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Gomme usurate: la frenata che nessuno misurava (e che ora è obbligatoria)

Dalla nuova prova europea sulle gomme consumate al CrossClimate che sfida l’inverno, fino al quattro stagioni sportivo

Michelin CrossClimate 4 stagioni
Foto di: Michelin
Flavio Atzori Flavio Atzori

Uno pneumatico si omologa da nuovo. Poi lo si usa per anni, fino a quando il battistrada si consuma quasi del tutto. Ed è proprio allora, a ridosso del limite legale di 1,6 millimetri, che si scopre quanto vale una gomma, sia sull'asciutto, che soprattutto in condizioni precarie e sul bagnato. Per molto tempo, però, i test obbligatori in Europa guardavano soltanto lo pneumatico appena uscito dalla fabbrica.

La frenata che nessuno misurava

Le cose sono cambiate nel luglio 2024. Il regolamento UNECE R117, quarta serie (R117-04), introduce per le gomme delle auto una prova di frenata sul bagnato anche a pneumatico usurato. Come spiega Michelin, il test misura lo spazio necessario per rallentare da 80 a 20 km/h su fondo bagnato, con un velo d'acqua di un millimetro, e vale fino al limite legale di usura.

L'obbligo scatta dal 1° luglio 2024 per tutte le nuove omologazioni e da luglio 2026 si estende a tutti i pneumatici nuovi, che dovranno quindi essere omologati di nuovo.

Michelin CrossClimate 3 Sport - Prova pneumatici

Michelin CrossClimate 3 Sport - Prova pneumatici

Foto di: Motor1 Italia

Il tema, del resto, non è nuovo. Già nel 2019, in una prova di Motor1 Italia nel centro di Vienna, la casa spingeva per portare i test sulle gomme usate nelle norme europee. In quell'occasione, in una frenata d'emergenza da 87 km/h a zero, il divario tra un Michelin usato e uno nuovo era di circa dieci metri.

Dietro c'è anche un ragionamento economico. Secondo uno studio Michelin su 128.000 pneumatici smontati, metà delle gomme viene sostituita prima di arrivare a 3 millimetri di battistrada. Se si sa che una gomma frena bene anche quasi consumata, si può usarla più a lungo.

Un laboratorio da oltre seimila persone

Norme del genere nascono da un'organizzazione molto grande. Oltre 6.000 persone impegnate nella ricerca e sviluppo, distribuite in nove centri nel mondo, con Ladoux come fiore all'occhiello: lì lavorano più di 2.500 persone. L'azienda parla di un investimento di quasi 1,2 miliardi di euro dedicati all'innovazione e di oltre 10.000 brevetti attivi nel mondo. Da quel mondo, ogni tanto, esce qualcosa che cambia le regole.

Michelin CrossClimate 3 Sport - Prova pneumatici

Michelin CrossClimate 3 Sport - Prova pneumatici

Foto di: Motor1 Italia

2015: l'estivo che va bene anche d'inverno

Un esempio è del 2 marzo 2015, quando Michelin presenta il CrossClimate. Per la casa è il primo pneumatico estivo omologato anche per l'inverno: sul fianco porta il simbolo della montagna con il fiocco di neve (3PMSF). Arriva in Europa a maggio, in 23 misure da 15 a 17 pollici. Nelle parole dell'allora presidente Jean-Dominique Senard, unisce tecnologie che fino a quel momento si ritenevano incompatibili.

Lo sviluppo, come riporta il dossier stampa Michelin, dura 36 mesi, contro i quattro anni e otto mesi di una gomma tradizionale, con prove che vanno da -30 a +40 gradi. Il segreto sta nel battistrada: un disegno a V con angolo variabile e lamelle 3D ondulate che arrivano a tutta profondità e si incastrano tra loro sotto carico, irrigidendo i tasselli. La mescola, flessibile, resta efficace al variare della temperatura e, grazie a una silice di ultima generazione, scalda meno.

E se il quattro stagioni fosse sportivo?

Dieci anni dopo, la domanda successiva è quasi scontata: un quattro stagioni può essere anche sportivo? La risposta di Michelin si chiama CrossClimate 3 Sport, presentata il 22 maggio 2025 e in vendita da luglio: una trentina di misure tra 18 e 21 pollici, pensata per auto sportive e berline ad alte prestazioni. Per la casa è il primo pneumatico sportivo per tutte le stagioni.

Anche qui è omologata per l'inverno, quindi niente cambio gomme. Per la guida sportiva ha una cintura ibrida in aramide e nylon, legata alla tecnologia Dynamic Response. L'aramide irrigidisce la struttura e rende più pronto lo sterzo, mentre il nylon, si ritira con il calore e compensa la crescita dovuta alla forza centrifuga. La mescola è una Thermal Adaptive Tread Compound 2.0 e il battistrada ha il disegno a V, con canali che si allargano dal centro verso la spalla per smaltire meglio l'acqua. Sul bagnato, secondo l'etichetta europea, è in classe A.

L'impianto Michelin

L'impianto Michelin

Foto di: Michelin

Le cifre più precise riguardano la gamma CrossClimate 3 nel suo insieme: Michelin dichiara fino al 4% di frenata in meno sul bagnato e fino al 15% di durata in più rispetto alla CrossClimate 2. Per la versione Sport, i dati sono soprattutto qualitativi: più precisione di guida, più tenuta in curva, frenata più corta anche a gomma fredda.

Nel nostro test sul circuito di Ortona, con una Golf, la Pilot Sport 4 estiva restava il riferimento per frenare più tardi e inserirsi con più precisione. La CrossClimate 3 Sport, però, permetteva di spingere più della CrossClimate 3, con risposte in curva vicine a quelle di una gomma estiva.

Una gomma sola per tutto l'anno

Dalla frenata a gomma consumata all'estivo che affronta l'inverno, fino a un quattro stagioni che vuole anche divertire, il filo è lo stesso: uno pneumatico va giudicato su tutta la sua vita, non solo il primo giorno. È un'idea che Michelin sostiene con convinzione e che, come sempre, va verificata chilometro dopo chilometro.

Fotogallery: Michelin CrossClimate 3 Sport - Prova pneumatici