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La Mercedes Classe G che costava quanto una Porsche 911

Nel 1979 nasce come fuoristrada robusto e senza fronzoli. Poi arriva la 300 GD di Franz Josef Strauß, con una dotazione speciale

Mercedes 300 GD (1982) di Franz Josef Strauß nella prova su strada
Foto di: Mercedes-Benz Classic

Prima di diventare uno dei modelli più riconoscibili di Mercedes, la Classe G era semplicemente un fuoristrada nato per affrontare senza troppi compromessi strade e terreni difficili. Presentata nel 1979, è stata progettata come una vettura robusta e versatile, capace di passare dall'asfalto ai percorsi più impegnativi.

Tra i primi estimatori del modello c'era anche Franz Josef Strauß, un uomo poco conosciuto in Italia ma figura di primo piano della politica tedesca del Dopoguerra. Esponente dell'Unione Cristiano-Sociale bavarese (CSU), è stato ministro federale della Difesa e delle Finanze, oltre a ricoprire dal 1978 l'incarico di ministro-presidente della Baviera, che ha mantenuto fino alla morte, nel 1988. Per diversi anni ha guidato una 300 GD, dotata di alcuni equipaggiamenti particolarmente raffinati per l'epoca.

La sua Classe G racconta bene la prima fase della storia di questo modello: nato come veicolo robusto e funzionale, negli anni è riuscito a conquistare un pubblico sempre più ampio, fino a diventare una delle icone di Mercedes.

Mercedes Classe G, un fuoristrada senza compromessi

La Mercedes Classe G debutta a livello internazionale nel febbraio 1979, con la presentazione alla stampa sul circuito Paul Ricard di Tolone, in Francia.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Mercedes-Benz e l'austriaca Steyr-Daimler-Puch, che affianca la Casa tedesca nello sviluppo e nella produzione del fuoristrada per realizzare un veicolo robusto e versatile, capace di affrontare con la stessa efficacia le strade asfaltate e i percorsi più impegnativi.

Il progetto prende forma negli anni Settanta, attraverso il nome in codice Haflinger II, un richiamo a una razza equina alpina. Un riferimento che descrive bene la filosofia della vettura, chiamata a combinare la resistenza di un mezzo da lavoro con una certa agilità sui percorsi accidentati.

Tra i clienti che ne apprezzano le caratteristiche c'è, appunto, Franz Josef Strauß, ministro-presidente della Baviera e figura politica di primo piano nella Germania del dopoguerra. Per i suoi spostamenti e le battute di caccia sceglie un Mercedes 300 GD, dotato di diversi optional, tra cui sedili regolabili elettricamente e climatizzatore.

Mercedes 300 GD, il diesel di punta

La Mercedes 300 GD scelta da Strauß è una station wagon a passo corto, lunga 4,14 metri. Le dimensioni compatte non devono però trarre in inganno: il telaio a longheroni e la robusta struttura portano il peso a 1.935 kg, rendendo le manovre tutt'altro che agevoli. Non a caso, il servosterzo è di serie, ma soltanto sulle versioni più accessoriate della gamma tra cui proprio la 300 GD e la 280 GE.

Mercedes 300 GD (1982)

Mercedes 300 GD (1982)

Foto di: Mercedes-Benz Classic

Nei primi anni di carriera, la Classe G riceve diversi aggiornamenti per migliorare comfort e praticità. Dall'aprile 1981, per le versioni 300 GD e 280 GE è disponibile un cambio automatico a quattro rapporti. Nello stesso anno, le varianti aperte possono essere equipaggiate con il parabrezza ribaltabile in avanti, mentre al posteriore debutta un portellone a battente unico. Le tradizionali porte divise in due ante rimangono comunque disponibili su richiesta.

Un ulteriore aggiornamento arriva nel maggio 1982, quando Mercedes interviene sull'abitacolo introducendo rivestimenti più curati e un nuovo volante a quattro razze con un airbag, ripreso dalla Classe S della serie 126.

