Emissioni auto, Bruxelles fa un passo indietro sui divieti
La revisione degli standard CO₂ introduce più flessibilità. ANFIA apprezza il cambio di rotta, ma chiede ulteriori modifiche
La Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato il testo di compromesso sulla revisione degli standard di CO₂ per auto e veicoli commerciali leggeri, sostenuto da PPE, S&D e Renew. Per ANFIA, l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, il voto va nella direzione giusta, ma resta un punto di partenza, non d'arrivo.
L'associazione valuta positivamente la revisione al ribasso dei target 2030 e 2035 per i veicoli commerciali leggeri e il riconoscimento della nuova categoria VEEF, i veicoli alimentati con carburanti rinnovabili considerati a zero emissioni. Critica invece la previsione di una compensazione obbligatoria del 7,5% degli obiettivi 2035 tramite l'uso di acciaio a basse emissioni di carbonio, giudicata insostenibile.
Cosa cambia rispetto al rapporto Salini
Il compromesso approvato va oltre quanto previsto dal rapporto dell'eurodeputato Salini, che ANFIA considerava il minimo indispensabile per il settore. Il nuovo testo rappresenta comunque un passo avanti verso l'apertura tecnologica più volte richiesta da ANFIA, dalle imprese associate e dal governo italiano, pur senza raggiungere tutte le richieste avanzate.
"Siamo contenti che dopo anni di discussioni anche accese, la maggioranza parlamentare europea dimostri di aver compreso che rivedere gli obiettivi e introdurre nuove flessibilità non rappresenta un passo indietro nella transizione, ma un passo avanti nel pragmatismo e nella responsabilità", dichiara Roberto Vavassori, presidente di ANFIA. Secondo Vavassori, l'Europa deve proteggere la sua industria più strategica "salvaguardandone competitività, capacità produttiva e occupazione" e tornare ad ascoltare i consumatori, "rispettandone le esigenze e la libertà di scelta".
Il passaggio al Consiglio
Il testo approvato in commissione dovrà ora affrontare il negoziato tra gli Stati membri in sede di Consiglio. ANFIA si augura che i governi nazionali mantengano lo stesso approccio pragmatico mostrato dal Parlamento, soprattutto alla luce della crisi industriale che il settore automotive sta attraversando nei principali Paesi europei, Italia compresa: una difficoltà che ANFIA aveva già segnalato commentando la situazione di Stellantis.
Per l'associazione, la revisione normativa dovrà coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale, senza perdere di vista gli obiettivi di decarbonizzazione condivisi a livello europeo. Il tema della flessibilità sugli standard di CO₂ si intreccia con altri fronti aperti a Bruxelles, dalle regole sui van elettrici contestate da Stellantis alle preoccupazioni espresse da ACEA sull'Industrial Accelerator Act, mentre già a settembre l'Unione europea aveva confermato l'apertura a benzina e diesel anche dopo il 2035.
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