La Citroen 2CV del futuro aveva 328 CV e porte speciali
Citroen aveva immaginato una moderna erede della sua auto più iconica, ma non la produsse
La Citroen 2CV è una delle auto più riconoscibili della storia automobilistica europea. Prodotta dal 1948 al 1990 in oltre 5,1 milioni di esemplari, è diventata un simbolo della mobilità accessibile grazie alla sua meccanica essenziale e alla capacità di adattarsi alla vita quotidiana.
Da anni si parla di un suo possibile ritorno e l'attenzione è ora rivolta al Salone di Parigi 2026, dove è attesa la presentazione di un nuovo concept che potrebbe anticipare una versione di serie nel 2028.
Prima di arrivare a questa nuova interpretazione, però, Citroen aveva già provato a immaginare come sarebbe potuta diventare la sua piccola icona. Nel 2009, al Salone di Francoforte, debuttò infatti la Citroen Revolte, una concept car che riprendeva alcuni tratti della storica Ente, ma con una filosofia decisamente diversa.
Citroen Revolte, la 2CV del futuro puntava sul lusso
La Revolte misurava 3,68 metri di lunghezza, 1,73 metri di larghezza e 1,35 metri di altezza: dimensioni compatte, paragonabili a quelle della Citroen C2, uscita di produzione proprio nel 2009.
Il progetto, firmato esternamente dal designer Frédéric Soubirou e realizzato materialmente dagli specialisti di Estech France, recuperava alcuni richiami estetici della 2CV reinterpretandoli con forme moderne e una maggiore attenzione alla ricercatezza.
L'obiettivo, tuttavia, non era riproporre un'auto spartana ed economica come l'originale, ma immaginare una piccola vettura urbana dall'impostazione più esclusiva. Una scelta che si inseriva in un momento particolare per il gruppo francese: nel 2010, infatti, Citroen avrebbe iniziato a utilizzare il nome DS per identificare una famiglia di modelli più ricercati, destinata in seguito a diventare un marchio autonomo.
La Revolte anticipava in parte questa direzione, con soluzioni stilistiche lontane dalla semplicità funzionale della 2CV, pur mantenendone alcuni riferimenti visivi.
Motore ibrido da 328 CV e porte controvento
La differenza rispetto alla vecchia Ente emergeva soprattutto sul piano tecnico. La Revolte adottava un sistema ibrido plug-in, cioè una tecnologia che combinava un motore a combustione interna con uno elettrico e permetteva di ricaricare la batteria anche collegandola a una fonte di energia esterna. La potenza complessiva dichiarata era di 328 CV, mentre la coppia massima raggiungeva 193 Nm.
Citroën Revolte Concept (2009), gli interni
Secondo i dati comunicati all'epoca, la concept accelerava da 0 a 100 km/h in 5 secondi e poteva arrivare a una velocità massima di 225 km/h. Era inoltre prevista una modalità di guida completamente elettrica, pensata per muoversi in città senza emissioni allo scarico. Tra le soluzioni più particolari figuravano le porte posteriori con apertura controvento, che facilitavano l'accesso all'abitacolo, e le celle solari integrate nel tetto, destinate ad alimentare alcuni sistemi elettrici di bordo.
La Revolte non arrivò mai alla produzione in serie, ma contribuì allo sviluppo stilistico di altri progetti Citroen, tra cui la concept sportiva Survolt, presentata nel 2010, e alcune soluzioni riprese dalla DS 3, commercializzata a partire dallo stesso anno. Per rivedere una possibile erede della 2CV, però, sarebbe stato necessario attendere ancora molti anni.
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