Flotte aziendali, senza regole fiscali chiare il rinnovo del parco rischia di fermarsi
L’associazione dei fleet e mobility manager appoggia la riforma fiscale proposta per accelerare rinnovo flotte aziendali e transizione energetica
Un parco auto aziendale rinnovato ogni quattro anni invece che restare fermo per otto o dieci. È questo l'effetto che le associazioni del settore promettono se il Governo accoglierà la riforma fiscale proposta a settembre.
Il tema è tornato al centro di un webinar organizzato da Best Mobility, l'associazione dei fleet e mobility manager, che ha messo la certezza delle regole al primo posto tra le richieste al Governo. Il nodo riguarda da vicino chi gestisce flotte aziendali ogni giorno. Senza un quadro stabile, pianificare gli investimenti diventa complicato.
Le richieste di Best Mobility su regole fiscali chiare e stabili
Durante l'incontro "La chiarezza fiscale non è un optional", il fiscalista Francesco Delli Falconi ha ripercorso le principali incertezze che oggi pesano sulla gestione dei veicoli aziendali: dal Decreto Omnibus al valore normale, fino alla maggiore tassazione delle auto con più di cinque anni. Best Mobility considera questi punti un freno concreto al rinnovo del parco auto aziendale.
Il presidente di Best Mobility, Federico Di Paola, ha riassunto così la posizione dell'associazione.
"La gestione di una flotta richiede programmazione e visibilità sui costi, mentre un quadro fiscale caratterizzato da frequenti modifiche crea incertezza e frena gli investimenti",
ha dichiarato Di Paola.
"Gli optional possono essere una scelta; la certezza delle regole fiscali no".
I fleet e mobility manager aderenti all'associazione gestiscono complessivamente oltre 83mila veicoli per grandi aziende e multinazionali attive in Italia. Un dato che pesa anche sul confronto europeo: il canale aziendale rappresenta oggi poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni italiane, contro una media di circa il 60% nell'Unione Europea.
La proposta di riforma e gli effetti attesi su parco auto e transizione
Best Mobility ha espresso sostegno aperto alla proposta di riforma fiscale presentata il 21 settembre al Ministero dell'Economia e delle Finanze da ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE. Il testo prevede l'aumento del massimale di deducibilità da 18.075 a 26.000 euro per le auto elettriche e ibride plug-in, indipendentemente dalla modalità di acquisizione.
Il secondo pilastro riguarda la detassazione dei rimborsi aziendali per la ricarica elettrica domestica, equiparata fiscalmente al rifornimento tradizionale e alla ricarica pubblica. Le associazioni promotrici stimano che la misura, se approvata, potrebbe favorire circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027–2029, con un impatto economico stimato in 515 milioni di euro.
Best Mobility collega questi interventi al ciclo di vita medio delle flotte, circa quattro anni, sostenendo che un ricambio più rapido alimenterebbe il mercato dell'usato con veicoli recenti e a basse emissioni. L'associazione auspica ora un confronto strutturato con il Governo per valutare l'inserimento della riforma nella prossima Legge di Bilancio.
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