La Koenigsegg da gara ritorna in 70 esemplari da 1.600 CV
La Casa svedese presenta la CCGT1, hypercar con motore V8 biturbo, un sofisticato cambio e aerodinamica folle
Koenigsegg colpisce di nuovo e presenta un'altra hypercar da sogno. Si tratta della CCGT1, sviluppata come omaggio alla CCGT da competizione nata sulla base della CC850.
Una granturismo da godersi su strada e da scatenare in pista, grazie a un V8 biturbo da 1.280 CV (o 1.600 CV se lo si alimenta con etanolo E85). Ma già venduta: tutti i 70 esemplari previsti, infatti, sono sold out, a poche ore dall'anteprima mondiale alla Monterey Car Week.
La Koenigsegg che non corse mai
Per capire la CCGT1 bisogna tornare all'inizio degli anni 2000. Christian von Koenigsegg aveva studiato attentamente i regolamenti GT1 già durante lo sviluppo delle prime vetture del marchio. Dimensioni e proporzioni dei primi prototipi erano state pensate anche considerando la possibilità di trasformare successivamente il progetto in una macchina da competizione.
Koenigsegg CCGT1
La CCGT rappresentò quindi la concretizzazione di quell'ambizione. Il prototipo utilizzava un V8 aspirato da 5 litri, capace di circa 600 CV, abbinato alla trazione posteriore e a un cambio sequenziale in magnesio. Il peso era nell'ordine dei 1.000 kg, mentre l'aerodinamica avrebbe prodotto oltre 600 kg di deportanza.
Il collaudatore Loris Bicocchi lavorò alla messa a punto e i primi test dimostrarono immediatamente il potenziale della vettura. Poi arrivò il colpo di scena: appena due mesi dopo l'inizio delle prove, la FIA modificò i regolamenti GT1 imponendo requisiti produttivi incompatibili con un costruttore a bassissimi volumi come Koenigsegg.

Dalla CCGT alla CCGT1
La nuova CCGT1 rappresenta la celebrazione di questa seconda vita. Come la CC850 omaggia la CC8S, la CCGT1 riprende il nome e lo spirito della CCGT trasformandoli in una Megacar omologata per la strada.
Il legame con la CC850 è evidente nella base tecnica, ma la carrozzeria è stata profondamente modificata. Secondo Koenigsegg, praticamente ogni pannello è stato ridisegnato: rimangono sostanzialmente le porte e il tetto rimovibile.
Il cambiamento più spettacolare è al posteriore, dove compare un enorme alettone attivo ispirato direttamente alla CCGT originale. Il sistema può variare automaticamente la propria inclinazione di 30 gradi, passando da una configurazione a basso drag a una funzione di aerofreno e infine a una modalità ad alto carico.
Il lavoro aerodinamico, però, non si limita all'ala. La CCGT1 utilizza un grande splitter anteriore, flap attivi nel sottoscocca, un fondo completamente piatto e un diffusore posteriore specifico. Il risultato è una deportanza massima di 800 kg a 250 km/h.
Koenigsegg CCGT1, la vista anteriore
La CCGT1 introduce inoltre una nuova interpretazione della cosiddetta fibra di carbonio bianca, denominata Ghost Fibre.
Il riferimento è alla tecnologia Trevita sviluppata da Koenigsegg nel 2009, caratterizzata da una particolare trama bianca brillante. La nuova soluzione non è però soltanto estetica: la struttura combina fibra aramidica e carbonio, offrendo maggiore resistenza, proprietà fonoassorbenti e una costruzione più leggera rispetto a una configurazione tradizionale in fibra di carbonio.
1.600 CV e una nuova trasmissione sequenziale
Il cuore della CCGT1 è un V8 biturbo Koenigsegg completamente omologato per l'utilizzo stradale. La potenza raggiunge 1.280 CV utilizzando benzina tradizionale e sale a 1.600 CV con carburante E85. Il sistema di gestione del motore permette inoltre di utilizzare miscele dei due carburanti.
Per sostenere sessioni prolungate in pista, Koenigsegg ha sviluppato sistemi di raffreddamento aggiuntivi. Una nuova presa d'aria sul tetto alimenta infatti sia un radiatore dell'olio maggiorato sia un circuito dedicato al raffreddamento degli ammortizzatori.
Koenigsegg CCGT1, il tre quarti posteriore
Particolarmente interessante è la trasmissione. La CCGT1 introduce il sistema Koenigsegg Sequential Shift (KSS), basato sulla rivoluzionaria Light Speed Transmission a nove rapporti.
Il guidatore dispone di un pedale della frizione per la partenza, mentre durante i cambi marcia il sistema utilizza l'interruzione dell'accensione per consentire innesti rapidissimi senza dover utilizzare la frizione. Un selettore denominato ASMR permette di scegliere tra modalità Auto, Sequential, Manual e Reverse.
Chi desidera un'esperienza ancora più tradizionale può però ordinare l'Engage Shift System (ESS) della CC850: un cambio manuale a sei rapporti con leva a griglia e pedale della frizione.
La prima Track Package ufficiale
La CCGT1 è già una vettura stradale estremamente estrema, ma Koenigsegg ha deciso di andare ancora oltre. Per la prima volta nella propria storia offre infatti un track package progettato direttamente dalla Casa e autorizzato ufficialmente.
Il pacchetto comprende roll-bar in fibra di carbonio, sedili racing compatibili col sistema HANS, cinture a sei punti, impianto antincendio, scarico da competizione, sospensioni e freni specifici, pneumatici slick, un secondo set di ruote, aerodinamica ulteriormente ottimizzata e sistemi di telemetria.
Sono presenti persino gli air jack integrati, trasformando la CCGT1 in qualcosa di molto vicino a una vettura da gara utilizzabile anche per un vero weekend competitivo.
Koenigsegg sostiene che, con questo equipaggiamento, la CCGT1 diventerà la Koenigsegg più veloce di sempre in pista.
Fotogallery: Koenigsegg CCGT1
Consigliati per te
Leggerissima e con cambio manuale, la Caterham non smette di stupire
Dove si rubano più auto in Italia
La Lamborghini Diablo è tornata ed è spettacolare
Addio al papà della Toyota Prius
La nuova Honda NSX svela i suoi interni
La città è più facile con la microcar, la prova della Aixam eGTI
L'hypercar col V8 da 1.560 CV che può andare pure in fuoristrada