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Il pick-up ibrido plug-in da 436 CV va forte sia nel fango sia su asfalto, la prova del BYD Shark

Il primo pick-up BYD per l’Europa ha tanta potenza, 90 km in elettrico e un solo allestimento: l’abbiamo provato su strada e nel fango

BYB SHARK, la prova su e fuori strada
Francesco Stazi Francesco Stazi

Niente turbodiesel, per una volta. Il BYD Shark è il primo pick-up del marchio cinese pensato per il mercato europeo e sotto la carrozzeria nasconde un sistema ibrido plug-in Super Hybrid DMO: un 1.5 turbo a benzina da 150 CV e due motori elettrici, uno per asse, per 436 CV complessivi.

Un'architettura insolita per un pick-up che promette prestazioni da auto sportiva e fino a 90 km a emissioni zero. L'ho provato nella campagna inglese, tra asfalto, autostrada e un fuoristrada molto fangoso. Arriverà in Italia nel primo trimestre del 2027, con un solo allestimento e un prezzo di circa 54mila euro più IVA.

Esterni | Interni | Guida | Prezzi | Pro e contro

BYD Shark: gli esterni

Con 5,46 m di lunghezza, 1,97 di larghezza e 1,93 di altezza, lo Shark non passa inosservato. Il passo è di 3,26 m e i cerchi in lega da 18 pollici sottolineano l'aspetto robusto. Il design si ispira allo squalo, come suggerisce il nome: davanti i fari sono spinti agli estremi del cofano e la grande calandra occupa il frontale, mentre di lato spiccano i passaruota pronunciati, le protezioni in plastica e le pedane che aiutano a salire a bordo. Dietro c'è una barra luminosa che attraversa il portellone da un lato all'altro.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - Davanti i fari sono spinti agli estremi del cofano e la grande calandra occupa il frontale

Foto di: BYD

Ma su un pick-up conta soprattutto la capacità di lavoro. Il cassone si apre con un doppio click e la sponda scende in modo morbido. Lo spazio di carico è di circa 1.200 litri a filo sponda, mentre la portata si attesta tra i 750 e gli 800 kg (790 kg dichiarati): non tantissimo, ma lo spazio non manca. La ribaltina è robusta e c'è anche uno scalino nascosto per salire sul pianale.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - Il cassone si apre in modo soft e la portata si attesta fra i 750 e 800 kg

Foto di: BYD

Non poteva mancare il Vehicle-to-Load: le due prese da 230 V arrivano a 6 kW complessivi (sulla vettura della prova erano di tipo britannico, in Europa saranno Schuko). La capacità di traino è di 2.500 kg. Buoni anche i dati per chi esce dall'asfalto: angolo di attacco di 31°, di uscita di 19,3°, altezza da terra di 23 cm a vuoto e profondità di guado dichiarata di 70 cm.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada

Foto di: BYD

BYD Shark: le dimensioni

Versione Lunghezza Larghezza Altezza Passo
BYD Shark DMO 5,46 m 1,97 m 1,93 m 3,26 m

BYD Shark: gli interni

Fuori è aggressivo, dentro è elegante e curato. Il centro della plancia è dominato dal grande schermo dell'infotainment, da 15,6 pollici secondo il comunicato BYD, affiancato dal digital cockpit da 10,25 pollici davanti al guidatore, da cui si ricavano quasi tutte le informazioni utili alla guida. Funziona bene. Tra i sedili c'è un ampio tunnel con portabicchieri e un vano molto profondo con prese USB e accendisigari, oltre alla doppia piastra per la ricarica wireless degli smartphone, marchio di fabbrica di BYD.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - Il centro della plancia è dominato dal grande schermo dell'infotainment, da 15,6 pollici

Foto di: BYD

La dotazione di serie comprende sedili anteriori riscaldati e ventilati, rivestimenti in pelle vegana, head-up display e impianto Dynaudio a 12 altoparlanti. Una cosa che su un veicolo commerciale può sembrare secondaria, ma qui vale la pena sottolineare, sono i posti posteriori. Le sedute laterali sono comodissime e anche quella centrale lo è, a patto di non abbassare il bracciolo dallo schienale.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - Dietro si sta comodi grazie alla lunghezza complessiva e al pavimento piatto

Foto di: BYD

Merito del pavimento completamente piatto, reso possibile dalla trazione integrale affidata ai due motori elettrici, senza albero di trasmissione. Lo spazio per le gambe è di circa 90 cm: dietro si sta davvero bene, più che su un pick-up "tradizionale".

