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Volkswagen vende e converte le sue fabbriche: si parte da Osnabrück

Lo stabilimento di Osnabrück verso la vendita al fondo Aurelius e alla Bassa Sassonia: nasce un polo per sistemi di sicurezza e difesa

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Foto di: Motor1 Italia
Francesco Stazi Francesco Stazi

Il Gruppo Volkswagen ha raggiunto un'intesa con il Land della Bassa Sassonia e il fondo Aurelius Capital per la possibile vendita della Volkswagen Osnabrück GmbH, sito produttivo attivo da 125 anni. L'obiettivo dichiarato è preservare il sito e "la maggior parte" dei posti di lavoro a lungo termine, convertendo le linee verso soluzioni per la sicurezza e la difesa.

La riconversione arriva dopo mesi di incertezza sul futuro dello stabilimento, legata al più ampio piano di riorganizzazione degli impianti del gruppo. Nel 2024 il Costruttore aveva deciso di fermare la produzione di veicoli a Osnabrück nell'estate 2027, aprendo la ricerca di una nuova destinazione industriale per il sito.

L'accordo industriale e il ruolo di Aurelius

Secondo quanto comunicato dal gruppo, il piano prevede che Aurelius, in qualità di azionista di maggioranza, acquisisca la Volkswagen Osnabrück GmbH insieme al Land della Bassa Sassonia. I nuovi proprietari puntano a trasformare lo stabilimento in "un centro di competenza per soluzioni di sicurezza e difesa", con ulteriori partnership industriali in arrivo.

Il primo progetto in agenda è una collaborazione con l'azienda israeliana Rafael Advanced Defense Systems per la possibile produzione a Osnabrück di sistemi e componenti destinati a sistemi di difesa aerea per la Germania e per l'Europa. Rafael dovrebbe portare tecnologie e esperienza nei sistemi antiaerei, mentre la forza lavoro locale avrebbe un ruolo centrale nell'avvio della produzione e nei processi di industrializzazione.

Volkswagen accompagnerà il passaggio alla nuova struttura societaria mettendo a disposizione competenze industriali, know-how in sviluppo e industrializzazione e l'infrastruttura esistente. L'operazione si inserisce in un contesto in cui il gruppo ha già annunciato tagli, chiusure e razionalizzazioni di stabilimenti per reagire a un mercato europeo dell'auto più competitivo.

Le dichiarazioni e le prossime fasi

L'intesa consente al Gruppo Volkswagen di dare seguito agli impegni presi con la rappresentanza dei lavoratori al termine del confronto sfociato nel Future Plan 2030. Il CEO Oliver Blume ha parlato di "passo importante" per assicurare una nuova prospettiva industriale a Osnabrück, mentre il ministro-presidente della Bassa Sassonia Olaf Lies ha definito l'accordo "una reale opportunità industriale" in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza.

Dal fronte sindacale, la presidente della IG Metall Christiane Benner ha sottolineato che la nuova prospettiva per Osnabrück e la regione significa soprattutto maggiore sicurezza per i lavoratori e le loro famiglie, ricordando il ruolo del dialogo tra Belegschaft, governo regionale, consiglio di fabbrica e sindacato. Daniela Cavallo, presidente del Consiglio di Fabbrica e del Consiglio del Gruppo Volkswagen, ha quantificato in oltre 1.200 dipendenti le persone che ottengono una prospettiva concreta sul sito.

Gli accordi firmati fissano solo i punti di partenza della futura società: restano da definire responsabilità, struttura economica e organizzativa e modalità del trasferimento. Il via libera definitivo dipenderà da intese conclusive, decisioni degli organi competenti e verifiche delle autorità. Su attività, tempi e quadro occupazionale saranno forniti aggiornamenti quando ci saranno risultati consolidati, in un dibattito che si inserisce nel più ampio tema "produrre armi al posto di auto" già aperto in Germania e in Italia.