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Defender Wolf Series II, il nuovo mezzo dell’esercito britannico per sostituire i vecchi Land Rover

Il fuoristrada su base Defender 130 adotta monoscocca D7x, impianto elettrico a 24 Volt e motore biturbodiesel Ingenium

Land Rover Defender Wolf II
Foto di: Land Rover
Francesco Stazi Francesco Stazi

Defender Wolf Series II è il nuovo veicolo militare leggero da Defender, erede diretto del Defender Wolf che ha servito le forze armate britanniche per oltre 70 anni. Il mezzo nasce sull'architettura monoscocca D7x ed è pensato per competere nella gara Light Mobility Vehicle del ministero della Difesa britannico, con cui JLR ha istituito una divisione dedicata, la Defender Defence Division.

Durante lo sviluppo il veicolo ha superato oltre 62mila test di collaudo ingegneristico, incluso il protocollo Extreme Event Test di JLR. Le prime varianti sono state mostrate al British Army DVD 2026, l'evento che il 16 e 17 settembre 2026 ha riunito al poligono di Millbrook, nel Bedfordshire, le proposte dei costruttori per il programma britannico.

Defender Wolf Series II, nuovo veicolo e strategia Defence Division

La proposta di Defender Wolf Series II per il programma Light Mobility Vehicle prevede una famiglia di configurazioni costruite su base comune per coprire diversi ruoli operativi nelle forze armate britanniche. Il programma sostituirà i vecchi Land Rover e Pinzgauer, il cui ritiro è fissato entro il 2030.

Land Rover Defender Wolf II

Land Rover Defender Wolf II -  Il progetto nasce senza affidarsi a fornitori terzi per i componenti chiave

Foto di: Land Rover

Defender Wolf Series II integra 32 sensori di bordo e porta avanti un rapporto di fornitura che lega Jaguar Land Rover all'esercito britannico da otto decenni. Il progetto nasce senza affidarsi a fornitori terzi per i componenti chiave, con l'obiettivo dichiarato di garantire al Regno Unito una capacità produttiva sovrana sul mezzo.

Architettura, motore e adattamenti tecnici per impiego militare

La costruzione monoscocca D7x sostituisce la tradizionale architettura a telaio separato dei vecchi Defender militari. La struttura più rigida permette di affrontare terreni difficili e di aumentare la capacità di carico rispetto alla soluzione a longheroni e traverse. L'impianto elettrico passa a una tensione a 24 Volt, lo standard richiesto dalla NATO per alimentare la strumentazione di bordo nei teatri operativi più complessi.

Land Rover Defender Wolf II

Land Rover Defender Wolf II - La costruzione monoscocca D7x sostituisce la tradizionale architettura a telaio separato dei vecchi Defender militari.

Foto di: Land Rover

Sotto il cofano lavora un sei cilindri in linea Ingenium biturbodiesel da 250 CV, abbinato a una taratura che consente l'utilizzo di gasolio ad alto tenore di zolfo rispetto agli standard civili. Il motore è stato collaudato per oltre 10mila km con questo tipo di carburante, spesso l'unico disponibile nei contesti bellici o nelle aree più remote.

Land Rover Defender Wolf II

Land Rover Defender Wolf II - Sotto il cofano lavora un sei cilindri in linea Ingenium biturbodiesel da 250 CV, abbinato a una taratura che consente l'utilizzo di gasolio ad alto tenore di zolfo

Foto di: Land Rover

Il bagagliaio ospita una presa di corrente industriale (trifase) collegata all'impianto a 24 Volt, alimentata da un secondo alternatore dedicato. Gli interni sono spartani, con console centrale rimossa, cinture a tre punti con sgancio rapido richieste dalla NATO e un tasto Dark Mode che spegne le luci per facilitare la mimetizzazione notturna in operazioni sensibili.

Varianti, configurazioni e ruoli operativi del Defender Wolf Series II

Al Defence Vehicle Dynamics 2026 sono state presentate le varianti Tactical Mobility Vehicle, Mono-Tactical Mobility Vehicle e Utility Vehicle, sviluppate dalla Defender Defence Division. Al British Army DVD 2026 erano inoltre esposti esemplari in configurazione ambulanza e general purpose, sempre costruiti sulla stessa base 130 vista nel prototipo di prova.

Land Rover ha in programma un percorso di personalizzazione che permetterà di configurare il mezzo anche come pick-up o come ambulanza con cellula sanitaria su misura. Le sospensioni restano pneumatiche. Secondo l'Azienda offrono maggiore solidità strutturale e si surriscaldano meno rispetto ad altre soluzioni nell'uso intensivo richiesto dai reparti militari.

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