Mazda, Pietrantonio: “Crescere senza perdere la nostra identità”
La nuova CX-5 punta sulla continuità, mentre la CX-6e apre una nuova fase tra elettrico, tecnologia cinese e design giapponese
In un mercato sempre più affollato, per un costruttore distinguersi non significa soltanto proporre nuovi modelli o tecnologie. Per Mazda la partita si gioca soprattutto sull'identità. Un concetto che Roberto Pietrantonio, Managing Director di Mazda Italia, considera centrale per affrontare una fase di trasformazione.
Un cambiamento che vede il marchio impegnato su più fronti, dall'elettrificazione graduale fino alla nuova CX-6e, passando per la rinnovata CX-5, una colonna portante dell'offerta della Casa giapponese. L'obiettivo, però, non cambia: crescere senza rinunciare ai tratti che hanno costruito il rapporto con i clienti. Ne abbiamo parlato direttamente con Roberto Pietrantonio in occasione del Salone Auto Torino 2026.
La crescita, senza compromessi
“Design riconoscibile ed emozionante, tecnologia resa umana e piacere di guida” sono, secondo Pietrantonio, i tre elementi che definiscono oggi Mazda. Una filosofia che il costruttore giapponese vuole mantenere anche mentre amplia la propria offerta tecnologica e affronta un mercato nel quale sono entrati numerosi nuovi protagonisti.
La particolarità di Mazda è anche quella di essere un costruttore relativamente piccolo, ma con una gamma e un ventaglio di tecnologie particolarmente ampi. Una complessità che si riflette anche nella comunicazione e nella necessità di spiegare al pubblico soluzioni differenti senza perdere il filo conduttore del marchio.
Il rapporto con i clienti, in questo senso, rimane un elemento centrale. Pietrantonio cita la community della MX-5 come esempio particolarmente significativo: una rete di appassionati che riconosce immediatamente i valori del marchio e che rappresenta, secondo Mazda, uno dei legami più forti costruiti nel tempo.
La crescita, quindi, non deve arrivare a qualsiasi costo. “Vogliamo crescere senza sacrificare la nostra identità”, spiega Pietrantonio. Una direzione che passa anche dalla CX-5, modello fondamentale per Mazda e arrivato alla nuova generazione dopo un percorso costruito su milioni di clienti e sui loro feedback.
Mazda CX-5 (2026), la prova su strada di Motor1.com
CX-5, CX-6e e la strategia sull'elettrico
La nuova CX-5 interpreta questa filosofia con un'evoluzione del design che non rompe con il passato. Le dimensioni aumentano, così come spaziosità e flessibilità, e la flessibilità punta a rendere l'auto una sorta di abito adatto alle diverse esigenze quotidiane.
Sotto il cofano rimane una scelta controcorrente rispetto al generale downsizing: un motore 2,5 litri dalla giusta misura, pensato per offrire un comportamento fluido e non essere costantemente sotto sforzo. A questo si aggiungono interni più tecnologici, materiali di livello superiore e sistemi di comando vocale evoluti. Il listino parte da 35.900 euro.
Parallelamente, Mazda sta entrando in una nuova fase con la CX-6e, il cui arrivo rappresenta, insieme alla 6e, anche il risultato dell'alleanza con Changan Automobile. Non si tratta, sottolinea Pietrantonio, di una collaborazione nata recentemente: la joint venture paritetica esiste da circa vent'anni.
Mazda CX-6e, la prova su strada di Motor1.com
La CX-6e nasce dall'incontro di competenze diverse. Dal Giappone arrivano design, filosofia estetica, attenzione al dettaglio e dinamica di guida; dalla partnership con Changan arrivano invece tecnologie elettriche e connettività, ambiti nei quali la Cina ha sviluppato competenze avanzate.
La strategia di Mazda è quindi quella di combinare il meglio delle tecnologie disponibili mantenendo riconoscibili i propri valori. E la CX-6e, secondo Pietrantonio, sarà un modello da raccontare nel tempo: un'elettrica che punta innanzitutto sul design e sulla capacità di attirare l'attenzione anche di chi non sta necessariamente cercando un'auto a batteria.
Fotogallery: Mazda CX-5 (2025)
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