Il numero uno di Stellantis chiarisce: Maserati non è in vendita
Antonio Filosa esclude anche la separazione dei marchi europei e americani
Maserati non è destinata a uscire di scena, almeno non sotto la guida dell’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa. Nonostante le voci insistenti su una possibile vendita dello storico marchio italiano del lusso, oggi in difficoltà, il manager ha ribadito che il gruppo non ha alcuna intenzione di cederlo. Filosa ha inoltre escluso l’ipotesi di separare i brand europei e americani del gruppo, sottolineando che tutti i 14 marchi hanno un ruolo all’interno del grande conglomerato automobilistico.
Intervenendo questa settimana a Bloomberg Television in occasione del Salone di Parigi 2026, Filosa è stato netto quando gli è stato chiesto della vendita di Maserati, di cui si parla da tempo: «Assolutamente no». Non è la prima volta che Stellantis si trova a dover commentare le indiscrezioni sulla proprietà del marchio del Tridente, ma le ultime dichiarazioni rafforzano l’intenzione dell’azienda di mantenerlo nel proprio perimetro.
Le voci su una potenziale cessione non sorprendono. Negli ultimi anni Maserati ha faticato a ritrovare slancio, tra vendite in calo e interrogativi sul suo futuro a lungo termine, elementi che hanno aumentato la pressione sul celebre marchio italiano. Stellantis ha anche valutato soluzioni per migliorare le prospettive del brand, incluse discussioni con potenziali partner, ma questo non significa che si stia preparando a venderlo.
Maserati resta, ma può tornare a crescere?
Per il momento, Maserati rimane parte del portafoglio luxury del gruppo. La questione più importante è capire se Stellantis riuscirà a dare al marchio una direzione più chiara e i prodotti necessari per recuperare terreno in un mercato sempre più competitivo. In questa prospettiva, Stellantis ha già lasciato intendere un possibile rafforzamento dei legami tra Alfa Romeo e Maserati, con i due brand destinati a collaborare più da vicino.
Maserati Grecale
L’obiettivo è valorizzare il patrimonio comune e il posizionamento premium, riducendo al tempo stesso costi di sviluppo e tempi di realizzazione grazie a una maggiore collaborazione ingegneristica. Entrambi i marchi devono affrontare una sfida complessa in un mercato del lusso molto affollato, quindi condividere risorse potrebbe aiutare Stellantis a sfruttare meglio i propri investimenti senza sacrificare le rispettive identità. Per Maserati, in particolare, una cooperazione più stretta con Alfa Romeo potrebbe rivelarsi utile mentre il Tridente cerca di ritrovare slancio senza cambiare proprietà.
Stellantis non prevede di separare i marchi europei da quelli americani
Antonio Filosa è stato altrettanto fermo su un’altra ipotesi emersa nel quadro delle difficoltà di Stellantis: separare i marchi europei da quelli americani. L’amministratore delegato ha definito una mossa del genere «per nulla plausibile», sostenendo che l’azienda trae vantaggio dallo sviluppo globale delle tecnologie chiave, invece di trattare le divisioni regionali come attività separate.
Maserati GT2 Stradale
Questo approccio condiviso riguarda tutto, dai gruppi motopropulsori alle piattaforme, che sono alla base di modelli venduti con marchi diversi. Fiat, Peugeot, Citroën, Opel/Vauxhall, Lancia, DS Automobiles, Abarth, Alfa Romeo e Maserati operano accanto a Jeep, Ram, Dodge e Chrysler, con ciascun brand chiamato a svolgere una funzione distinta. Secondo Filosa, tutti i 14 marchi hanno un ruolo specifico nella strategia del gruppo.
Naturalmente, mantenere tutti questi brand sotto lo stesso tetto non significa che ciascuno riceverà lo stesso livello di investimenti. Stellantis sta rivedendo il modo in cui distribuisce la spesa all’interno del proprio portafoglio, soprattutto perché diversi marchi si rivolgono a una clientela simile. La strategia aggiornata dà priorità a cinque aree chiave: Jeep, Ram, Peugeot, Fiat e il business dei veicoli commerciali Pro One.
Stellantis deve gestire 14 case automobilistiche
La sfida consiste nel massimizzare la condivisione dei costi di sviluppo senza trasformare la gamma in una serie di veicoli semplicemente rimarchiati. Stellantis deve fare in modo che ogni brand mantenga la propria identità, beneficiando al tempo stesso delle economie di scala: un equilibrio particolarmente importante mentre i costruttori cinesi intensificano la concorrenza in Europa e in altri mercati.
L’azienda sta inoltre lavorando a partnership per utilizzare meglio la propria capacità produttiva. Le collaborazioni con i costruttori cinesi Leapmotor e Dongfeng potrebbero aiutare Stellantis a saturare gli stabilimenti europei sottoutilizzati senza ricorrere alla chiusura di impianti, ampliando al tempo stesso l’accesso alle tecnologie per l’elettrificazione.
Stellantis, tuttavia, ha ancora molto lavoro davanti a sé. Il gruppo ha registrato nel 2025 una perdita netta enorme, pari a 22,3 miliardi di euro, e le sue azioni sono state sottoposte a forte pressione quest’anno. Filosa ha dichiarato a Bloomberg che il gruppo ha già superato il punto di ritorno alla redditività, ma la vera prova sarà trasformare questa fiducia in un miglioramento finanziario duraturo.
Per ora, il messaggio dei vertici è chiaro: Maserati resta, i marchi europei e americani restano insieme e Stellantis cercherà di far funzionare meglio l’intero gruppo come un’unica realtà. Resta da vedere se questa strategia porterà i risultati attesi.
Fonte: Bloomberg
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