Il tributo alla Ferrari 308 ha il V8, il cambio manuale e la carrozzeria in carbonio
AC Motorsport punta su peso ridotto e potenza con un V8 aspirato, un cambio manuale e una carrozzeria in fibra di carbonio
AC Motorsport ha tolto i veli a una nuova vettura che sembra uscita direttamente dal 1982. Si chiama Michelotto Gruppo 4 Tributo ed è una reinterpretazione da zero della Ferrari 308 GTB da rally realizzata da Michelotto per le competizioni di Gruppo 4. Il debutto pubblico è avvenuto a Padova, in Italia.
Francesco Calzavara, fondatore di AC Motorsport, ha un legame diretto con quella storia: la sua collaborazione con Michelotto va avanti da anni.
Il risultato non è una restomod costruita su una vecchia 308. È una macchina completamente nuova, progettata per portare avanti lo spirito di quella vettura.
Non è semplicemente un’altra restomod della Ferrari 308
La maggior parte delle vetture tributo parte da un’auto donatrice e la modifica. La Gruppo 4 Tributo salta del tutto questo passaggio: utilizza un telaio tubolare in acciaio con roll-bar integrato, una struttura che non ha nulla in comune con il telaio della Ferrari 308 originale.
Michelotto Gruppo 4 Tributo
I pannelli della carrozzeria in materiale composito rivestono questa struttura, con forme che richiamano il profilo a cuneo della 308 e i suoi fari a scomparsa, senza però copiarla elemento per elemento. L’auto celebra i 50 anni dall’omologazione FIA Gruppo 4 ottenuta dalla Ferrari 308 GTB di Michelotto.
Quella vettura da rally conquistò un celebre secondo posto al Tour de Corse del 1982, l’unico podio Ferrari nel massimo livello del Mondiale Rally.
AC Motorsport definisce il progetto un omaggio più che una ricostruzione, una filosofia in linea con iniziative recenti come l’omaggio con V8 biturbo ispirato alla storia sportiva Ferrari.
Leggera, ad alto regime e con cambio manuale
La potenza arriva da un V8 aspirato di 3,4 litri da 380 CV (280 kW) a 8.250 giri/min, abbinato a 363 Nm di coppia. Non ci sono turbo né assistenza ibrida.
Il motore trasmette la potenza alle ruote posteriori tramite un cambio manuale a cinque marce con selettore a griglia e prima marcia in basso a sinistra, secondo lo schema dogleg: in questo modo dalla seconda alla quinta le marce sono allineate, per cambi più rapidi in pista.
Il peso è uno dei dati più significativi. La vettura ferma la bilancia a soli 950 kg con tutti i fluidi a bordo, benzina esclusa. Un valore che fa percepire i 380 CV come molto più numerosi e che la rende nettamente più leggera di una moderna Mazda MX-5.
La messa a punto dell’assetto prevede ammortizzatori anteriori e posteriori regolabili e barre stabilizzatrici, mentre l’impianto frenante utilizza pinze a quattro pistoncini e dischi ventilati su tutte le ruote.
All’interno, l’abitacolo rinuncia del tutto ai touchscreen a favore di un volante a tre razze, una strumentazione digitale e poco altro. Confrontando questa impostazione con quella adottata da un altro progetto italiano con V8 aspirato e cambio manuale, la filosofia è chiara: meno schermi, più feedback meccanico.
Ogni Gruppo 4 Tributo utilizza un telaio tubolare dedicato, un V8 sviluppato su misura e una carrozzeria interamente in fibra di carbonio, quindi la produzione resterà molto limitata. Sono previsti meno di 50 esemplari in tutto il mondo, con un prezzo atteso a partire da oltre 450.000 euro.
L’auto è già stata mostrata marciante a Padova, dove Michelotto ha sfruttato il debutto per dimostrare che un V8 aspirato e un cambio manuale a griglia hanno ancora senso anche nel 2026.
Fonte: AC Motorsport
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