Toyota C-HR+ (2026), perché comprarla e perché no
Squadrata ma efficiente, fa tanta strada con una carica. Comoda, ma fa rinunciare a qualcosa in fatto di bagagliaio e ricarica
Dici Toyota e pensi all'ibrido, e viceversa. La casa giapponese, del resto, è stata la prima a credere nel full hybrid, ormai nel lontano 1997 con la prima Prius, e negli anni ha costruito una credibilità solida su questa materia.
Sulle elettriche, invece, non è stata la first mover, nel senso che ci sono stati altri marchi a fare la prima mossa e a guadagnare terreno. Con la C-HR+, però, Toyota potrebbe dimostrare di avere l'auto giusta al momento giusto. È un SUV coupé di dimensioni medie, promette di fare tanta strada e ha un prezzo equilibrato per il segmento che occupa. Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti? Ve li diciamo in questo #PerchéComprarla e perché no.
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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi
Pregi e difetti
La C-HR+ è una Toyota in tutto e per tutto: un modello elettrico che raccoglie il know-how costruito in anni di ibrido e lo traduce in concretezza. Il risultato è un'auto pensata per funzionare bene nella vita reale, senza complicazioni, con consumi che rispettano quanto promesso e un utilizzo quotidiano immediato.
Toyota C-HR+ (2026) - Esterni
Dimensioni, bagagliaio e spazio
Sono 16 i centimetri che rendono questa Toyota C-HR+ più lunga dell’altra versione. Quanto basta per fare la differenza in parcheggio o nel box. A guardare la scheda tecnica, i litri del bagagliaio sono un po’ risicati rispetto ad altre auto di pari dimensioni. L’apertura è a filo con il piano di carico, che da buona tradizione Toyota è ricoperto da una gomma in modo tale che la moquette non si sporchi.
Toyota C-HR+ (2026) - Interni
Ho trovato furbo il pavimento sdoppiato, così che possa fare da divisorio e che non serva alzarlo tutto o rimuovere il carico per poter accedere al doppio fondo. Qui si possono riporre i cavi di ricarica ma anche la stessa cappelliera. Abbattendo il divano, il pavimento resta inclinato. Manca una botola al centro, ci sono degli anelli e dei ganci ma niente presa 12V.
Toyota C-HR+ (2026) - Interni
Dietro, lo spazio è sufficiente anche per chi è alto oltre un metro e novanta: né ginocchia né testa sfiorano. Anche al centro si sta bene, giusto la console è un po’ sporgente ma offre le prese USB-C retroilluminate in bella mostra e, sotto, le bocchette dell’aria. Il bracciolo è ben organizzato e ci sono pure le maniglie in alto.
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Le misure |
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Fuori |
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Lunghezza |
4,52 metri |
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Larghezza |
1,87 metri |
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Altezza |
1,59 metri |
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Passo |
2,75 metri |
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Dentro |
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Bagagliaio |
416 / n.d. litri |
Plancia e comandi
I materiali sono molto curati, tra assemblaggi, superfici piacevoli da toccare e rivestimenti di qualità. L’impostazione generale, poi, è molto moderna, con la doppia ricarica senza fili a portata di mano. È probabilmente uno degli abitacoli più "stilosi" di Toyota, complice l'illuminazione personalizzabile ad arricchire il tutto.
Toyota C-HR+ (2026) - Interni
Sul tunnel troneggia il selettore di marcia, molto comodo, costellato di tanti tastini fisici. Sotto, invece, c'è un rivestimento in moquette e le prese di ricarica, una USB-C e una 12V. Sotto al bracciolo c’è un enorme vano con fondo in moquette, e si può aprire da entrambi i lati. Scomodo, però, che davanti al passeggero anteriore non ci sia il classico cassetto. Sui pannelli porta c’è un materiale scamosciato fino al bracciolo e vani adatti a delle borracce.
