Vai al contenuto principale

Veicoli commerciali leggeri, cosa non sta funzionando davvero con incentivi ed elettrico

In Italia UNRAE registra 15.737 immatricolazioni a settembre e un calo del 6,9% con quota elettriche pure ferma al 5,3%

Settembre 2026
Foto di: Motor1 Italia
Francesco Stazi Francesco Stazi

Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri torna a contrarsi dopo il recupero estivo legato agli incentivi. A settembre le immatricolazioni si fermano a 15.737 unità, in calo del 6,9% rispetto alle 16.899 dello stesso mese del 2025.

Nei primi nove mesi del 2026 il totale sale a 134.885 unità, il 4,8% in meno dell'anno precedente. La quota dei veicoli elettrici puri scende al 5,3%, contro il 5,7% di settembre 2025 e lontana dal picco del 7,0% toccato ad agosto grazie alle consegne rapide dei mezzi incentivati.

Chi acquista i furgoni a settembre

I privati confermano una quota del 12,3%, con volumi in calo. Le autoimmatricolazioni crescono invece sensibilmente e quasi raddoppiano la quota, salendo al 10,9% nel mese (9,8% nei nove mesi). Secondo UNRAE, questo segmento si concentra per il 57% su due soli marchi dello stesso gruppo.

Il noleggio a lungo termine perde oltre il 30% delle immatricolazioni e scende al 31,9% di quota, con un crollo marcato delle società Captive. Il noleggio a breve termine va in direzione opposta: guadagna quasi un quarto dei volumi e arriva al 6,6% di quota. Enti e società restano il canale principale, al 38,3% del mercato di settembre.

Motorizzazioni, il diesel scende ma resta primo

Il diesel perde terreno e scende al 75,2% di quota nel mese (77,7% nel cumulato). La benzina continua invece a retrocedere, fino al 3,5%. Gli ibridi elettrici raddoppiano la loro quota, arrivando al 13,1% a settembre e al 10,8% nei nove mesi.

La CO2 media ponderata cresce dell'1,1% a settembre, a 177,1 g/km, ma scende dello 0,3% nel cumulato dei nove mesi, a 183,5 g/km. Un valore ancora distante dal target europeo del 2030, fissato a 90,6 g/km.

Infografica UNRAE mercato furgoni settembre 2026
Foto di: UNRAE

Le richieste di UNRAE su incentivi e target UE

Per il presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, gli incentivi recenti non hanno lasciato un segno duraturo sul mercato.

"Il dato generale del mercato di settembre e la penetrazione delle alimentazioni a zero emissioni non sembrano influenzati dagli incentivi, i cui effetti residui dovrebbero spalmarsi sul mercato dei prossimi mesi. Si conferma ancora una volta come misure una tantum a rapido esaurimento non siano sufficienti a imprimere una traiettoria di crescita stabile",

dichiara Pietrantonio.

Il presidente chiede, inoltre, di estendere ai veicoli leggeri la pianificazione infrastrutturale già prevista per i mezzi pesanti e un credito d'imposta al 50% per gli investimenti privati in colonnine ad alta potenza, oltre i 70 kW, nel triennio 2027-29.

Dal canto suo, l'esame del Pacchetto automotive che include la revisione dei target di CO2 per i veicoli leggeri, dovrebbe riprendere nella seconda metà di ottobre dopo il rinvio del voto in Commissione Trasporti del Parlamento europeo, con il passaggio in plenaria atteso a novembre.

Pietrantonio chiede di fissare un target di riduzione del 35% al 2030, contro il 50% attualmente previsto, e dell'80% al 2035 invece del 100%, con verifiche di conformità su base quinquennale. Un quadro che si inserisce in un trend già osservato nei mesi scorsi, come raccontato nell'analisi sul mercato dei veicoli industriali di settembre e nei dati di giugno e maggio, quando UNRAE aveva già sollecitato misure strutturali per sostenere la transizione.

Fotogallery: Mercato Furgoni 2026