I 4 errori che causano più incidenti. Tu li fai?
Ecco i comportamenti più rischiosi al volante. Nel 2025 i morti calano, ma aumentano incidenti e feriti
Basta uno sguardo al telefono, una precedenza mancata o qualche chilometro orario in più per trasformare un normale spostamento in un incidente. Non sono necessariamente le situazioni più spettacolari a rappresentare il pericolo maggiore sulle strade italiane: spesso il rischio nasce da comportamenti quotidiani, ripetuti quasi automaticamente da chi guida. A confermarlo sono i dati Istat e ACI relativi al 2025, secondo cui distrazione, mancato rispetto della precedenza, velocità eccessiva e manovre irregolari rappresentano insieme il 43,1% delle cause degli incidenti stradali.
Un dato che aiuta a capire dove si concentrano alcuni dei rischi più comuni per gli automobilisti. E arriva in un anno dai risultati contrastanti: le vittime diminuiscono, ma gli incidenti e le persone ferite aumentano. In Italia si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, il 2,2% in più rispetto al 2024, mentre i feriti sono stati 237.822 (+1,7%). I morti sono invece scesi a 2.868, con una riduzione del 5,3%: per la prima volta dal 2020, il totale è tornato sotto quota 3.000.
Distrazione, precedenze e velocità: i rischi sono quotidiani
La distrazione è uno dei comportamenti che più facilmente possono compromettere la sicurezza alla guida. Non riguarda soltanto l'utilizzo dello smartphone: anche distogliere lo sguardo dalla strada per pochi istanti significa ridurre il tempo a disposizione per reagire a un ostacolo, a una frenata improvvisa o a un altro utente della strada. Accanto alla distrazione c'è il mancato rispetto della precedenza, particolarmente insidioso agli incroci e nelle situazioni in cui bisogna valutare rapidamente le intenzioni degli altri conducenti.
La velocità troppo elevata e le manovre irregolari completano il gruppo dei quattro comportamenti più ricorrenti. Viaggiare troppo velocemente riduce il margine per correggere un errore e aumenta lo spazio necessario per fermarsi; una manovra eseguita senza le dovute verifiche può invece creare situazioni di pericolo anche quando il traffico non è particolarmente intenso. I dati disponibili non indicano una percentuale distinta per ciascuna di queste quattro cause, ma il loro peso complessivo è significativo: insieme arrivano al 43,1% degli incidenti.
Anche le sanzioni offrono un'indicazione sulle condotte più diffuse. Dopo la sosta vietata, la velocità eccessiva è la violazione più sanzionata e rappresenta il 37% del totale delle multe considerate. Aumentano inoltre le sanzioni per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, che costituiscono il 2,1% del totale, mentre restano elevate quelle per l'uso improprio dei dispositivi durante la guida. Crescono anche le sanzioni per guida sotto l'effetto di stupefacenti, mentre diminuiscono quelle per guida in stato di ebbrezza.
Meno vittime in auto, ma aumentano quelle in bicicletta
Il bilancio del 2025 presenta comunque alcuni segnali positivi. Le vittime tra gli occupanti delle auto sono scese a 1.125, il 10,1% in meno rispetto all'anno precedente. Diminuiscono anche i decessi tra motociclisti, ciclomotoristi e pedoni. La situazione è invece più preoccupante per chi si muove in bicicletta o con mezzi di micromobilità: le vittime tra ciclisti, utilizzatori di biciclette elettriche e conducenti di monopattini elettrici sono state complessivamente 253, con un aumento del 21,6%.
Nel dettaglio, i ciclisti deceduti sono stati 198 (+20%), gli utilizzatori di biciclette elettriche 30 (+50%) e i conducenti di monopattini elettrici 25 (+8,7%). Numeri che richiamano l'attenzione sulla convivenza tra veicoli differenti, soprattutto in città, dove gli spazi sono condivisi e le manovre richiedono attenzione da parte di tutti.
Un altro elemento riguarda le strade su cui si verificano gli incidenti. Nel 2025 i sinistri sono aumentati del 1,8% sulle strade urbane e del 4,7% su quelle extraurbane, mentre sono diminuiti del 2,4% su autostrade e raccordi. Sulla rete autostradale, tuttavia, le vittime sono cresciute leggermente (+0,8%). Le percorrenze complessive hanno inoltre superato gli 86 miliardi di veicoli-km, in aumento dell'1,9% rispetto al 2024.
Il risultato è un quadro in cui il calo dei decessi rappresenta una buona notizia, ma non basta a chiudere il discorso sulla sicurezza. Se quasi metà degli incidenti è associata a quattro comportamenti ricorrenti, una parte importante della prevenzione passa anche da gesti semplici: mantenere l'attenzione sulla strada, rispettare le precedenze, adeguare la velocità alle condizioni del traffico ed evitare manovre azzardate.
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