Toyota C-HR+ (2026) - Interni
Lo schermo centrale è grande e nitido, con comandi parzialmente fisici per il climatizzatore. Manca però l'apertura ad app di terze parti, sia per l'intrattenimento che per il lavoro. Ci sono comunque Apple CarPlay e Android Auto, entrambi wireless. Il navigatore riesce a pianificare le soste di ricarica ma la navigazione base non è efficace, quindi difficilmente la si usa davvero.
Toyota C-HR+ (2026) - Interni
Punto a favore: si può preclimatizzare manualmente la batteria per arrivare alla ricarica con la temperatura giusta, e si può anche impostare un limite alla potenza in corrente continua per gestire meglio i tempi di ricarica. Bella e comoda la schermata dell'assistenza alla guida, con icone grandi e leggibili. Il cruscotto digitale invece è essenziale ma pieno di icone, forse troppe, e ha una cornice laterale così larga che lo schermo finisce per essere piccolo, appena 7 pollici.
Come va e quanto consuma
La posizione di guida è un po' diversa da quella della maggioranza delle altre auto, nel senso che sulla C-HR+ c’è un volante piccolo e ribassato perché la strumentazione si legge sopra la corona. Quindi, ad esempio, nel mio caso specifico, in curva, a seconda di come regolo la seduta, potrei avere le mani troppo vicine alle ginocchia.
Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica
Al netto di questa premessa, la C-HR+ si guida benissimo e su ogni tipo di strada. È comodissima in città, è maneggevole, gli ingombri sono regolari e l’assorbimento con questi cerchi da 18” è molto buono. La visibilità non è il massimo in inserimento ma, avendo queste forme, è normale. Su l'allestimento intermedio in prova c’è la retrocamera, per avere la vista a 360° bisogna salire di livello.
Comodo nel traffico l’auto hold, il sistema che tiene l'auto frenata in coda o ai semafori, mentre con i paddle dietro al volante si scelgono 5 livelli di frenata rigenerativa, anche se non si arriva alla guida con un solo pedale. Due mappe di guida, con la Eco che è già sufficiente a garantire lo spunto di cui si ha bisogno.
Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica
La potenza su questa versione con singolo motore e batteria grande è di 224 CV e la coppia è di 268 Nm, che la fanno scattare da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi e toccare i 160 km/h di massima. È bella reattiva e anche la frenata mi ha convinto. Tra le curve l’ho trovata composta, neutra, con un ottimo appoggio e uno smorzamento del rollio che ti invoglia anche ad alzare il ritmo. Insomma, nella guida dinamica è assolutamente a suo agio, così come in autostrada perché è ben isolata.
Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica
Parlando di consumi e autonomie, per questa versione di C-HR+, in città servono 15 kWh/100 km. In extraurbano si sta poco sopra i 12 kWh/100 km e in autostrada si fanno poco più di 20 kWh/100 km. Il consumo medio è, dunque, di 15,9 kWh/100 km per un’autonomia media di oltre 470 km.
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Versione provata |
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Motore |
Motore elettrico |
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Potenza |
165 kW / 224 CV |
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Coppia |
268 Nm |
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Cambio |
Monomarcia |
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Trazione |
Anteriore |
Prezzi e concorrenti
Il listino è semplice e "blindato", nel senso che non ci sono optional e per arricchire la dotazione serve salire d'allestimento. La versione d'ingresso, con batteria da 57,7 kWh e 167 CV di potenza, costa 40.800 euro. La Icon di questa prova costa invece 43.800 euro, mentre la Premium, che aggiunge un secondo motore al posteriore per la trazione integrale e tocca i 343 CV totali, costa 49.800 euro.
Toyota C-HR+ (2026) - Esterni
La Subaru Uncharted è la sorella gemella della C-HR+, con lo stesso schema meccanico e la piattaforma costruttiva. Anche la Peugeot 3008 ha le forme da coupé e condivide la piattaforma con la Jeep Compass.
C’è anche la Volkswagen ID.5 che ha la coda filante, imparentata a sua volta con la Ford Explorer. La Kia EV5 poi è un po’ più grande e sfrutta meglio lo spazio.
Fotogallery: Toyota C-HR+ (2026)
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