Licenziamenti, chiusure ma non solo: il nuovo piano di Volkswagen
Taglio di 50.000 posti di lavoro e chiusura di 4 fabbriche in Germania per tagliare i costi e uscire dalla crisi
Non era affatto scontato, ma alla fine è successo: il consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha approvato all'unanimità il "Piano Futuro 2030" voluto dal Consiglio di Amministrazione, che tra le altre cose consiste in un taglio di 50.000 posti di lavoro (inclusi ruoli dirigenziali) e lo stop alla produzione di auto in 4 fabbriche tedesche.
Il piano naturalmente non si riduce a licenziamenti e chiusure ma va ben oltre, perché se da una parte il Gruppo Volkswagen ha bisogno di ridurre i costi, dall'altra c'è bisogno di una forte operazione di rilancio per i prodotti. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul nuovo piano Volkswagen.
Gruppo Volkswagen: il nuovo piano strategico
Presentato come "Il più vasto programma di trasformazione nella storia del Gruppo Volkswagen" quello voluto dall'amministratore delegato Oliver Blume è un piano composto da più punti, molti dei quali anticipati già negli ultimi tempi.
Come detto all'inizio vengono confermati licenziamenti e riflessioni sul futuro di fabbriche in Germania. Un "adeguamento della struttura della forza lavoro" che comprenderà non solo dipendenti delle fabbriche ma anche ruoli dirigenziali. Uno snellimento che, nelle intenzioni, porterà ad avere "strutture di leadership più snelle, responsabilità chiare e processi decisionali più brevi", così da poter agire o reagire più rapidamente alle differenti esigenze imposte dal mercato.
Per quanto riguarda le fabbriche, il Gruppo Volkswagen mira ha dichiarato che "entro la fine di giugno 2027 verrà sviluppato un concetto per una struttura produttiva sostenibile e competitiva per gli stabilimenti europei". Secondo il Gruppo la capacità produttiva europea supera la domanda di oltre 500.000 unità e "al momento, non è possibile garantire un'allocazione produttiva futura competitiva per gli stabilimenti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm in modo scaglionato dal 2031 al 2034". Questo però non significa una chiusura definitiva in quanto "si stanno valutando usi alternativi per questi stabilimenti".
Altro punto importante e già ampiamente discusso riguarda il taglio della produzione, con l'abbandono del 50% dei modelli attualmente in gamma nei vari brand, con un numero inferiore di varianti. "Maggiori volumi per modello, costi inferiori, maggiori economie di scala" ha dichiarato il Gruppo. Per questo motivo in Nord America il Gruppo si concentrerà sui segmenti più redditizi, mentre in Cina la situazione è in costante monitoraggio, mentre da Wolfsburg si stanno concentrando sull'espansione verso il "Sud globale".
Meno tipi di auto e una previsione di 9 milioni di veicoli venduti all'anno, decrescita "felice" rispetto alle previsioni di qualche anno fa per arrivare - entro il 2030 - a un margine operativo del 9%, pari a un risultato operativo di circa 31 miliardi di euro. Il tutto con 135 miliardi di euro di investimenti in ricerca e sviluppo nel periodo 2027-2031.
Il peggio è passato?
"Il Consiglio di Sorveglianza ha approvato all'unanimità il Piano per il Futuro presentato oggi dal Consiglio di Amministrazione. Questo è un segnale forte per il futuro del Gruppo Volkswagen. Ci assumiamo la responsabilità nei confronti di tutti i nostri dipendenti, dei nostri partner e dei posti di lavoro nel settore industriale in tutto il mondo. Nei prossimi anni investiremo una somma a tre cifre in miliardi per rendere i nostri marchi iconici ancora più attraenti, forti e competitivi.”
ha dichiarato Blume, che non può non dirsi soddisfatto per l'approvazione di un piano che di certo non può essere accolto con gioia, ma che potrebbe essere il punto di ripartenza per il Gruppo.
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