Ecco la prova della "cugina" americana dell'Alfa Romeo Giulia
Sotto questa Dodge Charger c'è il motore 3.0 a 6 cilindri e la piattaforma STLA Large che avrebbe equipaggiato le prossime Alfa Romeo
Vi ricordate di quando si è parlato della nuova piattaforma telaistica delle prossime Alfa Romeo Giulia e Alfa Romeo Stelvio?
Mi riferisco all'architettura tecnica che il gruppo Stellantis ha chiamato STLA Large ("stella large"), quella dedicata ai modelli più grandi anche di altri marchi che fanno parte del gruppo, destinati ad occupare le categorie di mercato superiori.
Ecco, oggi ho potuto mettere alla prova questa piattaforma proprio nel centro prove storico di Alfa Romeo, anche se non si è trattato di guidare una Giulia o una Stelvio, che nel frattempo non hanno ancora consegnato il testimone ai modelli che le sostituiranno.
Questo primo test drive della piattaforma STLA Large è toccato infatti alla nuova Dodge Charger, l'ottava generazione di un'auto simbolo tra le muscle car americane. Questa reinterpretazione della Charger è disponibile anche in versione 100% elettrica, ma sotto il cofano può ospitare anche il nuovo motore a benzina Hurricane, un 6 cilindri in linea 3.0 di cilindrata che dovrebbe andare ad equipaggiare anche altri modelli Stellantis. Come le prossime Alfa Romeo, per l'appunto.
Esterni | Interni | Guida | Prezzo | Pro e contro
Dodge Charger (2026): gli esterni
La nuova Dodge Charger, dunque, è costruita sulla piattaforma STLA Large che il gruppo Stellantis ha concepito per essere "multi-energia", quindi compatibile sia con motorizzazioni 100% elettriche
sia termiche. E che dovrebbe essere aggiornata con la STLA One, di cui si è parlato in occasione del piano industriale Stellantis 2026.
Dodge Charger (2026)
Su questa Dodge Charger di ottava generazione le versioni elettriche vengono chiamate Daytona, mentre
quelle con motore a benzina si chiamano Sixpack.
Su entrambe sono state mantenute le forme e le proporzioni da muscle car che hanno reso famosa la Charger in tutto il mondo, con una reinterpretazione in chiave moderna.
Per la motorizzazione termica è stato previsto un cofano "performance", che la rende riconoscibile per la cornice nera e per il logo Sixpack. La versione elettrica Daytona aggiunge l'elemento aerodinamico R-Wing che lascia passare il flusso d'aria attraverso il frontale per migliorare l'efficienza.
Dodge Charger (2026)
I LED a tutta larghezza, i gruppi ottici posteriori "ring of fire" e il ritorno dello storico logo Fratzog (utilizzato da Dodge tra il 1962 e il 1976) sono poi gli elementi che completano l’estetica della Charger 2026, introducendo infine sulle proporzioni della carrozzeria da coupè un portellone da hatchback: il bagagliaio è dunque più accessibile, sfruttando meglio anche la configurazione a 5 posti dell'abitacolo.
Dodge Charger (2026): le dimensioni
| Lunghezza | Altezza | Larghezza | Passo |
| 5,25 metri | 1,49 metri | 2,03 metri | 3,04 metri |
Dodge Charger (2026): gli interni
Il vano di carico della nuova Dodge Charger arriva ad una capacità massima di 1.064 litri, da rapportare in ogni caso a dimensioni esterne da tipica auto americana: lunghezza di oltre 5 metri, larghezza superiore ai 2 metri e un passo di quasi 3,10 metri.
L'abitacolo è ispirato alle forme della Charger del 1968, con una plancia orientata al guidatore e aggiornata dalla presenza di display digitali. Non manca un sistema di illuminazione ambientale personalizzabile, con 64 colori.
Dodge Charger (2026)
Per chi cerca una maggiore caratterizzazione e contenimento nella guida dinamica, sulle versioni più sportive sono disponibili i nuovi sedili Performance con rivestimenti dedicati.
A livello di strumentazione, dietro al volante trova posto un quadro strumenti digitale con uno schermo da 16 pollici. Al centro della plancia è collocato il touchscreen centrale con interfaccia configurabile, affiancato dall'head-up display con realtà aumentata che proietta le informazioni di guida principali direttamente nel campo visivo del conducente. Non manca un controllo dedicato alla selezione delle modalità di guida.
L'intero abitacolo, oltre ad essere fortemente orientato al conducente, garantisce un'ottima abitabilità offrendo il migliore spazio per le gambe dei passeggeri posteriori della categoria, il tutto mantenendo inalterate le proporzioni tipiche di una vera e propria muscle car.
Dodge Charger (2026)
Dodge Charger (2026): la guida
Sotto una carrozzeria che non perde le forme muscolose dei modelli del passato, la Dodge Charger di nuova generazione adotta l'architettura multi-energia della STLA Large, che nella versione 100% elettrica a 400 V dà vita alla Charger Daytona e che viene invece chiamata Charger Sixpack quando viene equipaggiata con motori termici a benzina.
L'elettrica Charger Daytona ha quattro ruote motrici grazie a 2 motori elettrici (uno per asse). Per ottimizzare l'efficienza è possibile però scollegare l'asse anteriore, mentre sul retrotreno è montato un differenziale meccanico autobloccante.
La batteria ha una capacità di 100,5 kWh, per un'autonomia dichiarata che arriva fino a 418 km.
