Telematica nelle flotte, il dato non basta: bisogna sapere perché lo si raccoglie
Fermi macchina ridotti, gestione degli allestimenti e dei tragitti: come la telematica aiuta
Oggi un veicolo in flotta produce più informazioni di quante l’azienda riesca a leggere. Consumi, percorsi, stile di guida, stato dei componenti: il dato c’è, ma "qualcuno deve farci qualcosa". Un dato fondamentale emerso in occasione della terza edizione di Fleet Pro, evento organizzato da LabSumo con la partecipazione di Best Mobility e il patrocinio di ALIS, ANFIA, ANIASA, FIAP e UNRAE.
Per gli operatori del settore il punto di partenza è una domanda semplice, che molte aziende non si sono ancora poste: perché voglio questi dati e come li userò? Raccoglierne di ridondanti, o usarli solo in parte, serve a poco se l’impresa non ha davvero interesse a sfruttarli.
Un parco veicoli sotto pressione
Il contesto in cui la telematica si inserisce è complicato. Nel segmento dei veicoli commerciali, secondo i dati raccolti in un sondaggio, il 70% delle flotta è a noleggio e il restante 30% di proprietà. Il noleggio, che evita l’immobilizzazione di capitale e include i servizi, è destinato a crescere, e per ANIASA la digitalizzazione è uno dei capisaldi. La proprietà resta però la scelta di chi ha bisogno di mezzi costruiti su misura, dal piccolo van al bilico, come nel settore farmaceutico, dove la gestione delle temperature è decisiva. Con la proprietà si decide come allestire e si rispettano più facilmente le normative; con il noleggiatore gli allestimenti sono più complicati.
DELIVAN L2H3
L’allestimento, però, costa peso e spazio, andando così a penalizzare il carico utile con il rischio di sforare i limiti imposti per legge. Le cause sono i sistemi ADAS, le soluzioni per abbattere la CO2 (filtro antiparticolato, AdBlue, elettrificazione) e le dotazioni di comfort. Un modo per ovviare (almeno in parte) al problema è il ricorso a materiali oggi sono più leggeri che non sempre, però, sono all’altezza: le sponde in alluminio, per esempio, non hanno la solidità di quelle in materiali più pesanti.
Il nodo è il limite delle 3,5 t. Per i mezzi non alimentati da combustibili fossili in Europa si è arrivati a 4,25, ma secondo gli operatori non basta: di fatto ha solo messo i veicoli a batteria alla pari con quelli termici. Si discute di alzare ulteriormente il tetto per la patente B, anche perché mancano autisti con patente C (e raramente si trova chi è interessato a effettuare un passaggio anche pagato dalle aziende).
Ford E-Transit 2024 autonomia estesa
Perché la telematica è importante
L'ottimizzazione delle flotte diventa quindi sempre più importante: capire quanti e quali veicoli far girare e come allestirli sulla base dell'effettivo utilizzo. E in questo caso i dati diventano uno strumento importante, anche per quanto riguarda il fermo macchina. Un mezzo fermo non crea valore e se non è utilizzabile per 40, 50 o 60 giorni il danno economico diventa importante. Il veicolo sostitutivo è spesso impossibile da trovare quando l’allestimento è specifico. Una risposta è avere mezzi in più con contratti ad hoc, così da disporre subito di una flotta ampliata anche per nuove commesse. L’altra è prevenire il guasto.
La manutenzione predittiva nasce da qui: intercettare il problema prima che diventi un fermo lungo e inatteso, e prevedere anche i ricambi in caso di sinistro. Arval, secondo quanto emerso, ha investito molto in questa direzione, con pacchetti proattivi e officine mobili che raggiungono il cliente. Soluzione quest'ultima utilizzata da sempre più aziende di mobilità, come Ford che indica come l’officina mobile risolva l’80% degli interventi. L'elettrico potrebbe essere la soluzione, ma di contro c'è il tema dell'autonomia e quindi anche l'eventuale gestione di emergenze: se la batteria è scarica c'è poco da fare.
