Vai al contenuto principale

Scadenza patente, quando cade e come rinnovarla

Le fasce di validità per le patenti A, B, C e D legano i controlli sanitari all’età di chi guida

Patente di guida
Massimo Grassi Massimo Grassi

Dieci anni, cinque, tre, due. La durata della patente non è un numero fisso, ma dipende dall'età di chi guida e dalla categoria del documento. E cambia proprio nel punto in cui molti pensano sia uguale per tutti. Il rinnovo della patente segue infatti uno schema a scalini legato al compleanno.

Quanto dura la patente in base all'età

Per le patenti A e B la validità ordinaria è di 10 anni sotto i 50 anni. Scende a 5 anni quando il rinnovo o il rilascio avviene dopo i 50 e resta tale fino ai 70 anni, poi passa a 3 anni superati i 70, secondo quanto indicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Lo schema europeo per le categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE conferma gli stessi 10 anni di base, con la riduzione a 5 anni oltre i 50 e a 3 anni oltre i 70. C'è però un ulteriore scalino a 2 anni superati gli 80 anni di età, come riporta la guida ufficiale sul rinnovo nell'Unione europea. Chi guida dopo gli 80, quindi, deve fare i conti con un rinnovo quasi biennale.

C'è poi un dettaglio che sfugge a molti: la scadenza della patente non coincide con la data esatta del rilascio. Al primo rinnovo la validità viene prorogata fino al primo compleanno successivo alla scadenza ordinaria, mentre dai rinnovi successivi la data coincide con giorno e mese di nascita del titolare, lo ha chiarito il MIT in una nota dedicata. In pratica, la patente scade al compleanno.

Patenti B, C e D: le differenze per il rinnovo

Chi guida mezzi pesanti ha scadenze più ravvicinate. Le patenti C1, C1E, C e CE prevedono una validità ordinaria di 5 anni fino a 65 anni di età, poi la durata viene stabilita dalla Commissione Medica Locale, che può confermare la patente per periodi fino a 2 anni, anche inferiori in base alle condizioni di salute.

Per le categorie C e D in generale valgono durate più brevi rispetto a A e B, con lo stesso meccanismo: più passano gli anni, più ravvicinati diventano i controlli. La logica è coerente con chi guida per professione, dove l'idoneità fisica va verificata con cadenza più stretta rispetto a un automobilista privato.

Visite mediche, scadenze e norme ancora da approvare

Il rinnovo della patente richiede sempre una visita medica per accertare l'idoneità alla guida, con tempi e modalità che dipendono da categoria ed età del conducente, secondo quanto riepilogato nella sezione dedicata a tutte le pratiche del Portale dell'Automobilista.

Chi rimanda il rinnovo oltre la scadenza rischia una procedura ben più complessa. L'articolo 126, comma 8-ter, del Codice della strada prevede già oggi che una patente scaduta da oltre cinque anni richieda anche il superamento di un esame di guida, non solo la domanda di duplicato. Per questo serve il modulo TT 746 come domanda specifica, da corredare con il pagamento della tariffa PagoPA di 16,20 euro, oltre alla documentazione sul titolo di guida e a un documento d'identità valido.

Restano ancora da approvare alcune delle modifiche più ampie al Codice della strada discusse nel corso del 2026, comprese quelle che toccano limiti di velocità e sanzioni.