700 CV per 982 kg: la Praga Bohema provata a Monza
Se da fuori incute timore, in pista è tutt'altra cosa. Un enorme go-kart che ti stampa un sorriso sulla faccia a ogni giro
Vederla in foto fa impressione, figuratevi dal vivo. Ti incute timore con le sue enormi appendici aerodinamiche, l'aggressivo sound degli scarichi e un abitacolo basso e molto raccolto. Eppure quando la guidi in pista ti sembra tutto così naturale e intuitivo.
È la Praga Bohema, una supercar che non accetta compromessi quando si parla di performance e stile. Prodotta in 89 esemplari, pesa appena 982 kg e ha lo stesso motore della Nissan GT-R portato a 700 CV. L'abbiamo provata a Monza, in una sessione di guida esclusiva e ad alto tasso adrenalinico.
Esterni | Interni | Guida | Prezzo
Praga Bohema, gli esterni
Prima di tutto: chi è Praga? È un Costruttore nato nel 1907, che nel corso della sua storia ha creato modelli popolari e sportivi, mezzi militari e anche camion, motociclette e aeroplani. Negli ultimi anni è tornato alla ribalta con una serie di supercar molto radicali. Ma nessuna è come la Bohema.
Lunga 4,51 m, larga 2 m, con un passo di 2,77 m, è alta appena 1,06 m. Sono dimensioni che raccontano già molto della filosofia progettuale: la carrozzeria è estremamente bassa e larga, con un abitacolo stretto inserito all'interno di una struttura che sembra più vicina a un prototipo da endurance che a una normale supercar stradale.
La monoscocca e la carrozzeria sono realizzate in fibra di carbonio, materiale fondamentale per contenere il peso e aumentare la rigidità strutturale. Il risultato è una massa è di 982 kg con un rapporto peso/potenza di circa 1,4 kg per CV.
Il design non cerca compromessi. Il muso è molto basso, con grandi aperture per alimentare i flussi d'aria, mentre la fiancata è dominata da enormi canali aerodinamici che incanalano l'aria intorno e sotto la carrozzeria. L'abitacolo è stato volutamente ridotto nelle dimensioni e i due sedili sono sfalsati: una soluzione apparentemente insolita che permette di ricavare più spazio per i condotti aerodinamici e di mantenere estremamente compatta la cellula centrale.
Dietro, la Bohema mostra ancora più chiaramente la sua parentela con il motorsport. L'enorme alettone raggiunge circa 1,5 metri di larghezza, mentre la parte inferiore della vettura è studiata per sfruttare l'effetto suolo. Il lavoro sull'aerodinamica è stato portato avanti anche attraverso un processo di sviluppo in galleria del vento collegata al mondo della Formula 1.
Il dato più impressionante è il carico aerodinamico: la Bohema può generare circa 900-950 kg di deportanza a 250 km/h, valore vicino al peso complessivo della vettura. In altre parole, alle velocità più elevate l'aerodinamica è teoricamente capace di spingere verso il suolo un carico equivalente alla massa dell'intera automobile.
Anche i dettagli apparentemente secondari seguono questa filosofia. Le sospensioni sono di tipo push-rod e si possono regolare in altezza agendo direttamente sulle componenti, mentre l'impianto frenante utilizza dischi carboceramici da 380 mm.
Praga Bohema, gli interni
Salire sulla Bohema non significa semplicemente aprire una portiera e accomodarsi su un sedile. L'accesso è quello di una vettura costruita intorno alla posizione di guida: il corpo deve entrare in un abitacolo stretto (ma non scomodo), circondato dalla monoscocca in carbonio e dai grandi passaggi aerodinamici laterali.
Praga Bohema, l'abitacolo
È proprio la ricerca della massima efficienza aerodinamica ad aver determinato la forma del cockpit. Nonostante l'aspetto quasi claustrofobico dall'esterno, Praga ha lavorato sull'ergonomia per consentire a due adulti, anche di statura superiore a 1,90 m di trovare una posizione corretta. Il sedile del guidatore è regolabile e anche il volante (estraibile, come in un'auto da corsa) e pedaliera possono essere adattati alla posizione del conducente.
Il peso è stato tenuto sotto controllo anche nell'abitacolo. L'intera struttura interna arriva a circa 34 kg, una cifra che comprende elementi che normalmente su una vettura stradale avrebbero masse molto superiori. I rivestimenti sono disponibili in Alcantara o pelle, mentre i comandi sono realizzati specificamente per la Bohema.
Praga Bohema, i comandi posti sul tetto
Il componente più caratteristico è il volante. Al centro non troviamo un normale cruscotto separato, ma un display digitale integrato direttamente nella parte centrale, soluzione che permette di mantenere tutte le principali informazioni nel campo visivo del conducente.
Non c'è un vero sistema d'nfotainment tradizionale. Praga ha scelto di eliminare tutto ciò che avrebbe aggiunto peso senza contribuire direttamente all'esperienza di guida. Al posto del navigatore integrato c'è un supporto estraibile per lo smartphone, utilizzabile come sistema di navigazione.
Praga Bohema: l'auto è equipaggiata con un set di valigie realizzate appositamente
Non manca invece l'aria condizionata, elemento tutt'altro che scontato su una hypercar così orientata alla pista. La Bohema dispone inoltre di vani portaoggetti laterali profondi e di bagagli realizzati appositamente per sfruttare lo spazio disponibile.
Il vano di carico complessivo arriva a circa 100 l, suddivisi in due compartimenti laterali ricavati nelle "pance" dell'auto che possono contenere due valigie create appositamente dalla Casa.
