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"La situazione è più che critica": il capo di Volkswagen avverte i dipendenti

Volkswagen sta affrontando una massiccia ristrutturazione per tagliare i costi

VW ID.5 production
Foto di: Volkswagen

Volkswagen si trova davanti a un'altra pesante ristrutturazione, e Oliver Blume non sta certo cercando di indorare la pillola. In una comunicazione interna visionata da Reuters, il CEO del Gruppo Volkswagen ha avvertito i dipendenti che “la situazione è più che critica”, mentre l'azienda si prepara a un nuovo giro di dolorose misure di riduzione dei costi.

Il problema non è semplicemente che il colosso automobilistico tedesco  debba vendere più auto. La sua struttura dei costi lo mette in una posizione di serio svantaggio rispetto ai concorrenti, in un momento in cui la competizione si fa sempre più serrata, soprattutto con l'ascesa globale dei marchi cinesi. Secondo l'ex CEO di Porsche, i costi generali restano superiori di oltre il 30% rispetto a quelli di aziende comparabili.

La questione degli esuberi

Per un costruttore di queste dimensioni, in una fase così complessa, è un problema rilevante. Il margine operativo di Volkswagen è attualmente inferiore al 4%. Blume lo considera un risultato rispettabile alla luce delle condizioni di mercato, ma afferma che non è lontanamente sufficiente per finanziare il futuro del gruppo in modo sostenibile.

<p><em>Volkswagen T7 Multivan</em></p>

Volkswagen T7 Multivan

Foto di: Motor1.com

«La cifra spesso citata di circa 50.000 posti di lavoro nel mondo non è un obiettivo fisso».

Da settimane le indiscrezioni su un possibile raddoppio degli esuberi  fanno notizia, ma Blume vuole che i dipendenti capiscano che non si tratta di un obiettivo definitivo. È piuttosto un calcolo teorico basato su quanti posti Volkswagen dovrebbe tagliare per colmare il divario di costo con i concorrenti senza intervenire sul costo del lavoro. In altre parole, quel numero serve a illustrare la portata del problema, non a fissare una cifra finale di licenziamenti.

I quattro stabilimenti tedeschi hanno ancora un futuro

Non è necessariamente tutto negativo: Blume ha comunicato al personale che non è stata presa alcuna decisione sulla chiusura dei quattro stabilimenti tedeschi a rischio negli anni Trenta. Per ora, Zwickau, Emden, Hannover e Neckarsulm hanno ancora un futuro. Tuttavia, se il sottoutilizzo degli impianti dovesse diventare un problema serio, la situazione potrebbe cambiare nel prossimo decennio.

Volkswagen ID. UNYX 09 (2026)

Volkswagen ID. UNYX 09 (2026)

Foto di: VW | Andreas Mindt @LinkedIn

Oltre alla possibilità di eliminare ulteriori posti di lavoro e chiudere fabbriche, il Gruppo Volkswagen sta ridimensionandosi anche in altri modi. L'obiettivo è semplificare la gamma tagliando fino al 50% dei modelli attuali e riducendo del 75% le opzioni disponibili. Un segnale chiaro di quanto l'azienda sia diventata troppo grande e troppo complessa per il proprio interesse.

Fonte: Reuters