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Il fleet manager diventa regista della mobilità aziendale

Arval Mobility Observatory mappa nuovi compiti e complessità che spingono il fleet manager oltre la semplice gestione delle flotte

Beyond Fleet - The hidden work of mobility
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)
Francesco Stazi Francesco Stazi

Il fleet manager italiano non passa più le giornate a gestire targhe e contratti di noleggio. Deve tenere insieme sostenibilità, costi, dati e benessere dei dipendenti, spesso senza il potere decisionale per farlo. È la fotografia scattata da Arval Mobility Observatory, la struttura di ricerca di Arval dedicata ai temi della mobilità aziendale, nello studio "Beyond Fleet - The hidden work of mobility", condotto con il centro studi Econometrica.

La ricerca ha coinvolto 200 professionisti di aziende italiane di diverse dimensioni e settori, da industria a tech, da energia a retail. Per la prima volta lo sguardo si sposta dalla gestione della flotta alla persona che ne porta la responsabilità. Il quadro che emerge è quello di un ruolo in piena ridefinizione.

Pressioni multiple e interessi che confliggono

Tra le pressioni percepite dai fleet e mobility manager, la riduzione del costo complessivo di gestione dei veicoli guida la classifica con un punteggio di 73 su 100. Seguono gli obiettivi ambientali e sociali e la gestione dei dati, entrambi a 67, e la soddisfazione di chi guida i veicoli aziendali, a 66.

CMFI in 5 grafici - slide 2

CMFI in 5 grafici - slide 2

Foto di: Arval

Secondo Arval Mobility Observatory, il problema non è tanto il singolo ambito quanto doverli presidiare tutti insieme. Il 42% degli intervistati indica proprio nel bilanciamento tra costi e sostenibilità il compromesso più difficile, davanti al rapporto tra efficienza e soddisfazione dei driver (22%), standardizzazione e flessibilità (14%), innovazione e rischio operativo (13%).

Il risultato è un mestiere che non si misura più solo in veicoli gestiti, ma in interessi divergenti da mediare ogni giorno. Anche la crescita delle flotte nel noleggio a lungo termine rende questo equilibrio più delicato, man mano che i volumi aumentano.

Il ruolo cresce, ma il potere decisionale resta indietro

L'84% dei professionisti si descrive ancora oggi come un gestore operativo della flotta, una funzione percepita come prevalentemente tecnica e amministrativa. Allo stesso tempo si trova a rispondere di sostenibilità, digitalizzazione, compliance e benessere dei dipendenti, senza sempre avere le leve per incidere sulle decisioni.

CMFI in 5 grafici - slide 3

CMFI in 5 grafici - slide 3

Foto di: Arval

Guardando ai prossimi tre anni la prospettiva cambia. Solo il 51% pensa di restare un gestore operativo, mentre cresce chi si immagina come costruttore di soluzioni di mobilità, dallo 0,5% al 13,5%, o come facilitatore strategico, dallo 0,5% al 3%.

Un indice per misurare la complessità organizzativa

Per dare forma a questa complessità, Arval Mobility Observatory ha sviluppato il Corporate Mobility Forward Index (CMFI), un indicatore che misura il livello di complessità organizzativa in cui opera chi governa la mobilità aziendale. Il valore medio rilevato è 57 su 100, un contesto significativo ma non ancora critico.

CMFI in 5 grafici - slide 5

CMFI in 5 grafici - slide 5

Foto di: Arval

L'indice distingue tre modelli: le organizzazioni coordinate, con un CMFI di 49, dove una buona governance tiene insieme le funzioni; quelle frammentate, a 61, dove manca allineamento tra HR, finanza e vertici; quelle ad alta intensità operativa, a 60, dove la sfida è il volume di lavoro e la velocità delle decisioni.

Massimiliano Abriola, responsabile di Arval Mobility Observatory
Foto di: Arval

Per Massimiliano Abriola, responsabile di Arval Mobility Observatory in Italia, la mobilità aziendale è diventata un terreno di sperimentazione organizzativa.

"La mobilità aziendale è oggi un laboratorio di cambiamento organizzativo, dove si sperimentano nuove competenze come negoziazione, integrazione tra funzioni, nuovi modelli decisionali con più collaborazione e molteplici priorità da soddisfare",

"Il Corporate Mobility Forward Index vuole sintetizzare la maturità delle aziende nel favorire lo shift da complessità a opportunità".

Scarica qui la ricerca completa

Fotogallery: Arval Mobility Observatory, studio "Beyond Fleet - The hidden work of mobility"