Tutti in auto al lavoro? Le città cercano un'altra strada
Secondo uno studio presentato da Arval, il 46% dei dipendenti usa l'auto per andare al lavoro
Il traffico di ogni giorno non si risolve soltanto costruendo nuove strade: bisogna anche ripensare il modo in cui andiamo al lavoro. Trasporto pubblico e mobilità aziendale devono fare squadra, coordinando servizi, orari e spostamenti per ridurre le auto in circolazione e rendere le città più vivibili. È questo il messaggio lanciato da Best Mobility, l’associazione italiana dei fleet e mobility manager, durante l’incontro “Mobilità & Territorio”, che si è tenuto a Vicenza, con il patrocinio del Comune.
Attorno allo stesso tavolo si sono confrontati mobility manager, amministratori locali e rappresentanti delle imprese della filiera automotive, con un obiettivo: superare la divisione tra chi pianifica i trasporti pubblici e chi organizza gli spostamenti dei dipendenti.
Una sfida che riguarda tutta l’Italia, soprattutto le aree produttive dove ogni giorno migliaia di persone si muovono tra casa, ufficio e fabbrica. Mettere in rete le esigenze di aziende, lavoratori e città può aiutare a ridurre traffico e inquinamento, migliorando allo stesso tempo l'efficienza degli spostamenti.
Cosa dicono i numeri sugli spostamenti
Arval Italia, divisione del gruppo BNP Paribas, ha presentato uno studio condotto sui propri dipendenti. Ne emerge che la mobilità casa-lavoro pesa ormai anche sulla scelta del posto di lavoro.
L'auto resta il mezzo più usato, indicato dal 46% degli intervistati, ma non è più l'unica opzione: il 30% si sposta con treno, metro o bus, l'11% a piedi o in bicicletta e il 10% in moto o scooter. Un quarto del campione, il 25%, utilizza già oggi più mezzi diversi nello stesso tragitto.
Geotab, azienda specializzata in telematica per flotte, ha illustrato dati europei sui costi reali del traffico. Ogni veicolo spreca in media 1,58 milioni di litri di carburante l'anno restando fermo, per un costo diretto evitabile stimato in 2,6 milioni. Secondo l'azienda, il 18,2% del carburante sprecato si perde proprio durante le code.
Il ruolo dei mobility manager
"La mobilità aziendale non può più essere considerata una questione che riguarda esclusivamente le imprese: è parte integrante della mobilità dei territori e deve entrare stabilmente nel confronto con le amministrazioni locali", ha dichiarato Federico Di Paola, presidente di Best Mobility. "Il mobility manager può svolgere un ruolo decisivo in questo processo, ma servono un dialogo più strutturato con le istituzioni."
Per il versante pubblico è intervenuto Cristiano Spiller, assessore alla mobilità del Comune di Vicenza, che ha ricordato gli strumenti già avviati in città: "Il Comune di Vicenza, per affrontare queste sfide, ha approvato il piano della mobilità urbana sostenibile, e sviluppato alcuni progetti, come il Brt, il pedibus, il Bike to Work e il Bike Sharing." Spiller ha aggiunto che il lavoro delle amministrazioni da solo non basta. Una relazione stretta con i mobility manager aziendali, secondo l'assessore, può aiutare a risolvere i problemi quotidiani della mobilità urbana.
Tra le proposte tecnologiche presentate, Volvo ha richiamato la propria partnership con "Corrente", il servizio di car sharing interamente elettrico del Gruppo Tper, operatore di riferimento della mobilità a Bologna e in Emilia-Romagna.
Fleet Support ha invece mostrato una soluzione con intelligenza artificiale integrata che analizza le abitudini di spostamento dei lavoratori per redigere il Piano di Spostamento Casa Lavoro. L'output è conforme alle linee guida ministeriali e promette tempi più rapidi per rispettare l'obbligo normativo, un tema che si intreccia con quello della riforma fiscale delle flotte aziendali già sul tavolo del settore.
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Alla discussione hanno partecipato anche amministratori locali di diverse realtà venete e non solo, che hanno portato casi concreti di car sharing, viabilità e gestione del trasporto casa-lavoro. Il confronto ha toccato anche soluzioni digitali per la gestione delle flotte aziendali, come quelle illustrate in occasioni simili da realtà del settore quali DKV Mobility.
Le esperienze di car sharing elettrico condivise durante l'evento si aggiungono ad altri casi già attivi in Italia, come il rinnovo del servizio KINTO a Venezia. Segno che le città stanno sperimentando modelli diversi per integrare i mezzi condivisi nella mobilità quotidiana.
Resta da vedere se il dialogo più strutturato tra imprese e istituzioni chiesto da Best Mobility si tradurrà in progetti concreti sui singoli territori.
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