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Perché le auto stanno scrivendo il proprio nome

Sempre più marchi sostituiscono il logo con il nome per esteso, ed è un nuovo modo di progettare il design

Perché le auto stanno scrivendo il proprio nome
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)
Sergio Chierici Sergio Chierici

Per decenni è bastato uno stemma cromato o smaltato per identificare un'automobile: una freccia, un leone, un fulmine o un ovale rendevano il marchio immediatamente evidente. Oggi, però, qualcosa sta cambiando: sempre più costruttori preferiscono scrivere il proprio nome per esteso.

Non è un dettaglio secondario, né una semplice scelta grafica, perché le lettere si stanno integrando totalmente nel progetto dell'automobile, contribuendo a definire il disegno della coda e, sempre più spesso, anche quello del frontale, così come la comunicazione, tradizionale e digitale. È uno dei cambiamenti più interessanti del design contemporaneo.

Quando il marchio diventa una parola

La Skoda Elroq rappresenta molto bene questa nuova tendenza. Il nome Skoda sostituisce il tradizionale stemma sia sul frontale sia nella parte posteriore, diventando un vero elemento del linguaggio Modern Solid che caratterizza la nuova generazione del marchio.

Non cambia soltanto il simbolo: cambia il modo di leggere l'automobile; il lettering occupa più spazio, accompagna le linee della carrozzeria e diventa un elemento grafico che contribuisce all'equilibrio dell'intero progetto, proprio come una barra luminosa o una nervatura della lamiera.

 

Non è solo una questione di marketing

In realtà, il nome del marchio scritto sulla carrozzeria non è una novità assoluta: Porsche lo utilizza da decenni sulla fascia posteriore della 911, mentre Volvo ha spesso preferito il nome per esteso allo stemma. Oggi, però, questa soluzione cambia significato: non è più un semplice segno identificativo, ma diventa parte integrante del progetto della vettura.

Il nome del marchio comunica immediatamente l'identità della vettura in qualsiasi mercato, ma permette anche al designer di lavorare con uno strumento nuovo. Una parola occupa uno spazio orizzontale, dialoga con i fari, segue la barra luminosa e contribuisce a costruire il ritmo della coda molto più di un piccolo stemma centrale.

Lancia Ypsilon Turbo 100, la prova di Motor1.com

Sulla Lancia Ypsilon, e a breve anche nella Gamma, la scritta Lancia occupa uno spazio assolutamente a rilievo, trattandosi di un'ala scura tra due luci tonde: in questo caso gli elementi provengono in parte dalla Stratos, ma la scritta Lancia -con le A senza traversa orizzonatle- configura insieme modernità, sportività e eleganza

Foto di: Motor1.com
DS N°7 Hybrid, la prova di Motor1.com

Pur mantenendo il caratteristico logo geometrico, DS affida sempre più la propria identità al lettering. Il nome "DS Automobiles", scritto per esteso con caratteri essenziali e ben identificabili, diventa parte integrante del design della coda, mentre la denominazione N° 7 identifica con chiarezza il modello

Foto di: DS Automobiles

Lancia o DS Automobiles interpretano questo principio in modo diverso. Cambia il carattere tipografico, cambiano le proporzioni e perfino la distanza fra le lettere, ma il risultato è sempre lo stesso: il marchio non viene semplicemente applicato alla carrozzeria, entra a far parte della sua composizione.

Anche la tipografia diventa design

La grafica, soprattutto nella pubblicità e nei cataloghi, era sicuramente un elemento importante per un marchio, e talvolta per un singolo modello, ma oggi è totalmente integrato nella progettazione dell'automobile, o in generale dell'immagine di marca. Le lettere vengono disegnate con la stessa attenzione riservata ai fari, ai cerchi o alle superfici della carrozzeria, mantenendo caratteri comuni.

Mazda e Peugeot rappresentano due esempi interessanti. La prima punta su un lettering essenziale e molto pulito, la seconda integra il nome della Casa nella fascia posteriore, arrivando perfino a illuminarlo. La tipografia smette così di essere un semplice dettaglio e diventa parte dell'architettura della vettura.

Mazda RX-Vision GT3, il teaser

Mazda sta rinnovando la propria identità su due fronti: da una parte il logo, ridisegnato in una forma più essenziale e adatta alla comunicazione digitale; dall'altra il nome del marchio, che compare sempre più spesso per esteso sulla coda. Un elemento che oggi completa il design, ma che in futuro potrebbe diventarne parte integrante

Foto di: Mazda
Peugeot 408 Plug-In Hybrid (2026), la prova su strada di Motor1.com

Per il restyling della 408, Peugeot non ha solo scelto di inserire il nome del marchio per esteso, pur in presenza di un logo importante ridisegnato di recente, ma anche di illuminare la scritta, per una riconoscibilità anche notturna

Foto di: Peugeot

Più parole, meno simboli

È difficile immaginare che gli stemmi scompaiano completamente: restano uno degli elementi più forti dell'identità e della storia di un marchio, e continuano a occupare un ruolo importante anche nell'era elettrica. Tuttavia il nome scritto per esteso sta assumendo un'importanza sempre maggiore, soprattutto sulle automobili di nuova generazione.

È una scelta che racconta bene il momento che sta vivendo il design automobilistico: le superfici diventano più pulite, i dettagli si riducono e ogni elemento deve contribuire alla riconoscibilità del modello, con l'aumento a dismisura di marchi in tutto il mondo, soprattuto in oriente. Oggi anche una semplice parola può disegnare un'automobile, esattamente come un faro, una linea di cintura o un montante posteriore.

Fotogallery: Skoda Elroq, la prova su strada