Benzina, elettrico e anche GPL: la strategia di FAWCAR per l'Italia
Abbiamo intervistato Fulvio Marchetto, general manager di China Car Company, per conoscere il nuovo brand cinese arrivato in Italia
Adesso tocca a FAWCAR. Quello che a tutti gli effetti è il primo costruttore cinese di auto - è nato nel 1953 - è arrivato in Italia con una gamma di 5 modelli, a spaziare su varie tipologie di powertrain. Perché se l'elettrico da noi ancora non decolla come sperato, ecco modelli a benzina affiancati da un plug-in che promette un'autonomia elettrica di oltre 150 km.
Per capire cosa aspettarci e come evolverà il listino di FAWCAR abbiamo parlato con Fulvio Marchetto, Direttore Generale Bontu - China Car Company.
Chi è
Filvio Marchetto
Da anni nel mondo auto, in veste di titolare di concessionarie e collaboratore con aziende di import, da settembre 2023 è direttore generale di CCC - China Car Company - azienda che distribuisce in Italia numerosi brand cinesi
In Italia e in Europa in generale ci sono sempre più brand cinesi, su che cosa puntate voi per conquistare il mercato.
Abbiamo un ampio mix di motorizzazioni: il termico è quello che ancora attrae maggiormente, andiamo verso l'elettrificato con un modello plug-in che tecnologicamente all'avanguardia e a marzo avremo anche un full electric, così da completare la gamma delle motorizzazioni. Sui modelli termici installeremo anche dell'impianto GPL, perché il tema del costo del carburante attuale è importante.
Quindi non vi presentate, come sempre più spesso succede come un brand tecnologico che fa anche auto?
Esatto, FAW è un'azienda che produce auto, noi (China Car Company, ndr) siamo distributori di auto. Andare contro tendenza forse non è il caso, puntare all'elettrificato, puntare alla tecnologia che va verso la zero emissioni è la strada che tutti vogliamo percorrere e percorreremo, però al momento togliere dal mercato italiano il termico non ci sembra il caso. Per noi ma anche per la clientela, perché l'esigenza è quella.
A livello di rete in Italia, quali sono i progetti 2027?
Abbiamo già diversi concessionari che hanno aderito al nostro progetto, sono 70 punti vendita e 100 assistenza e ne seguiranno sicuramente altri. Vogliamo una rete solida, una rete convinta senza creare sovrapposizioni perché chi deve investire, perché deve avere la certezza di avere uno spazio e la tranquillità di poter operare senza il vicino che gioca sulle riduzioni in prezzo. L'obiettivo è arrivare a 110 punti vendita nel 2027 e 130 nel 2028.
FAWCAR T77
Punterete tanto anche sulle flotte a noleggio o per voi il privato rimane comunque il drive principale
Inizialmente è difficile poter entrare nel mondo delle flotte, perché ci vuole il tempo di far conoscere il prodotto e di farlo quotare, quindi il privato è il nostro primo punto di riferimento, però poi sicuramente va sviluppato anche questo settore che non deve essere predominante sulla vendita al cliente utilizzatore finale.
A livello di garanzia che cosa offrite?
Siamo sui 5 anni o 150.000 chilometri sulle termiche, 8 anni o 160.000 chilometri sulle elettrificate
Oggi abbiamo visto tanti SUV, ma il mercato delle piccole vuole rinascere. Voi ci punterete?
Assolutamente e con l'elettrico, perché sono vetture cittadine e quindi in città è l'elettrico che deve viaggiare. Avremo delle minicar, dei quadricicli, L6 ed e L7. Bontu e China Car hanno fatto società, noi rappresenteremo il marchio Bontu in tutta Europa.
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