KIa PV5 Cargo Chassis Cab
Volkswagen Transporter T7, il nostro stress test - Interni
Una predittività che diventa realtà grazie alla telematica: il monitoraggio da remoto permette di avere sempre sotto controllo la situazione e, come sottolineato in occasione di uno dei panel di Fleet Pro 2026, una spia accesa o una segnalazione da parte della centralina non possono essere ignorate e la telematica aiuta a non rimandare l'eventuale intervento.
Il TCO non è il prezzo d’acquisto
Un altro cambio di prospettiva riguarda i costi. Il calcolo del costo totale di possesso, osservano gli operatori, non può dipendere solo dal valore di acquisto (e residuo): va considerato il pacchetto di servizi che i costruttori offrono come corollario, dalla garanzia alla gestione digitale della flotta, fino all’assistenza, anche a domicilio. Oltre al "ferro", le case auto propongono ormai servizi digitali che hanno un valore reale sui costi.
Nuovo Renault Trafic E-Tech Electric (2026)
Anche l’uso dei dati si allarga. Oltre a ottimizzare i costi della flotta, la raccolta serve a discutere budget e bilancio e a dare impulso a processi interni: capire che cosa fanno i veicoli sul campo, ma anche mappare i clienti. A livello strategico, insomma, la telematica esce dal garage ed entra in sala riunioni. Per le flotte più piccole, fino a 100 mezzi, la sfida è però pratica: il fleet manager spesso ricopre anche altri ruoli e non ha il tempo per analizzare i numeri. «Senza analisi dei dati, la telematica è inutile» è la frase che torna.
Il mezzo giusto per ogni uso
Come detto i dati servono anche a scegliere meglio che cosa comprare o noleggiare. Qui emerge una richiesta all’Europa: flessibilità sulle emissioni. Se l’analisi mostra che un mezzo elettrico non basta per una certa missione, l’azienda non può rischiare il business per rispettare le quote. Servono quindi tipologie diverse (elettrico, ibrido, diesel), ciascuna per il suo scenario d’uso.
Sull’elettrico pesano autonomia (più carico si porta, meno chilometri si fanno) e infrastruttura di ricarica, mentre l'utilizzo di questi veicoli per la gestione delle emergenze, come le fughe di gas, resta più difficile. Le grandi aziende spingono sull’elettrificazione, ma il processo procede a rilento. ADAS e intelligenza artificiale, intanto, sono i temi che dominano la gestione delle flotte.
Ford Transit City - L2 H2 -Ricarica
Michelin AI Assistant Connected Fleet 2026
La privacy, un freno soprattutto italiano
Se i vantaggi sono tanti, perché non tutti adottano la telematica? La risposta ricorrente è la privacy. Un tema che pesa soprattutto in Italia, mentre in Europa la tecnologia è usata a fondo senza particolari ostacoli.
Le ragioni sono in parte culturali, con una maggiore sensibilità al tema da parte di lavoratori più anziani, anche la comunicazione aziendale, a volte mal gestita, ha le sue responsabilità. La telematica non è un Grande Fratello che controlla (per punire) i lavoratori, ma uno strumento che può aiutarli anche nell'adottare stili di guida più sicuri ed efficienti.
La telematica quindi non è un fine, ma uno strumento. Vale quanto le domande che le si pongono: quali obiettivi, quali decisioni, quali persone chiamate a leggere i dati e a spiegarne l’utilità a chi sta al volante.
Consigliati per te
Emissioni auto, Bruxelles fa un passo indietro sui divieti
Da 0 a 200 come un Bugatti: ecco come va la nuova super berlina Mercedes-AMG da 1.200 CV
Renault costruisce un drone terrestre da una tonnellata: a cosa serve davvero
C'è un nuovo SUV coupé ibrido: prezzi e allestimenti di Xpeng L03
L'autocarro diesel di Katay a Ecomondo 2026
Ora la Ford Bronco ha un 7.3 V8 da 1.200 CV
Tata Motors si prende Iveco Group, perché ora può cambiare tutto per il titolo in Borsa