La nuova Tesla Roadster reinventa i fari a scomparsa, o quasi
La nuova supercar di Elon Musk non sa solo volare: ha anche dei fari a scomparsa con una copertura mobile che non si vedevano da tempo
La nuova Tesla Roadster non ha solo tecnologie "spaziali" come i razzi ad aria compressa che fanno saltare e volteggiare, o le ventole che la incollano a terra, ma anche qualcosa che sembra arrivare del passato.
Parliamo dei fari a scomparsa, o meglio dei fari "nascosti" che la super elettrica americana sfoggia nelle foto ufficiali e nella diretta streaming. Li chiamiamo fari nascosti perché quelli della nuova Tesla non sono i classici fari ribaltabili che fuoriescono sporgenti dalla carrozzeria, oggi vietati dalle norme di sicurezza per i pedoni, ma di fari anabbaglianti e abbaglianti celati dietro una copertura mobile che si apre quando serve. Vediamoli da vicino.
"Fari a discesa" per mantenere pulito il design della Roadster
Per fari a scomparsa, quelli che gli americani chiamano "pop-up headlights", di solito intendiamo quei fari che si alzano e fuoriescono meccanicamente o elettricamente dalla sagoma della carrozzeria quando sono accesi. Una soluzione scomparsa con la Mazda MX-5 di prima generazione e nei primi Anni 2000 con l'uscita di scena di Lotus Esprit e Chevrolet Corvette C5.
Tesla Roadster (2028): i fari aperti
La nuova Tesla Roadster usa invece una diversa configurazione definita dai suoi creatori "pop-down headlights", ovvero "fari a discesa". Questo perché, come mostrano Lars Moravy, chief engineer di Tesla, e Franz von Holzhausen in una video intervista a Top Gear, i fari abbaglianti e anabbaglianti sono celati dietro un pannello che scende quando vengono accesi.
Tesla Roadster (2028): i fari chiusi
Luci anche più sottili di quelle del Cybertruck
L'idea è partita dai fari del Cybetruck che essendo alti appena 20 mm hanno trovato nella Roadster una perfetta sistemazione, addirittura ridotti in altezza e ricoperti da una piccola paratia mobile che contribuisce a mantenere la semplicità e la "pulizia" del design del frontale, così come di tutto il resto della nuova Tesla.
Tesla Cybertruck visto dal vivo: il dettaglio dei fari
Quindi, i classici fari scomparsa che sono praticamente estinti, tornano con Tesla in una forma modificata ed evoluta, utile anche per migliorare l'aerodinamica (almeno di giorno) e lo stile. In realtà questa soluzione dei fari coperti o nascosti non è nuova, visto che altre vetture montano o hanno montato dei fari fissi celati da una carenatura mobile.
Una lunga storia di fari "nascosti"
L'esempio più recente è quello della Ferrari Daytona SP3 che utilizza una "palpebra mobile" fatta per ricoprire parzialmente i fari, ma la tecnologia più simile a quella della Roadster 2028 è stata vista sulla Jaguar XJ220 del 1992, proprio con una carenatura discendente incernierata davanti.
La Ferrari Daytona SP3 e la sua palpebra mobile
I fari coperti della Jaguar XJ220
Aston Martin Bulldog
Tornando un po' più indietro negli anni troviamo altri esempi di fari ricoperti in tutto o in parte da palpebre mobili, come quelle di Alfa Romeo Montreal, Iso Grifo seconda serie, Iso Rivolta Lele, Aston Martin Bulldog Concept, ma anche diverse auto americane tra gli Anni '40 e '70 del secolo scorso.
Tra queste si possono citare De Soto 1942, Buick Riviera, Dodge Charger, Mercury Cougar, Lincoln Continental, Chevrolet Camaro RS e diverse altre.
Fotogallery: Tesla Roadster 2026: la presentazione
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