Stellantis, Cappellano: "L'Europa cambi le norme sui van elettrici"
Il responsabile di Stellantis Pro One denuncia il divario tra normativa e mercato e chiede più tempo per raggiungere gli obiettivi
«La regolamentazione europea non è coerente con la domanda del mercato». A dirlo è Emanuele Cappellano, COO di Stellantis per l'Enlarged Europe e responsabile globale di Stellantis Pro One, la divisione del gruppo dedicata ai veicoli commerciali.
A margine della presentazione della strategia Pro One all'IAA Transportation di Hannover, occasione nella quale sono stati presentati il concept BOW, la versione chiusa della Fiat Tris e il progetto Stellantis Pro One Next, Cappellano ha ribadito la necessità di intervenire sulle regole europee sulle emissioni di CO2 dei van, soprattutto alla luce di una domanda di veicoli elettrici che, secondo Stellantis, non sta crescendo abbastanza rapidamente da rispettare gli obiettivi fissati dalla normativa.
Il manager italiano parla di una situazione che rischia di tradursi in multe per i costruttori nel periodo 2025-2027, proprio mentre le aziende stanno già aumentando l'offerta di modelli elettrici senza però riuscire a spingere il mercato ai livelli richiesti.
Cappellano: «Serve un intervento urgente sulle regole»
Secondo Emanuele Cappellano, il problema dello scollamento tra normativa e mercato è particolarmente evidente nel settore dei veicoli commerciali, dove l'elettrificazione procede più lentamente rispetto alle auto. Per chi utilizza un van per lavoro, infatti, autonomia, tempi di ricarica, infrastrutture disponibili, costi di gestione e capacità di trasporto hanno un peso diretto sull'attività quotidiana.
A questo si aggiunge il caso dei modelli destinati a trasportare carichi elevati, per i quali il passaggio alla propulsione elettrica risulta ancora più complesso. Cappellano sottolinea anche come, su questo punto, ci sia un consenso molto ampio tra i costruttori e una consapevolezza del problema anche a livello istituzionale. La questione, quindi, sarebbe soprattutto quella di trasformare questa convergenza in un intervento concreto.
Da tre a cinque anni per calcolare le emissioni
La proposta più precisa avanzata da Stellantis riguarda il periodo sul quale viene calcolata la media delle emissioni di CO2. Cappellano chiede di passare dagli attuali tre anni a cinque, estendendo di fatto il periodo di riferimento dal 2025 al 2030. L'obiettivo è permettere al mercato di avvicinarsi gradualmente ai livelli di elettrificazione richiesti, evitando che la distanza tra obiettivi normativi e domanda reale si trasformi automaticamente in sanzioni.
Stellantis chiede inoltre di rivedere al ribasso il livello di veicoli elettrici previsto nel mix, almeno nella fase attuale. Una richiesta che non equivale, però, a rinunciare all'elettrificazione: Cappellano ha confermato che tutti i nuovi prodotti destinati all'Europa avranno una versione elettrica. Parallelamente, il gruppo sta portando avanti studi e sviluppi anche su altre tecnologie, dall'idrogeno ai sistemi range extender fino all'HVO, un carburante diesel ottenuto da materie prime rinnovabili.
Fotogallery: Stellantis Box-on-Wheels all'IAA Transportation 2026
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