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La prova più cattiva: batteria sott'acqua e SUV contro un gradino

Chery Tiggo 9 CSH Super Hybrid affronta 24 ore in acqua salata e un test d'urto. Ecco com'è andata

Chery testa la batteria della Tiggo 9 CSH in acqua salata
Foto di: Chery
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Una batteria immersa per 24 ore in acqua salata come quella degli oceani, poi rimontata su un SUV lanciato contro un gradino. È il collaudo estremo a cui Chery ha sottoposto il pacco batterie della Tiggo 9 CSH Super Hybrid, il SUV ibrido plug-in che debutta in Italia a novembre.

La prova, chiamata Black Sea Safety Challenge, si è svolta a Costanza, in Romania, sul Mar Nero, ed è la prima Global Safety Challenge organizzata da Chery in Europa.

Le verifiche sono state condotte dagli ingegneri di FEV, una società tedesca di ingegneria automobilistica indipendente, davanti a oltre 150 giornalisti provenienti da 16 Paesi europei. Ecco com'è andata.

24 ore in una vasca di acqua salata

Il pacco batterie da 34,46 kWh e 228 kg è stato calato in una vasca profonda 1,2 metri, con acqua a una salinità di 35 grammi per litro, lo stesso valore medio degli oceani. Il sale aumenta la conducibilità elettrica e rende l'ambiente più aggressivo verso guarnizioni e connessioni, motivo per cui la prova è più severa rispetto a un'immersione in acqua dolce.

Chery testa la batteria della Tiggo 9 CSH in acqua salata

Chery testa la batteria della Tiggo 9 CSH in acqua salata

Foto di: Chery

All'uscita non sono state rilevate tracce d'acqua nei connettori di alta e bassa tensione né nella valvola di sfiato. La tenuta stagna è stata verificata mettendo in pressione l'involucro e misurando quanto rapidamente questa cala: la perdita registrata è di 8,067 Pa al minuto, contro un limite di accettazione fissato a 31.

Sul fronte elettrico, la resistenza fra i terminali ad alta tensione e l'involucro è rimasta sopra i 500 MΩ (megaohm), segno che l'isolamento ha retto integro.

L'urto contro il gradino

Riportata sulla vettura, che si è avviata e ha funzionato regolarmente, la batteria ha dovuto superare anche una prova d'urto: la Tiggo 9 CSH ha affrontato un gradino alto 25 cm a 14-15 km/h, facendo strisciare il sottoscocca contro un ostacolo rigido.

Il rivestimento in PVC della piastra di protezione si è lievemente danneggiato, ma l'involucro della batteria non presenta crepe né danni strutturali.

Chery testa la batteria della Tiggo 9 CSH in acqua salata

Prima sott'acqua, poi contro un gradino: batteria alla prova

Foto di: Chery

Sono rimasti integri anche i connettori fra batteria e vettura e i circuiti del liquido di raffreddamento, senza perdite di elettrolita né fenomeni termici anomali. A proteggere il pacco è una struttura a più strati con una piastra inferiore in acciaio da 780 MPa (megapascal, l'unità che misura la resistenza del materiale alla trazione).

Il sistema ibrido e l'arrivo in Italia

La batteria testata equipaggia il sistema Chery Super Hybrid (CSH), il plug-in hybrid sviluppato dall'azienda in oltre vent'anni e collaudato, secondo il costruttore, in 44 Paesi. La batteria dedicata ha protezione IP68 contro acqua e polvere, interrompe l'alta tensione in 2 millisecondi in caso di urto e le sue celle sono progettate per funzionare fra -35 e +60 °C.

"La sicurezza non può restare un'affermazione: va progettata, collaudata e verificata", ha dichiarato Aaron Zheng, Executive Deputy General Manager del marchio Chery.

La Tiggo 9 CSH, lo ricordiamo, è il SUV a sette posti che apre la gamma Chery in Italia, con arrivo nelle concessionarie previsto a novembre. Monta un motore 1.5 turbo benzina abbinato a tre motori elettrici per 428 CV complessivi e trazione integrale; la batteria sottoposta ai test garantisce, secondo il ciclo WLTP, 140 km di autonomia in modalità elettrica. Vale la pena anche ricordare che al Salone Auto Torino 2026 ha ricevuto il TADA, il Torino Automotive Design Award, per l'innovazione tecnologica nella categoria Family Car.