Furti d'auto, l'Italia è maglia nera (ma si recupera di più)
L'Italia resta il Paese più colpito dai furti d'auto in Europa, ma crescono del 20% i recuperi grazie a sistemi tecnologici come LoJack
L'Italia si conferma il Paese più a rischio furto d'auto in tutta Europa, davanti a Francia, Regno Unito, Spagna e Germania. Nel frattempo, però, cresce anche la capacità di recuperare i veicoli rubati grazie alla tecnologia: nei primi sei mesi del 2026 LoJack ha contribuito al ritrovamento di 1.230 mezzi, per un valore complessivo superiore a 46 milioni di euro, con un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
I dati emergono dal "Recovery Pulse H1 2026", il report semestrale realizzato da LoJack Italia, che fotografa un fenomeno sempre più tecnologico sia dal lato dei criminali sia da quello di chi lavora per contrastarli.
Un problema che riguarda soprattutto i SUV
Tra i veicoli recuperati, il 60% appartiene alla categoria SUV, una quota in costante crescita legata al boom dei furti di questi mezzi, spesso destinati al mercato nero dei ricambi o alla rivendita all'estero. Tra i marchi più colpiti in questo segmento ci sono Toyota, Peugeot e BMW, mentre considerando tutte le vetture nel complesso il podio va a Toyota, Fiat e Mercedes-Benz.
Sul fronte geografico, la Campania guida la classifica delle regioni più colpite, seguita da Puglia, Lazio, Lombardia e Piemonte: da sole, queste cinque regioni concentrano l'88% dei ritrovamenti totali.
La rapidità della denuncia fa la differenza
Un dato su tutti spiega perché conviene muoversi in fretta dopo un furto: l'83% dei recuperi avviene entro le prime 24 ore dalla denuncia, mentre solo il 14% si conclude oltre le 48 ore. Il tempo medio tra la segnalazione e il ritrovamento effettivo è stato di appena 10 ore.
Più passano le ore, infatti, maggiore è il rischio che l'auto venga smontata per i pezzi di ricambio oppure trasferita verso mercati esteri, in particolare nell'Europa dell'Est o nel Nord Africa.
Un fenomeno globale che cambia pelle
Il furto d'auto non è certo un problema solo italiano: negli Stati Uniti nel 2024 sono stati registrati circa 851.000 casi, mentre in Brasile si è arrivati a 350.000. Quello che cambia, ovunque nel mondo, è il metodo: sempre più spesso i ladri utilizzano strumenti elettronici capaci di aggirare i sistemi di sicurezza senza lasciare segni di effrazione, individuando le vulnerabilità dei sistemi elettronici del veicolo.
Una tendenza che, secondo LoJack, impone di ripensare la sicurezza dell'auto come un ecosistema digitale completo, che comprende chiavi elettroniche, centraline e sistemi di localizzazione, e non più solo la semplice serratura della portiera.
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