Così Giugiaro fa rinascere la Lamborghini Gallardo
La Cavën Hommage 26 debutta negli Stati Uniti a una settimana dalla Peralta D. È una reinterpretazione di un progetto storico
Fabrizio Giugiaro torna sotto i riflettori internazionali a una settimana appena dal debutto messicano della Peralta D. Il designer presenta ora la Cavën Hommage 26, svelata al Concours at Wynn di Las Vegas. La vettura è una commissione di Cavën Atelier, che reinterpreta una delle sue creazioni storiche in una serie limitata di soli 25 esemplari.
L'operazione segue un filo già visto in altri progetti recenti legati al lavoro di Giugiaro. Non è infatti la prima volta che un suo disegno del passato torna in vita grazie a un atelier terzo. È successo di recente anche con la Bizzarrini, che ha ripreso un progetto accantonato da sessant'anni.
Una creazione storica reinterpretata in 25 esemplari
La Cavën Hommage 26 nasce da una commissione diretta di Cavën Atelier, che ha affidato a Giugiaro il compito di rileggere una delle sue opere più note: la Lamborghini Gallardo. Il risultato è stato presentato al pubblico del Concours at Wynn Las Vegas, evento statunitense che riunisce appassionati e collezionisti di auto di design.
La produzione è fissata in una serie limitata di 25 unità: un numero che colloca la vettura nel territorio delle edizioni da collezione, più che in quello della produzione di serie. Il debutto americano arriva a ridosso di quello della Peralta D in Messico. Segno di un'attività progettuale che negli ultimi giorni ha toccato due continenti diversi.
Il lavoro recente di Giugiaro tra passato e presente
Il nome di Giugiaro resta legato a un filone di progetti che spesso guarda indietro. Recupera forme e linee già disegnate in passato e le propone con una chiave nuova. Lo stesso approccio ha caratterizzato altre operazioni del settore, come la Bizzarrini Centenario Edition da 400 CV, debuttata sul Lago di Como.
Il designer è tornato di recente anche a parlare pubblicamente del momento che sta attraversando il settore, intervistato in occasione del Salone di Parigi 2026. In quell'occasione aveva commentato il lavoro di alcuni marchi europei e l'attenzione crescente verso le case cinesi. Uno sguardo sempre attivo sulle tendenze del design automobilistico.
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