Praga Bohema, la guida
La Bohema utilizza il 3.8 V6 biturbo derivata dalla Nissan GT-R. L'unità è stata profondamente rivista da Litchfield Engineering, specialista britannico proprio dei propulsori della GT-R, e riceve turbo maggiorati e numerose modifiche specifiche. La potenza è di 700 CV, mentre la coppia massima raggiunge 725 Nm.
Una delle modifiche più importanti riguarda la lubrificazione. La tradizionale coppa dell'olio viene eliminata in favore di un sistema a carter secco, che permette di abbassare il motore di circa 14 cm. In questo modo il propulsore può essere collocato più in basso all'interno del telaio, contribuendo ad abbassare il baricentro e migliorare la distribuzione delle masse.
Praga Bohema, la prova di Motor1.com
Il motore è montato in posizione centrale-posteriore e trasmette la potenza esclusivamente alle ruote posteriori. A differenza della Nissan GT-R, quindi, la Bohema non utilizza la trazione integrale.
Il V6 è abbinato a un cambio sequenziale Hewland a sei rapporti, scelto per ridurre ulteriormente la massa rispetto alla trasmissione a doppia frizione che troviamo su tantissime auto ad alte prestazioni. Il risparmio è nell'ordine dei 70 kg. La cambiata avviene tramite i paddle al volante e, quando la vettura è in movimento, non è necessario utilizzare la leva della frizione. Da ferma, invece, la leva posizionata sotto al paddle sinistro deve essere tirata verso il conducente per consentire la partenza.
Con circa 980 kg di massa e 700 CV, il rapporto peso/potenza si attesta intorno a 1,4 kg/CV. Praga dichiara uno 0-100 km/h in 2,3 secondi e una velocità massima superiore ai 300 km/h.
Praga Bohema, la prova di Motor1.com
Tutti questi numeri, però, non danno l'idea delle sensazioni che si provano al volante della Bohema. Se da fuori (e da dentro) può incutere timore, una volta scesi in pista e affrontate le prime curve, la Praga fa emergere il suo vero carattere: un'auto con cui è semplice divertirsi e con cui è facile trovarsi a proprio agio. Un go-kart di dimensioni XL, col V6 biturbo che dà il meglio di sé superati i 2.500 giri e coi passaggi di marcia resi brutali dal cambio sequenziale.
Frenare col piede sinistro - come nei kart - viene piuttosto naturale, cosa alquanto difficile su qualsiasi supercar. E approcciare le curve è immediato, anche perché le ruote non sono carenate nella parte interna. Di conseguenza, dalla posizione di guida - bassissima, quasi a contatto con l'asfalto - vedete esattamente dove sta andando l'avantreno.
A fermare la Bohema provvedono i freni carboceramici con dischi da 380 mm, mentre le sospensioni push-rod e la monoscocca in fibra di carbonio completano un'architettura estremamente vicina a quella di una macchina da competizione.
La combinazione fra peso ridottissimo e aerodinamica è il vero elemento distintivo. Con circa 900-950 kg di carico verticale a 250 km/h, la Bohema non si affida soltanto alla potenza del V6: è progettata per aumentare progressivamente la propria efficacia aerodinamica all'aumentare della velocità.
Praga Bohema, la prova di Motor1.com
In pista va (molto) bene, insomma. Ma se volessi usarla in città? La domanda è lecita. In teoria, la parte cittadina non era prevista nel programma del test-drive, ma con grande disponibilità gli ingegneri cechi accolgono con piacere la mia richiesta. Tolta la tuta e il casco, eccomi con la Praga Bohema nelle strade vicino all'Autodromo.
Difficile non attirare l'attenzione, anche in una città abituata a vedere bolidi ancora più estremi. Ma al di là di questo, ciò che colpisce di più della Bohema è l'insospettabile comfort di marcia. Certo, sui dossi più alti bisogna stare un po' attenti, ma l'altezza da terra di 10 cm è sufficiente per affrontare senza grossi problemi la maggior parte degli "ostacoli". L'auto, poi, è rigida, ma riesce ad assorbire comunque bene i passaggi sulle buche e i tombini. La visibilità anteriore e laterale è ottima, grazie al parabrezza molto ampio e i grandi finestrini.
L'unica pecca? L'utilizzo del cambio richiede un minimo di abitudine. Alle basse velocità l'auto "singhiozza" non poco, a meno che non si utilizzino una o due marce superiori, in modo da avere il "gas" aperto almeno fino al 20-30%. Non si può viaggiare con un filo di acceleratore, insomma. È come se la Praga dicesse continuamente tipo: "Allora, vogliamo andare o no?". Del resto, come darle torto?
Praga Bohema, il prezzo
La Praga Bohema è una delle hypercar più esclusive mai prodotte in Repubblica Ceca. La produzione è limitata a soli 89 esemplari, costruiti artigianalmente a un ritmo molto contenuto. Praga ha fissato il prezzo della vettura di produzione a circa 1,3 milioni di euro, tasse escluse.
In cambio, il cliente non acquista semplicemente una hypercar molto potente, ma una vettura costruita praticamente come un progetto speciale che ha pochi eguali nel pianeta e che è capace di regalare emozioni fortissime soprattutto in pista.
Fotogallery: Praga Bohema, la prova di Motor1.com
Consigliati per te
12Cilindri Manuale: la Ferrari che evolve il cambio manuale
Ecco la Fiat Pandina firmata Autobianchi
Come infrangere le leggi della fisica con un V12 da 1.065 CV
Questa Maserati è un omaggio alla MC12, ma c'è un segreto
Come va la nuova Mazda CX-30
Un incidente terribile, due auto vere: il test mai visto prima
Così il fango non fa paura, la prova del GWM Tank 300