Un pick-up diesel ibrido plug-in può funzionare?
La Chery Stockman è dotata di due serbatoi, una batteria ad alta tensione, trazione integrale e un’elevata capacità di traino.
Poco più di dieci anni fa, Volvo ebbe l’intuizione di realizzare un’auto ibrida plug-in diesel. Sulla carta sembrava tutto convincente: i consumi ridotti di un motore diesel abbinati ai vantaggi della marcia elettrica in città. Nella pratica, però, far lavorare un diesel per brevi intervalli non è l’ideale per la sua efficienza e durata. Quindi progetto abbandonato dopo pochi anni per concentrarsi su alternative a benzina.
Ora, però, quell’idea torna sotto forma del primo pick-up ibrido plug-in diesel al mondo. Una soluzione che, almeno in teoria, potrebbe contribuire ad accelerare l’elettrificazione del mercato americano dei pick-up, tradizionalmente caratterizzato da consumi elevati e perché no, anche in Europa, dove Mercedes propone già plug-in diesel, segno che questa formula conserva ancora un certo interesse tecnico.
Chery Stockman: sviluppato per l’Australia
Come accade spesso con le notizie sulle auto elettrificate, anche questa arriva dalla Cina, ma non è destinata al mercato cinese. Il Chery Stockman, pick-up di medie dimensioni che si guadagna il titolo di “primo nel suo genere”, è stato sviluppato specificamente per l’Australia: un Paese dove alcuni viaggi su strada sembrano non finire mai, trainare un qualcosa fa parte dell’uso quotidiano e i consumi contenuti diventano sempre più importanti con l’aumento dei prezzi del carburante.

Si tratta di un mercato molto competitivo, in cui i pick-up rappresentano il 20% delle vendite di auto nuove, quindi la posta in gioco è alta, ma il costruttore cinese ritiene di avere le carte in regola. E, a giudicare dalla scheda tecnica, le premesse sono interessanti.
Trazione integrale vera e capacità di traino da 3.500 kg
Lo Stockman dispone di un sistema di trazione integrale vero e proprio, con ponte posteriore rigido, tre differenziali bloccabili, riduttore e una capacità massima di traino di 3.500 kg. È un valore in linea con alcuni dei migliori concorrenti, ma è sul fronte dei consumi che lo Stockman prova ad alzare l’asticella.
Spinto da un motore turbodiesel 2,5 litri e da un motore elettrico, il pick-up PHEV di Chery promette consumi di 2 l/100 km, una potenza di sistema di 469 CV (345 kW) e una coppia di 800 Nm. Naturalmente c’è un asterisco: un consumo così basso è possibile solo con la batteria da 34 kWh completamente carica. In quel caso, lo Stockman può percorrere fino a 100 km in modalità elettrica secondo il ciclo NEDC.
Il dato corrisponderebbe a circa 85 km nel ciclo WLTP, un valore non particolarmente elevato. Anche considerando il dato NEDC dichiarato, il quadro non è eccezionale: l’efficienza media calcolata è di circa 2,93 km/kWh, pari a 34 kWh/100 km.
Chery non ha spiegato come il motore elettrico sia integrato nella catena cinematica, ma considerando l’impostazione tradizionale della trazione 4x4 è probabile che l’unità elettrica sia collocata tra il motore diesel e il cambio automatico, con perdite di trasmissione piuttosto elevate.
Dotazioni e funzione V2L
Sul fronte del comfort, Chery propone sedili anteriori riscaldati e ventilati, rivestimenti in pelle, climatizzatore bizona, impianto audio premium, due grandi schermi e un head-up display a colori di dimensioni generose. È prevista anche la funzione vehicle-to-load (V2L), con una coppia di prese domestiche nel cassone alimentate direttamente dalla batteria ad alta tensione.
Lo Stockman dovrebbe debuttare presto in Australia, dove sfiderà nomi molto noti come Toyota Hilux, Ford Ranger e Mitsubishi Triton (L200 in altri mercati). È lo stesso segmento in cui il BYD Shark 6, pick-up cinese ibrido plug-in a benzina, sta cercando di farsi spazio.
Prezzo e affidabilità saranno decisivi
La proposta è solida, ma alla fine molto dipenderà dal prezzo e dai potenziali problemi di affidabilità di un sistema così complesso. Come qualsiasi pick-up diesel moderno, utilizza il fluido per il trattamento dei gas di scarico, noto come DEF o AdBlue, per contenere le emissioni. Tuttavia, l’intero sistema comprende pompe e tubazioni che con il tempo possono ostruirsi, soprattutto se il motore resta spento per settimane.
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