Il cinque cilindri diesel da 88 CV

Sotto il cofano del Mercedes 300 GD trova posto il cinque cilindri diesel aspirato - sigla OM 617 - da 3,0 litri, con una potenza di 88 CV (65 kW) e una coppia massima di 172 Nm. La dotazione comprende la trazione integrale inseribile e le marce ridotte, mentre i bloccaggi dei differenziali sono disponibili a richiesta. Una meccanica essenziale, progettata per privilegiare la robustezza e le capacità fuoristradistiche rispetto alle prestazioni su strada.

Con l'aggiornamento del 1982 arriva anche un cambio manuale a cinque rapporti. La leva è posizionata piuttosto in basso e gli innesti, poco precisi e gommosi, richiedono una certa familiarità. A farsi sentire è soprattutto il carattere tranquillo del motore: con meno di 30 CV per litro, il 300 GD fatica a muovere la propria massa con brio, nonostante la coppia massima sia disponibile già a 2.400 giri/min.

Mercedes 300 GD (1982)

Mercedes 300 GD (1982)

Foto di: Mercedes-Benz Classic

Il cinque cilindri ha una voce inconfondibile, profonda e simile a quella di un vecchio motore marino. L'accelerazione è lenta e i rapporti lunghi del cambio non aiutano a rendere la guida più brillante. La velocità massima dichiarata è di 127 km/h, ma il Classe G non è nato per macinare chilometri in autostrada. A 110 km/h il motore supera di poco i 3.000 giri/min e, se la rumorosità meccanica rimane relativamente contenuta, nell'abitacolo si avverte una marcata risonanza.

In compenso, la posizione di guida rialzata offre un'ottima visibilità in ogni direzione. Anche gli indicatori di direzione anteriori diventano utili riferimenti per valutare gli ingombri della carrozzeria durante le manovre. Ma è quando l'asfalto lascia spazio alla terra che il 300 GD esprime al meglio la propria personalità: il telaio robusto, la trazione integrale e le ridotte lo rendono a suo agio sui fondi sconnessi e sui percorsi più impegnativi, dove le prestazioni modeste passano inevitabilmente in secondo piano.

Un fuoristrada con un prezzo da auto di lusso

L'abitacolo del Mercedes 300 GD riflette la filosofia originale della Classe G, con un'impostazione essenziale e soluzioni più vicine a quelle di un veicolo commerciale che a quelle di un SUV di lusso. La posizione di guida rialzata garantisce un'ottima visuale sulla strada, mentre materiali, comandi e isolamento acustico ricordano la vocazione pratica del fuoristrada.

L'esemplare di Franz Josef Strauß si distingue, tuttavia, per una dotazione particolarmente ricca. Tra gli optional figurano i sedili sportivi Recaro, il climatizzatore, il contagiri e il clima automatico. Non manca una vasca dedicata - situata nel portabagagli - al trasporto della selvaggina, accessorio perfettamente coerente con l'utilizzo della vettura durante le battute di caccia.

Mercedes 300 GD (1982)

Mercedes 300 GD (1982)

Foto di: Mercedes-Benz Classic

Questa configurazione contribuisce a far lievitare il prezzo. All'inizio degli anni Ottanta, il Mercedes 300 GD costava poco meno di 40.000 marchi tedeschi (equivalenti a circa 50.000 euro attuali considerando l'inflazione) nella versione base, mentre l'auto di Strauß raggiunge circa 50.000 marchi (oltre 60.000 euro attuali). Una cifra considerevole per l'epoca, con cui era possibile acquistare anche una Porsche 911 SC.

Oggi questo Mercedes 300 GD ha all'attivo poco più di 7.000 km, un chilometraggio estremamente contenuto per un fuoristrada progettato per affrontare anche i percorsi più impegnativi. Un esemplare che conserva la memoria della Classe G delle origini, quando robustezza, affidabilità e capacità fuoristradistiche venivano prima del lusso e dell'immagine, diventati negli anni successivi elementi distintivi di uno dei modelli più iconici della Stella.