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Alfa Romeo: "Ripartiamo con Cuorerosso. E su Giulietta, Giulia e Stelvio..."

Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo, racconta come la Cuorerosso segna la strada per il futuro prossimo, tra sinergie e scelte difficili

Alfa Romeo intervista
Foto di: Motor1 Italia
Lorenzo Curatti Lorenzo Curatti

Ci scommettiamo: al Salone di Parigi 2026 tutti gli occhi saranno per lei. D'altra parte l'Alfa Romeo Cuorerosso ha già rubato click e cuori degli appassionati prima ancora di debuttare. Da tempo, va detto, la Casa di Arese non faceva sognare a questi livelli.

Ma quanta sostanza c'è dietro questo concept? Quali step per far sì che questo sogno possa arrivare su strada e trasformarsi in modelli venduti? Ho parlato di questo e di tanto altro con Santo Ficili, il CEO del brand, che mi ha raccontato su quali auto stanno lavorando al momento e cosa è successo davvero con la Giulia e la Stelvio che sono state cancellate.

Chi è
Santo Ficili è CEO di Alfa Romeo dall’ottobre 2024 e, dal luglio 2026, guida anche Maserati. Entrato in Fiat nel 1987 dopo la Scuola Aziendale Lancia, ha maturato una lunga esperienza nel settore automotive, iniziando dal post-vendita e lavorando sia nel comparto dei veicoli commerciali sia in quello delle autovetture. Nel 2015 è diventato responsabile EMEA di Mopar, mentre dal 2019 ha guidato il Business Center Italy di FCA e le Sales Operations EMEA. Nel 2021 è stato nominato Country Manager di Stellantis in Italia.

Come nasce la scelta di non presentare un concept dalle forme di un crossover o di una sportiva coupé?

La Cuorerosso è una macchina bellissima. Proietta nel futuro quelli che sono gli stilemi a cui puntiamo per Alfa Romeo, che possono essere utilizzati e sfruttati da qualsiasi tipo di carrozzeria, SUV compresi. Quindi, per me, quello che è importante è osservare i dettagli che questa macchina offre e immaginarli proiettati su tutti i modelli che possiamo immaginare di sviluppare nel futuro di Alfa Romeo.

Alfa Romeo Cuorerosso

Alfa Romeo Cuorerosso

Foto di: Alfa Romeo

Un'altra notizia è che, dietro alla Cuorerosso, ci sia un bel terminale di scarico. Non è elettrica, quindi. È un messaggio per le istituzioni?

Il quadrifoglio rappresenta da sempre il picco nella gamma di Alfa Romeo. Noi immaginiamo di avere dei powertrain multi-energia. Quel che è importante è rispettare l'ambiente e rispettare le esigenze dei clienti: quindi vogliamo offrire motorizzazioni che siano completamente elettriche ma anche Quadrifoglio, il picco della gamma, ma nel rispetto delle emissioni.

Quindi nella testa ovviamente abbiamo il pensiero di offrire power train che possono essere built in full electric, fino al quadrifoglio che come dicevo rappresenta il picco della gamma, nel pieno rispetto delle emissioni.

Alfa Romeo Cuorerosso

Alfa Romeo Cuorerosso

Foto di: Alfa Romeo

Alla luce delle novità strategiche introdotte da Antonio Filosa, qual è oggi il ruolo dell'Alfa Romeo nel gruppo Stellantis?

Ogni brand all'interno di Stellantis ha il suo posizionamento molto chiaro. L'Alfa Romeo ovviamente si rifà a quella che è la sua storia, i nostri valori sono principalmente tre, siamo un brand italiano, siamo un brand che fonda le sue radici nello sport e che ama il colore rosso. Queste tre caratteristiche identificano chiaramente quello che è il ruolo di Alfa Romeo all’interno di Stellantis. Io ho l’onore di seguire anche l’altro brand, che è Maserati, e anche quel marchio ha un posizionamento preciso che si muove completamente in un altro ambito.

Alfa Romeo lavora nel mondo del premium. Sebbene partiamo dal segmento B, anche un prodotto di questo segmento, quando porta il marchio Alfa Romeo, deve avere caratteristiche specifiche. È questa la nostra sfida: sfruttare quello che Stellantis ci mette a disposizione e trasformarlo in qualcosa che risponda alle esigenze del cliente Alfa Romeo.

Alfa Romeo Cuorerosso

Alfa Romeo Cuorerosso

Foto di: Alfa Romeo

La possibilità di sfruttare le sinergie all’interno di Stellantis è quindi un punto di forza assoluto. Il nostro compito, come brand, è trasformare queste opportunità nelle caratteristiche che un cliente Alfa Romeo si aspetta: sospensioni, motore, sterzo, freni, design e, ovviamente, gli interni della vettura.

Nel futuro di Alfa Romeo c'è la volontà di insistere sui mercati esteri principali come Stati Uniti e Cina?

Bisogna prestare molta attenzione all'evoluzione del mercato a livello globale, vediamo tutti cosa sta capitando in questi ultimi anni. Oggi Alfa Romeo è un brand regionale, europeo, ma che guarda il mondo. Noi operiamo in 75 mercati già oggi nel mondo, Junior per esempio è presente su 45 mercati. Abbiamo dei mercati che stanno crescendo a moltissimo: Messico, Taiwan, Giappone, dove le performance stanno crescendo a due o tre cifre addirittura rispetto agli anni passati.

