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Auto usate, quasi un acquirente su tre scopre i km truccati

Il 30% degli acquirenti europei ha incontrato un'auto con i km alterati. In Italia il fenomeno è meno frequente, ma la frode pesa molto

Auto usate, quasi un acquirente su tre scopre i km truccati
Foto di: carVertical
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Scoprire dopo l'acquisto che il contachilometri di un'auto usata è stato manomesso è un problema comune quanto difficile da risolvere. Lo conferma un'indagine di carVertical, condotta su quasi 8.000 automobilisti europei: il 76% degli acquirenti non saprebbe a chi rivolgersi per segnalare la frode.

Il dato più critico riguarda però il portafoglio: l'87,3% degli intervistati non è convinto di poter recuperare il denaro perso a causa della manomissione. Anche in Italia, dove il fenomeno risulta meno frequente rispetto ad altri mercati europei, l'incertezza sugli strumenti di tutela resta alta.

Un problema condiviso da molti

Secondo l'indagine, il 30,3% degli acquirenti europei dichiara di aver comprato personalmente un'auto con il contachilometri alterato, oppure di conoscere qualcuno a cui è capitato. Un ulteriore 31,8% non sa dire se sia mai successo, mentre il 38% afferma di non avere avuto alcuna esperienza diretta o indiretta.

Questi numeri riflettono l'esposizione complessiva degli acquirenti nel corso della loro storia di acquisti, e possono quindi includere più veicoli e più persone conosciute dagli intervistati. Il Transparency Index 2025 di carVertical mostra invece percentuali più basse, perché misura i singoli veicoli verificati sulla piattaforma.

Analizzando i report sullo storico dei veicoli acquistati dagli utenti carVertical in Italia tra settembre 2024 e agosto 2025, il 2,91% delle auto controllate presentava segnali di manipolazione del chilometraggio. È una delle percentuali più basse d'Europa, che colloca l'Italia al secondo posto nella classifica. Quando la frode si verifica, però, la riduzione media sottratta al contachilometri è di circa 69.800 km.

Dopo la scoperta della frode, non è chiaro cosa fare

Il 76% degli acquirenti europei afferma di non sapere dove segnalare un'auto con il chilometraggio manomesso. Sul fronte economico l'87,3% non si sente sicuro di recuperare il denaro perso: il 44,3% si dice poco fiducioso e il 43% per nulla fiducioso. Solo il 12,7% ritiene di avere buone probabilità di ottenere un risarcimento.

Il 76% non sa dove segnalare la frode e l'87,3% teme di non recuperare i soldi persi.
Foto di: Shutterstock

"Un diritto previsto dalla legge può tutelare soltanto se si sa che esiste. Oggi, invece, la maggior parte degli acquirenti non sa a chi rivolgersi quando scopre di aver comprato un'auto con il chilometraggio manomesso", spiega Matas Buzelis, esperto automotive di carVertical.

Le informazioni sulla storia dei veicoli restano frammentate tra i diversi Paesi europei e questo permette alle auto manomesse di sfuggire ai controlli quando attraversano i confini nazionali. Un problema che riguarda anche chi valuta l'acquisto di un'auto usata proveniente dall'estero, dove ricostruire lo storico è ancora più complicato.

La legge tutela i consumatori, ma pochi la conoscono

In Italia la manomissione del contachilometri è considerata una frode ai sensi dell'articolo 640 del Codice Penale, punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa da 51 a 1.032 euro. I consumatori possono inoltre segnalare la pratica all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) come pratica commerciale scorretta, con sanzioni per l'impresa coinvolta fino a 5 milioni di euro.

Nonostante questi strumenti, la conoscenza della normativa resta limitata: il 45,1% degli intervistati dichiara di non conoscere la sanzione massima prevista, mentre il 7,1% ritiene che la manomissione non sia nemmeno illegale. Tra chi pensa che una sanzione esista, il 28% indica una pena detentiva e il 19,8% una multa di modesta entità.

La verifica preventiva resta lo strumento più concreto per intercettare le anomalie
Foto di: Shutterstock

"La normativa mette a disposizione dei consumatori strumenti di tutela, ma questi sono realmente efficaci solo se le persone sanno di poterli utilizzare. I dati della nostra ricerca mostrano quanto sia ancora importante aumentare la consapevolezza sul problema e incoraggiare gli automobilisti a verificare la storia di un veicolo prima dell'acquisto", aggiunge Buzelis. La verifica preventiva resta lo strumento più concreto per intercettare le anomalie prima che la compravendita si concluda.