità a 360 gradi.

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Volkswagen ID.Polo (2026), la vista posteriore

Foto di: Volkswagen

L'unico neo dinamico - o meglio "ergonomico" - riguarda la modalità Brake: la regolazione sui due livelli di rigenerazione non è del tutto intuitiva e il primo livello è un po' troppo invasivo, come abbiamo avvertito nel traffico di Vienna, dove rende la guida decisamente meno fluida. Anche perché, quando la calibrazione è buona, apprezziamo molto la rigenerazione gestita col pedale del freno. Dettaglio anche per il navigatore di serie (non CarPlay/Android Auto): in certi frangenti avremmo preferito segnalazioni più tempestive.

E i consumi? Sono il secondo elemento cardine, perché si legano alla capacità della batteria e quindi al prezzo. A fine test il computer indicava 14,2 kWh/100 km con il 61% di batteria residua, su un percorso composto per il 55-60% da autostrada, un 15% di città e il resto di statali extraurbane. Un ottimo risultato.

Volkswagen ID.Polo (2026): i prezzi

Il listino parte da 26.100 euro, prezzo pieno senza promozioni, per la base con 37 kWh e potenza inferiore da 88 kW. La scelta ideale per l'Italia è però la via di mezzo, 37 kWh e 99 kW, intorno ai 26-27 mila euro. Con la 52 kWh da 155 kW della prova il prezzo sale in maniera considerevole: con gli allestimenti completi si superano i 35-36 mila euro fino a sfiorare i 38 mila, e lì il discorso si complica.

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Volkswagen ID.Polo (2026), i prezzi

Foto di: Volkswagen

Come sempre, non è l'auto a essere intelligente: è la scelta intelligente in relazione all'uso a fare la differenza. E la ID. Polo, nella giusta configurazione, è un ottimo esempio di quello che l'Europa deve fare per fronteggiare l'avanzata delle auto cinesi.

Volkswagen ID.Polo (2026): pro e contro

   

Pro

  • Spazio interno e bagagliaio
  • Dinamica di guida
  • Rapporto qualità/prezzo
   

Contro

  • Modalità Brake non intuitiva da gestire
  • Il top di gamma sale molto di prezzo

Fotogallery: Volkswagen ID.Polo (2026), la prova su strada