Vai al contenuto principale

Come va il nuovo SUV ibrido di Chery per l'Europa

Con l'ammiraglia a sette posti, dal 2027 i cinesi vogliono rivolgersi soprattutto alle famiglie per circa 49.000 euro

Cherry Tiggo 9 (2026)
Foto di: Chery

Sempre più nuovi costruttori cercano di conquistare il pubblico con dotazioni, tecnologie e abitacoli particolarmente curati. È comprensibile: il tempo trascorso a bordo deve essere il più piacevole possibile per tutta la famiglia. Così compaiono soluzioni che fino a pochi anni fa associavamo al segmento premium più alto, proposte a prezzi che possono far deglutire più di un marchio generalista tradizionale.

Anche la Chery Tiggo 9 rientra in questa categoria, con argomenti come sedili Business Class con poggiagambe estraibile, sedili regolabili elettricamente, riscaldamento e ventilazione anche per la seconda fila, sedili anteriori con funzione massaggio, rivestimenti in vera pelle e un  sistema di accesso elettrico per facilitare l’ingresso alla terza fila. 

Il design degli interni è pulito: superfici morbide, linee nette, contrasti cromatici e pelle marrone. Al centro della plancia campeggia un grande schermo. Bisogna davvero guardare molto in basso per trovare qualche plastica rigida più evidente. In fondo, casa è dove ci si sente a proprio agio.

Premium per la famiglia media? 

Nel caso della Chery Tiggo 9 parliamo di un’auto lunga 4,81 metri, con un prezzo previsto intorno ai 49.000 euro in Germania. Questo, almeno, è il piano del colosso cinese dell’export per il 2027. Con la sua ammiraglia plug-in a sette posti, Chery vuole portare una sensazione da premium anche tra le famiglie europee. A un prezzo con cui, di solito, ci si avvicina al massimo a Volkswagen Tayron, Skoda Kodiaq, Kia Sorento o Hyundai Santa Fe. Queste ultime, nelle versioni d’accesso, costano persino tra 6.000 e 8.000 euro in più.

Chery Tiggo 9

Chery Tiggo 9

Foto di: Chery

Dal punto di vista estetico non è un modello destinato a stravolgere il segmento, ma almeno propone un frontale di famiglia con una certa riconoscibilità. E sì, passando le mani sulle superfici, la qualità percepita appare nel complesso più che discreta.

Dati in breve Chery Tiggo 9 PHEV (2026, Polonia)
Motore Motore a benzina T-GDI da 1,5 litri (143 PS) abbinato a tre motori elettrici (102, 122 e 238 PS) e a una batteria da 34 kWh
Potenza complessiva / Coppia 315 kW (428 PS) / 580 Nm
Da 0 a 100 km/h 5,4 secondi
Consumo 1,68 litri combinato (6,9 litri, 25,32 kWh ogni 100 km)
Dimensioni 4.810 x 1.925 x 1.741 mm
Volume del bagagliaio 143 - 2.065 litri
Prezzo 49.000 euro (in Germania)

Anche l’insonorizzazione, nei primi metri, lascia una buona impressione e le funzioni di bordo fanno il loro dovere. Questo SUV di segmento medio-alto offre molto spazio e anche in seconda fila si viaggia comodi. Con la terza fila ripiegata, il bagagliaio arriva a ben 819 litri.

I pulsanti fisici, però, sono ormai pochi. La regolazione elettrica dei sedili è ricca, mentre gli specchietti esterni si regolano tramite infotainment e comandi al volante. Questi ultimi condividono con la sorella minore Tiggo 4 una qualità tattile poco convincente e una separazione non sempre chiara. Sulla console centrale restano i comandi per le modalità di guida e il climatizzatore. Tutto il resto passa da un infotainment un po’ macchinoso, con richiami grafici che ricordano lo sfondo di Windows 95.

Cherry Tiggo 9 (2026)

Chery Tiggo 9 (2026), la plancia

Foto Di: Chery
Cherry Tiggo 9 (2026)

Cherry Tiggo 9 (2026), i sedili posteriori

Foto di: Chery

Poco pratici i grandi overlay quando si utilizza la navigazione: modalità di guida o impostazioni del clima non compaiono in una piccola finestra, ma occupano l’intero schermo. In compenso c’è un menu a tendina con scorciatoie per le funzioni principali: almeno quello. La telecamera a 540 gradi mostra persino ciò che si trova sotto l’auto, mentre numerosi sensori e assistenti alla guida promettono supporto. Talvolta, però, con troppo zelo.

Più nave da luna park che ammiraglia

Come nel caso della Tiggo 4, anche qui abbiamo guidato un esemplare aggiornato destinato al mercato polacco. Purtroppo il suo comfort finisce proprio dove comincia la guida. 428 CV, 580 Nm di coppia, 0-100 km/h in 5,4 secondi e tre motori elettrici abbinati a un 1.5 turbo benzina: sulla carta sembra un pacchetto importante. Ma con 2,3 tonnellate di massa e una taratura della parte plug-in non particolarmente equilibrata, l’impressione si ridimensiona già dopo i primi chilometri di prova. 

La Tiggo 9 condivide con la Tiggo 4 anche una risposta piuttosto lenta ai comandi di acceleratore e freno nelle modalità Normal ed Eco. In Sport, invece, il tutto diventa fin troppo brusco. In modalità Hybrid, il motore termico entra in gioco in modo evidente e udibile non appena si richiede anche solo un po’ più di potenza.

Cherry Tiggo 9 (2026)

Cherry Tiggo 9 (2026), il dettaglio dei cerchi in lega

Foto Di: Chery
Cherry Tiggo 9 (2026)

Cherry Tiggo 9 (2026), i fari anteriori

Foto di: Chery

La carrozzeria accompagna questo comportamento con movimenti di rollio marcati. E purtroppo non solo in curva. In frenata, questo SUV pesante affonda molto sull’avantreno; in accelerazione, sembra quasi un dragster, tanto la Tiggo 9 alza il muso verso il cielo. Per quanto comodi siano i sedili posteriori, lo stomaco dei bambini potrebbe presto imporre una sosta. Anche il mio, da guidatrice, dopo poco ha avuto abbastanza di questa sorta di attrazione da luna park.

Curiosamente, però, le irregolarità della strada non vengono assorbite con particolare disinvoltura. Su piccole giunzioni o buche, le reazioni arrivano secche. Sugli asfalti ondulati, la Chery più grande risponde con oscillazioni residue. Da qui al debutto sul mercato in primavera serviranno ancora diversi interventi di messa a punto per rendere il SUV adatto alle strade europee. 

Chery dichiara per questo massiccio SUV plug-in un’autonomia elettrica di 147,6 km. L’energia arriva da una batteria da  34,46 kWh, una capacità piuttosto generosa per un’ibrida plug-in. Per confronto, l’Audi Q5 e-hybrid adotta, ad esempio, un accumulatore da 25,9 kWh, pari a 20,7 kWh netti.

Il consumo elettrico della cinese, però, è proporzionato alla batteria. Chery dichiara secondo il ciclo WLTP 25,32 kWh/100 km, a fronte di un peso di 2.308 kg. La Q5 si ferma a un massimo di 17,2 kWh/100 km e, grazie alla batteria più piccola, risparmia anche sul peso: 2.227 kg. L’efficienza è un’altra cosa. Nonostante ciò, con un consumo dichiarato di 6,9 l/100 km e un serbatoio da 70 litri, l’autonomia complessiva dovrebbe arrivare a 1.050 km.