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Quindi, questi monitor che eliminano i pulsanti

Ad alcuni piacciono, altri li trovano insostenibili nella guida di tutti i giorni

Leapmotor B05 interni
Foto di: Leapmotor
Massimo Grassi Massimo Grassi

Mettiamo subito le cose in chiaro: amo la tecnologia ma non sopporto i comandi tutti touch nelle auto. Dicotomia forse strana, dettata probabilmente più da età e abitudine che da mera avversione alla virtualizzazione di pulsanti e pulsantini. Anche perché, diciamocelo, quando il legislatore (giustamente) condanna in maniera sempre più netta l'uso dello smartphone mentre si guida, ritrovarsi la stessa filosofia di design sul monitor centrale dell'auto sembra quasi un controsenso.

Telefono e tablet li usiamo mentre siamo spaparanzati sul divano, l'infotainment mentre si guida. Una differenza abissale tra il "voglio distrarmi" e il "non posso distrarmi". Eppure la tecnologia questo fa, o forse è solo un'apparenza?

Questione di fisico

Il mio ultimo incontro - scontro con un abitacolo ormai spoglio di pulsanti fisici è avvenuto in occasione della Leapmotor B03X: arredamento minimal come di consueto e i pochi tasti riservati al volante. Belli, veri, ma con un problema: fanno troppe cose. I rotori sulle due razze per esempio possono servire a regolare gli specchietti, il volume della musica o i sistemi di assistenza alla guida. Dipende da quello che preferiamo e da come li programmiamo tramite schermo centrale. Poi si preme un altro tasto, una o due volte a seconda di cosa vogliamo gestire e il gioco è fatto.

Leapmotor B03X

Gli interni della Leapmotor B03X hanno praticamente eliminato ogni comando fisico

Foto di: Leapmotor

Una filosofia lanciata da Tesla e seguita poi da sempre più costruttori - cinesi in testa - non solo per effetto wow ma per una ben più semplice motivazione: abbattere i costi. Meno pulsanti fisici significa meno spesa per il costruttore e di conseguenza listini più "leggeri".

C'è chi dice no

C'è però una questione: la curva di apprendimento e le abitudini. Perché come ogni interfaccia software c'è bisogno di entrarci in confidenza, abituarsi alla disposizione dei vari comandi e via dicendo. Una volta a proprio agio tutto diventa più semplice e automatico. Senza dimenticare una cosa: i profili utente.

Leapmotor B03X

Tramite i rotori sul volante della Leapmotor B03X si gestiscono numerose funzioni

Foto di: Leapmotor

Riprendiamo la Leapmotor B03X: si possono creare differenti utenze che, una volta richiamate prima di partire, sistemano ogni cosa come la vuole chi sta per guidare, dall'interfaccia del monitor al cosa fanno i rotori sul volante. Il SUV elettrico ci si cuce addosso. Comodo e immediato.

E se non poter avere tutto sempre a portata di mano, bisogna pensare a una cosa: quante volte effettivamente sistemiamo gli specchietti retrovisori durante un tragitto? Praticamente mai. Discorso diverso per il climatizzatore, ma mettendo in "Auto" tutto si gestisce in automatico e difficilmente ci troveremo a congelare o prendere fuoco talmente tanto da dover alzare o abbassare la temperatura ogni due secondi. Senza contare che ormai i vari assistenti vocali fanno tutto, basta chiedere a voce.

Infine, come sottolineato da Leapmotor durante la nostra chiacchierata sul tema, virtualizzare i comandi permette di poterne aggiornare le funzionalità grazie agli aggiornamenti OTA (over the air), così da avere effettivamente un'auto sempre "sul pezzo" anche anni dopo l'acquisto.

Leapmotor B03

Gli interni della Leapmotor B03

Foto di: Leapmotor

In conclusione

Si dice che cambiare idea si segno di intelligenza. Eppure, a costo di apparire forse sciocco, rimango del parere che - anche se pochi - i comandi fisici rendano più comoda la vita a bordo, pur riconoscendo che l'opera di virtualizzazione di alcuni pulsanti non penalizzi davvero più di tanto la guida. A patto di settare tutto a puntino prima di partire. Un'operazione che con ogni probabilità gli automobilisti più giovani trovano super intuitiva, mentre chi è più avanti con l'età e meno avvezzo alla tecnologia potrebbe avere delle difficoltà. La palla in questo caso passa al concessionario, la cui capacità di guidare il cliente non solo nella scelta ma nella gestione di tutta la tecnologia a disposizione diventa fondamentale.

Gli interni della Leapmotor C10 2027

Gli interni della Leapmotor C10 2027

Foto Di: Leapmotor
Gli interni della Leapmotor B05

Gli interni della Leapmotor B05

Foto Di: Leapmotor

E a proposito di cambiare idea: i costruttori cinesi in questo sono maestri e non è detto che, in caso di richieste sempre più insistenti da parte dei clienti, non possa tornare sui propri passi e integrare comandi fisici per alcune funzioni, al di là di eventuali pressioni da parte di enti regolatori che potrebbero imporre un sempre maggior numero di pulsanti veri dentro le auto.

Esempi di come a Pechino siano sensibili a eventuali critiche ce ne sono in gran numero e, rimanendo in quel di Leapmotor, c'è un esempio recente. Durante la presentazione internazionale della B03X in molti (sottoscritto compreso) abbiamo criticato qualità e disegno della cappelliera. Meno di 24 ore dopo la fine del test drive è arrivata la comunicazione ufficiale: sul mercato europeo verrà cambiata.

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La prova della Leapmotor B03X