I livelli di potenza sono due, partendo dai 536 CV della Daytona R/T, per arrivare alla Daytona Scat Pack, che ha 670 CV e 850 Nm , scatta da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e copre i 400 metri da fermo in 11,5 secondi.
Dodge Charger (2026)
Sulla Daytona Scat Pack sono previste le modalità di guida Track (per la pista), Drag (per la massima accelerazione in rettilineo) e Drift/Donut, con 3 livelli di intervento del controllo di trazione. La gestione termica della batteria è invece gestita dalla funzione Race Prep, con la funzione PowerShot che fornisce un surplus temporaneo di 40 CV per 10 secondi. C'è anche un pacchetto per l'analisi della telemetria chiamato Track Package, con il sistema Drive Experience Recorder (DxR) sviluppato da Cosworth che integra telecamera anteriore, microfono e registratore di dati prestazionali.
La versione della Charger con motore a combustione interna sostituisce i precedenti V8 HEMI in con il nuovo propulsore Hurricane. Si tratta di un 3.0 ci cilindrata, 6 cilindri in linea biturbo che ha 2 turbocompressori controrotanti, basamento in alluminio pressofuso, componenti interni in acciaio forgiato, doppi alberi a camme in testa, fasatura variabile aspirazione e scarico, iniezione diretta a 350 bar, sistemi di raffreddamento aria/acqua ottimizzati.
Per il motore Hurricane ci sono due livelli di potenza: la Charger Sixpack R/T ha 420 CV e 635 Nm, mentre la Charger Sixpack Scat Pack eroga 550 CV e 720 Nm, raggiungendo per ora il livello di prestazioni più alto del nuovo motore 3.0 Hurricane, con l'88% della coppia massima disponibile già a 2.500 giri/min e oltre il 90% tra 3.000 e 6.000 giri/min.
Dodge Charger (2026)
Nel passaggio ai nuovi propulsori 3.0 Sixpack c'è stato un incremento di potenza e prestazioni rispetto alle precedenti motorizzazioni V8 HEMI.
La Charger R/T 5.7L V8 HEMI aveva 370 CV e 536 Nm di coppia, per un tempo nello 0-100 km/h di 5,1 secondi e di 13,5 secondi nello 0-400 metri.
L'attuale Charger R/T Sixpack ha 420 CV (+50 CV) e 635 Nm di coppia (+99 Nm), impiega 4,6 secondi nello 0-100 km/h (0,5 secondi in meno) e 12,9 secondi (0,6 secondi in meno) nello 0-400 metri.
La precedente Charger Scat Pack 6.4L V8 HEMI invece aveva 485 CV e 644 Nm, faceva lo 0-100 km/h in 4,2 secondi e copriva lo 0-400 metri in 12,4 secondi.
L'attuale Charger Scat Pack Sixpack ha 550 CV (+65 CV) e 720 Nm di coppia (+76 Nm), con un tempo di 3,9 secondi (0,2 secondi in meno) nello 0-100 km/h e di 12,2 secondi (0,2 secondi in meno) nell'accelerazione 0-400 metri.
Dodge Charger (2026)
L'impianto di scarico è attivo, con valvole elettroniche a doppia modalità, e la trazione è integrale AWD, con la modalità RWD Mode che consente al guidatore di inviare il 100% della coppia alle sole ruote posteriori premendo un pulsante.
Le sospensioni anteriori a quadrilatero hanno i doppi bracci oscillanti sdoppiati per ottimizzare il camber, ridurre le reazioni sullo sterzo, e utilizzano alluminio forgiato per ridurre il peso. Il tutto abbinato a uno schema posteriore a 4 bracci chiamato Integral Link e a un sistema di ammortizzatori a controllo elettronico dello smorzamento.
L'impianto frenante Brembo cambia a seconda dell'allestimento. Partendo dalla variante termica Sixpack, nell'allestimento più potente Scat Pack, le pinze anteriori sono a 6 pompanti. Sulla variante elettrica Daytona, sempre nella variante più potente Scat Pack, è stato installato il più grande impianto mai montato su una Dodge di serie, con dischi ventilati da 16 pollici di diametro, pinze anteriori a 6 pistoncini e pinze posteriori a 4 pistoncini.
Dodge Charger (2026)
Le modalità di guida selezionabili dal guidatore sono Auto, Eco (con un'erogazione orientata che privilegia il posteriore e valvole di scarico nella posizione più silenziosa), Wet/Snow (con ripartizione 50:50 della coppia), Sport e con la Custom che è personalizzabile per quel che riguarda i parametri di propulsione, sterzo e trazione.
È stato poi sviluppato un Launch Control, che gestisce tutte e quattro le ruote, e c'è il sistema Line Lock (di serie sulle Charger Scat Pack e a richiesta sulle R/T) che permette di bloccare i freni anteriori scollegando l'avantreno per consentire il pattinamento delle delle ruote posteriori da fermo.
Dodge Charger (2026): i prezzi
La nuova Dodge Charger 2026, disponibile con carrozzeria coupé a 3 porte o berlina a 5 porte, è importata in Europa (compresa l'Italia) dalla società KWA (KW Automotive). Tasse escluse, i prezzi consigliati partono da 54.700 euro per la versione a benzina Sixpack R/T e da 57.200 euro per la Sixpack Scatpack, mentre la forbice di prezzi per l'elettrica è compresa tra i 66.000 euro per la Daytona R/T e i 69.500 euro per la Daytona Scatpack.
Dodge Charger (2026): pro e contro
Fotogallery: Dodge Charger (2026)
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