Lamborghini Spyder Performante, la prova

Nella lunga estate calda, in preda all'afa proveniente dalla "tinozza" in cui ribollono 10 cilindri, al vento che ti schiaffeggia lungo il Paul Ricard, al tuono che ti assorda (e ne sei contento!), sovente può capitare, alla mercé di un'ipnosi mistica, di comporre il 117 e chiedere l'intervento delle Fiamme Gialle: "Per piacere, sigillatemi la capote perché non mi venga la tentazione di azionarla! Così sembra una barchetta Sport da corsa". Dopo 1.600 chilometri in preda al sentimento, sono sensazioni del genere che possono prendere il sopravvento. Del resto, la ragione non "gira" in simili contesti ma lascia il posto al puro piacere intellettuale e filosofico. La filosofia è quella della massima sportività a cielo aperto: 570 CV, sedili a guscio, fibra di carbonio e Alcantara a profusione, assetto ulteriormente irrigidito rispetto a alla Gallardo "standard" per essere in "presa diretta" con l'asfalto e corpo vettura più leggero (-65 kg), rispetto ai 1.485 kg della Gallardo Spyder. Il resto sono solo banali aggettivi. Straordinaria? Possente? Furiosa? No! E' molto di più. E', per certi versi, ancora più estrema della stessa LP 570-4 Superleggera. A ben guardare certe prassi odierne, si prende un coupé e lo si trasforma in Spyder (anche quando non si dovrebbe ma, si sa, il marketing regna sovrano) per aggiungere un po' di grazia o femminea beltà. Sulla Gallardo Performante lo scopo sembra sia stato quello contrario: rendere quelle forme così tese, spigolose, così ispiratrici di...