Ferrari FF, integrale integralista

Pregiudizi. Quelli del sottoscritto e di tutti coloro i quali, ancora, non si rassegnano alle auto "perfette", all'elettronica, a tutto ciò che si intromette fra uomo e macchina. Pregiudizi. Quelli che la FF è felice di smontare. Ma andiamo con ordine. Della linea non parleremo troppo, data la soggettività dell'argomento. Di oggettivo c'è il coraggio dei designer Ferrari, che per la nuova GT hanno cucito un abito a dir poco di rottura, almeno per i canoni del Cavallino Rampante. Una forma che fa e farà discutere: i più entusiasti la definiscono il nuovo punto di riferimento delle GT, i detrattori l'hanno subito bollata come il clone "anabolizzato" della BMW Z3 Coupé. Discussioni da bar, oltre le quali c'è uno studio aerodinamico attento, che ottempera alle esigenze di una vettura da 660 cavalli e 335 km/h di velocità massima: griglie, "branchie" e profili rispondono a precise esigenze di carico e raffreddamento.

INTEGRALE INTEGRALISTA

In ogni caso la novità vera, nonché fonte dei dubbi di cui sopra, si chiama trazione integrale. Una soluzione (insieme ai quattro posti in abitacolo) in onore della quale è stato scelto il nome della vettura: Ferrari Four. Qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa, ma ora motivo di vanto, al punto che la Ferrari ha organizzato la prova della vettura, almeno la prima parte di essa, su un piccolo tracciato innevato a 2.300 metri di quota. Polemiche a parte (agli ambientalisti non è piaciuto il trasporto in quota delle vetture via elicottero e l'...