BYD Shark: la guida

Sotto il cofano lo Shark ha una configurazione quasi unica per un pick-up. Il sistema si chiama Super Hybrid DMO, acronimo di Dual Mode Off-road, e abbina un 1.5 turbo benzina da 150 CV a due motori elettrici: quello anteriore eroga 231 CV e 310 Nm, il posteriore 204 CV e 340 Nm. In tutto sono 436 CV e 650 Nm, per uno 0-100 km/h in 5,7 secondi e una velocità massima di 180 km/h.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - La batteria da 32,2 kWh garantisce circa 90 km in elettrico puro

Foto di: BYD

La batteria Blade LFP da 32,2 kWh garantisce fino a 90 km in elettrico nel ciclo WLTP e un consumo medio dichiarato di 3,5 l/100 km, che salgono a 9,6 con la batteria scarica. In ricarica si arriva a 11 kW in corrente alternata (poco più di 3 ore dal 15 al 100%) e a 55 kW in continua, con circa 21 minuti dal 30 all'80%.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - Il telaio a longheroni e la batteria al centro offre una buona stabilità su asfalto

Foto di: BYD

Su strada il primo impatto è di grande stabilità, merito del telaio a longheroni con le batterie sistemate al centro e delle sospensioni indipendenti. Nonostante quasi 5,5 m di lunghezza e quasi 2 di larghezza, la manovrabilità è più che sufficiente. Ottima la posizione di guida: il sedile è regolabile elettricamente, il volante è tagliato in basso e ben dimensionato, il digital cockpit è ben posizionato e lo schermo centrale è chiaro e poco distraente. Qualcosa da dire c'è sul comfort: le sospensioni risultano un po' rigide.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - Il Super Ibrido DMO sfrutta due motori elettrici e il "classico" 1.500 turbo benzina

Foto di: BYD

Il motore a benzina lavora per lo più da generatore per i due elettrici. Secondo BYD entra in parallelo solo a velocità elevate e costanti e il risultato è una coppia quasi immediata, con una guida fluida ma pronta. In autostrada gli ADAS sono puntuali e, i principali, si attivano con un solo pulsante sul volante. L'insonorizzazione è buona per quanto riguarda "i motori", ma si poteva fare di più sui fruscii aerodinamici e sul rotolamento delle ruote, con i grandi specchietti tra i principali responsabili.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - La trazione integrale è gestita dai due motori elettrici, con modalità specifiche per sabbia, fango, neve e ghiaia

Foto di: BYD

Poi il fuoristrada. Il percorso non era estremo, ma il terreno era davvero fangoso e ha messo alla prova trazione e aderenza. La trazione integrale è gestita dai due motori elettrici, con modalità specifiche per sabbia, fango, neve e ghiaia, e anche i blocchi dei differenziali sono elettronici. La coppia viene distribuita in modo preciso e dosare la potenza nei passaggi più complicati è semplice.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada -  l'Hill Descent Control si attiva solo dallo schermo centrale, mentre le modalità di guida hanno un comando fisico sul tunnel

Foto di: BYD

Le sospensioni che, su asfalto, sembravano rigide qui risultano ben tarate e anche il guado è stato superato senza problemi, nonostante le gomme "all terrain". Un limite: l'Hill Descent Control si attiva solo dallo schermo centrale, mentre le modalità di guida hanno un comando fisico sul tunnel. Utile invece la visualizzazione della direzione delle ruote sul display, quando in mezzo al fango lo sterzo non dà alcun feedback.

BYD Shark: i prezzi

Il BYD Shark arriverà in Italia nel primo trimestre del 2027 e costerà intorno a 54mila euro IVA esclusa. L'allestimento è uno solo, chiamato Design, con pochissimi elementi personalizzabili, tra cui il colore della carrozzeria: Atlantis Blue, Obsidian Black, Polar White, Grey Green e Sunrise Orange. I cerchi in lega bicolore nero/argento da 18 pollici sono di serie, mentre quelli completamente neri sono a richiesta.

BYD Shark (2026), la prova su strada

BYD Shark (2026), la prova su strada - Il BYD Shark arriverà in Italia nel primo trimestre del 2027

Foto di: BYD

La dotazione è completa. Oltre a quanto visto negli interni, ci sono la telecamera a 360° con sensori di parcheggio, il caricatore wireless da 50 W, il controllo remoto della climatizzazione dall'app BYD, accesso e avviamento senza chiave e sette airbag, lo Shark ha ottenuto le cinque stelle Euro NCAP.

BYD Shark: Pro e Contro

   

Pro

  • Gestione della coppia e comportamento in fuoristrada molto efficaci
  • Abitacolo curato e spazioso, con pavimento piatto e tanto spazio dietro
  • Fino a 90 km in elettrico e Vehicle-to-Load da 6 kW
   

Contro

  • Sospensioni un po' rigide su asfalto
  • Rumore aerodinamico e di rotolamento da migliorare
  • Portata di 750-800 kg non altissima

Fotogallery: BYD Shark (2026), la prova su strada