La Jensen Interceptor rinasce con un V8 da 1.000 CV
Per ora è solo un prototipo, ma la Interceptor GTX da anticipa i futuri modelli stradali di Jensen
La Jensen Interceptor è tornata ed è più potente che mai. L'iconica super sportiva degli anni '70 Made in UK rinasce con la GTX, un prototipo che dà il via a una famiglia di modelli. La GTX, infatti, non è ancora acquistabile come modello stradale e nasce principalmente come piattaforma di sviluppo. Ma il suo significato va oltre le prestazioni. Jensen dichiara infatti che circa l'80% del design esterno della GTX viene trasferito sulle future versioni stradali della Interceptor.
Il ritorno della storica sportiva britannica, quindi, è ormai qualcosa di molto più concreto di una semplice dichiarazione d'intenti.
Un V8 da quasi 1.000 CV
Sotto al cofano della Interceptor GTX c'è un 6.8 V8 sovralimentato di origine General Motors, ma sarebbe riduttivo considerarlo semplicemente un motore GM. Il propulsore viene infatti profondamente rivisto da Jensen e, dopo gli interventi, meno del 20% dei componenti originali rimane invariato.
Jensen Interceptor GTX (2026)
Il motore passa attraverso una revisione completa realizzata da Late Model Engine in Texas e riceve testate lavorate CNC, valvole in titanio, componenti forgiati e soluzioni derivate dal mondo delle competizioni. La gestione elettronica è affidata a una centralina MoTeC.
Jensen Interceptor GTX (2026), il tre quarti posteriore
Il risultato è una potenza di 973 CV, ma Jensen dichiara anche la possibilità di arrivare a oltre 1.200 CV, con una coppia superiore a 1.490 Nm. La potenza passa alle ruote posteriori attraverso un cambio sequenziale Samsonas Motorsport a sei rapporti, montato posteriormente. Un albero di trasmissione in fibra di carbonio collega il motore al transaxle, mentre il differenziale Wavetrac gestisce la distribuzione della coppia sull'asse posteriore.
Telaio e aerodinamica da competizione
La GTX non punta soltanto sulla potenza. Il telaio in alluminio viene sviluppato in collaborazione con Avant Design e sostiene una configurazione meccanica pensata esplicitamente per l'utilizzo in pista.
Jensen Interceptor (2026)
Le sospensioni adottano doppi triangoli su entrambi gli assi, mentre gli ammortizzatori Nitron sono regolabili su tre vie. L'impianto frenante AP Racing utilizza dischi flottanti in acciaio e lavora insieme a cerchi in alluminio forgiato da 20" e pneumatici Michelin Pilot Sport.
Anche l'aerodinamica è decisamente aggressiva. La carrozzeria presenta grandi prese d'aria, sottili gruppi ottici orizzontali, uno splitter anteriore, fondo piatto e diffusore posteriore integrato. Ma è soprattutto l'alettone posteriore regolabile a catturare l'attenzione: secondo Jensen può generare fino a 350 kg di carico aerodinamico.
E qui emerge uno degli aspetti più interessanti del progetto. Sebbene la GTX sia una vettura da pista, il suo design non rimane confinato al mondo delle competizioni. Jensen prevede infatti di trasferire gran parte di queste soluzioni sulle future Interceptor stradali.
Dentro è una vera auto da corsa
L'abitacolo conferma senza mezzi termini la vocazione della GTX. La vettura dispone di una gabbia di sicurezza conforme agli standard FIA, sedili Tillett in fibra di carbonio, cinture a sei punti ed estintore. La strumentazione digitale è affidata a un display MoTeC, mentre Alcantara e cuciture arancioni introducono una componente più raffinata all'interno di un ambiente che rimane comunque dominato dalla funzione.
La vera notizia, però, riguarda ciò che arriva dopo la GTX. Jensen (nome completo Jensen International Automotive) sta sviluppando infatti due versioni stradali della nuova Interceptor. La prima è la Interceptor GTR, pensata per chi cerca le massime prestazioni. La seconda è la Interceptor GT, più orientata al lusso e alla possibilità di utilizzare la vettura anche come sportiva più sfruttabile nella vita quotidiana.
Jensen Interceptor, la nuova gamma
Rispetto alla GTX, le versioni stradali utilizzeranno trasmissioni più convenzionali. Tra le possibilità previste ci sono un cambio manuale con schema ad H e un cambio automatico.
La differenza rispetto alla GTX, quindi, non riguarda soltanto l'omologazione. Le future Interceptor dovranno trovare un equilibrio tra prestazioni, comfort e utilizzabilità, mantenendo però quell'impostazione meccanica e stilistica che Jensen vuole trasformare nel tratto distintivo della nuova generazione.
Fotogallery: Jensen Interceptor GTX (2026)
Consigliati per te
La nuova spider di Aston Martin tocca i 1.079 CV
Flotte aziendali, ecco perché i broker stanno frenando sugli ordini
Il SUV con lo schermo scorrevole e quasi 900 CV arriva in Europa
La NSX di Tony Stark va all'asta, ma c'è un problema che cambia tutto
Garage Italia Spiaggina M: si torna al mare, ma con le batterie e 4 posti
Il non SUV di Range Rover nel suo primo video ufficiale
La Maserati che non puoi comprare: la Peralta D di Giugiaro è tutta in rame