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Come viaggiare oltre l’algoritmo e l’overtourism secondo Yescapa

Tra social, overtourism e viaggi standardizzati, Yescapa propone cinque regole per riscoprire mete autentiche e meno battute

Yescapa: come viaggiare oltre l’algoritmo e l’overtourism
Foto di: Yescapa

Negli ultimi anni il modo di viaggiare è cambiato profondamente. Social network, motori di ricerca e piattaforme digitali tendono infatti a suggerire sempre gli stessi luoghi, itinerari ed esperienze. Secondo Yescapa, questo meccanismo sta contribuendo a rendere il turismo sempre più omologato, alimentando il fenomeno dell’overtourism e riducendo la varietà delle esperienze di viaggio.

Le destinazioni più popolari continuano ad attirare enormi quantità di visitatori, con effetti evidenti sia sui territori sia sulla qualità dell’esperienza turistica. La pressione antropica rischia infatti di compromettere gli equilibri ambientali, incidere sulla vita delle comunità locali e trasformare luoghi autentici in scenari modellati sulle esigenze dei grandi flussi turistici.

Il rischio di viaggi tutti uguali

Anche il viaggiatore finisce spesso per vivere esperienze standardizzate, tra affollamento, prezzi elevati e una progressiva perdita di autenticità. Così, mete immaginate come incontaminate si rivelano sovraffollate, mentre itinerari considerati originali risultano già percorsi da migliaia di persone. Il rischio è quello di un viaggio prevedibile, replicabile e, in alcuni casi, persino deludente.

Per questo Yescapa propone un cambio di prospettiva attraverso il progetto “Travel Beyond the Algorithm”. L’obiettivo non è rinunciare alla tecnologia, ma ridimensionarne il ruolo, lasciando maggiore spazio alla scoperta, all’imprevisto e alla relazione diretta con i territori, per restituire al viaggio una dimensione più autentica e personale.

Le cinque regole di Yescapa per viaggiare oltre l’algoritmo

Individuare un territorio, non una meta

Secondo Yescapa, il primo passo consiste nel cambiare approccio già nella fase di pianificazione. Invece di cercare online “cosa vedere”, è preferibile scegliere un’area geografica e costruire il viaggio partendo da lì.

Italia, Via Francigena

Italia, Via Francigena

L’esempio riportato è quello della Toscana: la vera domanda non dovrebbe essere “dove andare”, ma piuttosto come attraversare il territorio, scegliendo tra costa o entroterra, nord o sud. Un approccio che permette di distribuire meglio i flussi turistici e di aprirsi a percorsi meno battuti.

Partire da una meta famosa per scoprire ciò che la circonda

Le destinazioni più conosciute non devono necessariamente essere escluse, ma possono diventare semplicemente un punto di partenza. L’invito è a guardare oltre gli hotspot suggeriti dagli algoritmi, chiedendosi cosa esista nei dintorni, magari a pochi chilometri di distanza.

Stoccolma (1)

Stoccolma

Spesso sono proprio queste aree meno raccontate a offrire esperienze più autentiche, meno affollate e con una qualità del soggiorno superiore.

Organizzare viaggi flessibili e modificabili

I dati condivisi da Yescapa mostrano che circa il 40% dei viaggi dura tra i quattro e i sei giorni, una formula ritenuta ideale per mantenere flessibilità e libertà di movimento.

Yescapa, i consigli per le vacanze in camper

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L’idea è pianificare soltanto una o due tappe certe, lasciando aperto il resto del percorso e decidendo giorno per giorno se fermarsi o proseguire. In questo modo il viaggio diventa più adattivo e meno rigido rispetto agli itinerari completamente predefiniti.

Affidarsi ai consigli di chi vive davvero i luoghi

Un altro punto centrale riguarda il superamento delle classiche ricerche online basate su classifiche e “top 10”. Gli algoritmi, sottolinea Yescapa, tendono infatti a valorizzare ciò che è già stato validato da altri utenti, contribuendo ad aumentare la saturazione delle destinazioni più popolari.

 Le vacanze green, i consigli di Yescapa

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Per uscire da questo schema, la piattaforma suggerisce di affidarsi alle persone incontrate lungo il percorso: residenti, commercianti, gestori locali o chi vive quotidianamente il territorio. Dai ristoranti agli eventi, fino alle attività da fare, il consiglio diretto permette di scoprire luoghi che difficilmente emergono online.

Camper sharing e noleggio che differenza c'è?

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Nel caso del camper sharing, anche il proprietario del mezzo può diventare una risorsa preziosa, suggerendo tappe meno note, scorci autentici e prospettive locali. È proprio qui che, secondo Yescapa, entra in gioco il valore della community, fondata sullo scambio, sulla fiducia e sulla conoscenza diretta dei territori.

Lasciare spazio all’imprevisto

L’ultima regola invita a non ottimizzare tutto. Gli algoritmi nascono per massimizzare tempi, percorsi ed esperienze, ma un viaggio completamente ottimizzato rischia anche di essere estremamente prevedibile. Rinunciare all’idea di “vedere tutto” permette invece di fermarsi più a lungo nei luoghi che meritano davvero attenzione, evitando spostamenti inutili e vivendo le destinazioni con maggiore profondità.

Yescapa Campersharing

Yescapa Campersharing

Per Yescapa, oggi scegliere di non ottimizzare ogni dettaglio rappresenta quasi una forma di libertà: lasciare spazio all’imprevisto significa restituire al viaggio una dimensione più personale, spontanea e meno replicabile.

Fotogallery: Yescapa Campersharing