Alfa Romeo è un brand che deve poter commercializzare il proprio prodotto laddove ci sono le condizioni: è facile vederlo dai numeri. Noi realizziamo in Europa circa l'80% dei nostri volumi oggi, con una forte concentrazione in Italia, e quindi questo ci dice quanto spazio abbiamo di crescita fuori dal nostro territorio abituale che è l'Europa. Io la vedo una grandissima opportunità per Alfa Romeo.

Nel 2027 arriva un nuovo SUV compatto prodotto a Melfi. Sarà basato su STLA Medium? Il 1.2 tre cilindri è il motore giusto da mettere sotto al cofano di un'Alfa o partirete direttamente con altre soluzioni?

Adesso vedremo quali saranno gli sviluppi in termini di powertrain. Mi dispiace la demonizzazione del 1.2 tre cilindri: ha avuto delle criticità all'inizio, ma quello che oggi Stellantis offre non è quello dell'inizio. Il motore è rivisto completamente tra prestazioni e affidabilità.

Stiamo definendo quali motori avrà il nuovo SUV, che sarà posizionato a cavallo tra il segmento C e D, sarà un'Alfa Romeo a tutti gli effetti nelle prestazioni, nell'handling, nel piacere di guida e negli interni, oltre che il design ispirato ai tratti della Cuorerosso. Ma il programma di Alfa Romeo non finisce qua: abbiamo già iniziato a definire quello che sarà la nuova vettura che, in gergo, chiamiamo la Giulietta, quella che prenderà il suo posto nel segmento C.

Alfa Romeo SUV compatto (2027), il render di Motor1.com

Alfa Romeo SUV compatto (2027), il render di Motor1.com

Foto di: Motor1.com

A proposito: i premium tedeschi hanno un po' trascurato il segmento delle compatte tradizionali, dove si arriva magari al secondo o al terzo restyling. Voi invece perché scegliete di tornarci?

Quando noi pensiamo al segmento C, quello delle hatchback per capirci, dobbiamo pensare a una categoria un po' diversa da quella del passato tra dimensioni, altezza da terra, necessità di collocare le batterie. I clienti cercano una posizione di guida più alta, perciò noi cercheremo il giusto compromesso tra tutti questi elementi senza sfociare nel segmento dei SUV. Sarà qualcosa che si posiziona a metà tra il segmento C e i C-SUV.

Cosa vi ha spinto a cancellare la Stelvio e la Giulia che erano sostanzialmente pronte?

Non è facile capire l'evoluzione in termini di mix dei vari powertrain. Noi, seguendo quelli che erano anche gli input della Comunità Europea, ci stavamo muovendo verso l'elettrico e Giulia e Stelvio erano state pensate per essere totalmente elettriche. Il cliente, oggi, chiede ancora altri tipi di powertrain. E allora abbiamo scelto di dare continuità alla Giulia e alla Stelvio attuali quantomeno fino alla fine del 2027. Nello stesso momento stiamo studiando quale potrebbe essere un posizionamento corretto di Alfa Romeo.

Alfa Romeo Stelvio (2025), il render di Motor1.com

Alfa Romeo Stelvio (2025), il render di Motor1.com

Foto di: Motor1.com

Quindi le nuove Giulia e Stelvio non sono in una fase avanzata di sviluppo?

No. Stiamo valutando. Siamo un'azienda e abbiamo bisogno di capire anche quali sono i ritorni sugli investimenti. Non escludo niente e non dico niente, ci stiamo lavorando. Quello che è certo è che la Junior ha un futuro, grazie anche al sostegno che sta dando e alla possibilità che ci dà per essere presenti in tutti i mercati, come in Messico sta andando molto bene. Tonale, Giulia e Stelvio stanno arrivando al fine ciclo vita, poi arriverà questo meraviglioso SUV a inizio 2028 e poi toccherà alla Giulietta. Nello stesso tempo non dimentichiamo quello che è stato il successo della 33 Stradale.

Lei guida Alfa Romeo e Maserati. Sono sul tavolo nuove sinergie, magari per accelerare gli sviluppi dei progetti?

I due brand hanno due ruoli completamente diversi sul mercato. Con Maserati dobbiamo tornare nel segmento E il prima possibile, con una sostituta del Levante. E poi dobbiamo immaginare di ritornare anche nel segmento delle berlina ma magari con forme diverse, non superate, magari crossover o shooting brake o qualcosa di simile. O magari sarà una berlina, vedremo.

Già oggi la piattaforma Giorgio dà vita a Maserati e Alfa Romeo. Ci può essere una sinergia per sviluppare parallelamente la nuova Levante e la nuova Stelvio?

La piattaforma è stata evoluta in modo radicale anche se il progetto iniziale era lo stesso. Oggi è un'altra base costruttiva, anche per posizione di guida, per collocazione dei sedili, per sistemazione delle sospensioni. Così come è molto cambiata anche la piattaforma del Grecale rispetto allo Stelvio, perché è più lunga e dunque cambia tutto il settaggio.