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La DS3 sta per tornare? Forse, con questa hot hatch

Il concept DS Fever è una compatta da 4,19 metri sulla piattaforma STLA One, stile accattivante. La vedremo a Parigi

DS Fever
09:30
Flavio Atzori Flavio Atzori

Si chiama DS Fever, è un prototipo e a prima vista ricorda molto da vicino la DS3. Per una volta ci troviamo davanti a una hot hatch elettrica con uno stile davvero accattivante, a conferma che l'industria europea sembra aver ripreso a costruire auto che stimolano passione e senso di appartenenza, e non solo SUV utili e razionali.

Siamo a Parigi, dove i tecnici DS ci hanno raccontato un progetto che, oltre alla livrea, nasconde diverse soluzioni interessanti anche dal punto di vista tecnico. Resta un concept, ma a quanto ci hanno detto è già semidefinitivo: manca ancora il via libera totale, anche se è stato portato il più velocemente possibile davanti agli azionisti, il che fa ben sperare.

DS Fever: compatta e con le ruote agli angoli

Le misure sono quelle di una compatta vera, con un passo importante per la categoria.

Lunghezza Larghezza Altezza Passo
4,19 metri 1,84 metri 1,46 metri 2,7 metri

Il frontale è molto pieno, con proiettori che ricordano lo stile della Clio di precedente generazione, giusto per parlare di assonanze, e con una venatura centrale e una verticalizzazione che sul prototipo si anima in varie modalità. Le animazioni sulle auto non fanno impazzire chi scrive, che preferirebbe magari dei body kit, ma su un concept in un'epoca così tecnologica ci può stare. Belle le proporzioni, con le ruote portate agli estremi.

F3VER rear4

DS Fever

Foto di: Stellantis

A colpire è soprattutto la livrea, che dal viola di base tende al blu a seconda dei riflessi grazie a diversi polimeri. Difficile vederla sulla versione di serie, per una questione di costi, ma è bello vedere sperimentazioni come le minigonne inglobate nella zona inferiore.

I tecnici DS hanno poi insistito su un punto: gli elementi strutturali della vettura sono pochi. Con i costruttori cinesi sempre più forti in Europa, anche in termini di velocità di produzione, serve semplificare: meno pezzi, meno sofisticazioni, assemblaggi più rapidi.

DS Fever: il posteriore è la parte più particolare

È qui che la Fever dà il meglio. Al centro c'è una sorta di monolite interattivo, con un monitor che ricorda un piccolo iPad e mostra animazioni scherzose, ma forse più un di più che una necessità. Molto più interessanti i proiettori posteriori: grandi, massicci e non incastonati, con 600 punti luce montati su una struttura in magnesio. Si vede la cura dei progettisti.

F3VER rear light

DS Fever, la luce posteriore

Foto di: Stellantis

Sotto c'è una feritoia finta, poi lo spoiler posteriore che, come detto, ricorda la DS3. La carrozzeria in questa zona è a contrasto cromatico rispetto ai due terzi della vettura. Con questo assetto la vediamo bene come una compattina quasi da rally, anche se qui parla l'appassionato.

DS Fever: piattaforma, autonomia e potenza 

La Fever poggia sulla piattaforma STLA One, la nuova architettura a 800 volt di Stellantis. Secondo DS promette oltre 500 chilometri di autonomia, un dato da prendere con le pinze. Con la tecnologia attuale, però, un range WLTP di questo livello significa un pacco batteria da circa 70 kWh, come quello della DS N°7 o della Lancia Gamma: sul passo di 2,7 metri ci sta, ma andrebbe poi valutato il peso.

F3VER front2

DS Fever, il frontale

Foto di: Stellantis

La potenza non è stata dichiarata. Io immagino 300-350 CV, coerenti con quella batteria e con le ambizioni dinamiche del prototipo, ma sono solo ipotesi.

Non conosciamo nemmeno il prezzo, e gli interni non sono stati mostrati: arriveranno presumibilmente a breve, magari in una galleria fotografica qui su Motor1.com.

Fotogallery: DS Fever (2026)