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Subaru dice addio al motore boxer: finisce un'era

Maggiolino, Porsche e Subaru hanno reso famoso il motore boxer. Ora Subaru dice addio, in Europa, alla sua tradizione motoristica

Addio al Boxer Subaru
Foto di: Motor1.com Deutschland

Il motore boxer sta a Subaru come la trazione integrale. Ma in Europa questa soluzione tecnica, piuttosto unica nel panorama automobilistico, è destinata a uscire di scena.

Entro la fine del 2027 il marchio giapponese dirà addio a tutti i modelli con motore termico e, con essi, anche a un’architettura motoristica che per oltre sei decenni ha contribuito a definire l’identità tecnica del costruttore.

61 anni di boxer Subaru

Come riportato da auto motor und sport, Subaru Germania ha confermato i relativi piani. Secondo quanto emerso, gli ultimi modelli a combustione usciranno di produzione nel corso del prossimo anno. In seguito, l’offerta europea sarà composta esclusivamente da auto elettriche.

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I pistoni contrapposti nel motore boxer

Foto di: Subaru

Per Subaru si tratta di una svolta significativa, considerando che pochi altri marchi hanno puntato in modo così costante sul motore boxer.

Un’architettura motoristica con una lunga storia

Il boxer è tra le soluzioni più ricche di tradizione nella storia dell’automobile. Già nel 1896 Carl Benz sviluppò il cosiddetto Contra-Motor, con cilindri contrapposti. Il principio divenne noto in tutto il mondo soprattutto grazie al Maggiolino Volkswagen, il cui quattro cilindri raffreddato ad aria motorizzò milioni di persone per decenni. Ancora oggi BMW utilizza questa particolare architettura sulle sue moto.

Anche Porsche ha fatto del boxer un elemento centrale della propria identità. Prima sulla 356, poi con il sei cilindri della 911 e più di recente, forse, persino come otto cilindri sulla Mission S. Mentre per Porsche il boxer resta ancora oggi legato soprattutto alle sportive, Subaru ne ha fatto un impiego molto più ampio. Il suo propulsore più caratteristico ha trovato posto anche in normali auto familiari, station wagon e SUV.

Subaru BRZ STI Sport TYPE RA

Trazione integrale, station wagon e motore boxer: per decenni sinonimo di Subaru

Foto di: Subaru

La storia iniziò il 14 maggio 1966 con la Subaru 1000, il cui quattro cilindri boxer raffreddato ad acqua pose le basi per una notevole continuità tecnica. Già nel 2016, in occasione del 50° anniversario, Subaru dichiarava di aver prodotto oltre 16 milioni di motori boxer.

Dall’auto di famiglia alla leggenda dei rally

I vantaggi di questa architettura riguardano soprattutto l’altezza contenuta e il buon bilanciamento delle masse. I pistoni contrapposti riducono le vibrazioni, mentre la struttura piatta consente di abbassare il baricentro dell’auto. Insieme alla trazione integrale simmetrica, Subaru ha sviluppato così un concetto tecnico molto riconoscibile.

La soluzione è diventata particolarmente popolare con Impreza WRX e WRX STI, che con i loro quattro cilindri boxer turbo hanno ottenuto successi anche nei rally. Il sound caratteristico dei vecchi modelli turbo è ancora oggi ben presente nella memoria di molti appassionati. Nel 2008 Subaru portò sul mercato anche un motore boxer diesel, che però non riuscì ad affermarsi nel lungo periodo.

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Ora gli ultimi modelli europei dotati di questa architettura stanno progressivamente scomparendo dal listino. La prima è la Outback, equipaggiata con un aspirato da 2,5 litri da 169 CV (124 kW). Nel corso del 2027 seguiranno Impreza, Crosstrek e Forester con i loro boxer elettrificati da 2,0 litri. La produzione delle attuali varianti mild hybrid europee è già terminata; al momento Subaru sta vendendo le scorte ancora disponibili.

In Europa solo elettrica, altrove il boxer continua

Le ragioni sono legate soprattutto ai limiti europei sulle emissioni di CO₂ e ai volumi di vendita relativamente contenuti. Per Subaru, l’adeguamento dei motori a combustione non sembra più economicamente sostenibile. Il marchio si concentrerà quindi su Solterra, Uncharted ed E-Outback. Tutte e tre le elettriche sono nate in stretta collaborazione con Toyota.

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Foto di: Patrick George

A livello globale, però, questo non significa affatto la fine del motore boxer. In Giappone e in Nord America Subaru continua a sviluppare questa architettura e abbina ora un quattro cilindri da 2,5 litri a un sistema full hybrid più evoluto. Il nuovo powertrain è utilizzato, tra gli altri modelli, sulla Forester e consente anche la marcia in modalità completamente elettrica.

Resta da vedere se modelli di questo tipo arriveranno un giorno anche in Europa. Secondo i piani attualmente confermati, per ora non è previsto spazio per loro. Mentre Porsche continua a restare fedele al suo boxer, dal 2028 i clienti europei di Subaru dovranno abituarsi a un marchio privo di quella che finora è stata la sua architettura motoristica più caratteristica.