Kia Soul ECOelectric, una scossa allo stile

Da icona di design a icona di tecnologia: al di là dei numeri di mercato, la Soul rappresenta un po' la vetrina delle capacità creative e tecniche della casa coreana. E se la linea uscita dalla matita di Peter Schreyer è già stata ampiamente commentata, può piacere o meno, ma di sicuro non difetta di originalità o personalità, la Soul ECOelectric è il segnale inequivocabile di come i coreani non vogliano restare indietro rispetto alla concorrenza (se possono, anzi, la anticipano) da nessun punto di vista: dopo il motore a GPL turbo e a iniezione diretta (sulla Sportage) e la propulsione ibrida (Optima), ecco un'altro manifesto green, l'auto 100% elettrica. Obiettivo, va da sé, non è quello di riempire le strade, dato anche il prezzo di 36.000 euro e la mancanza di incentivi statali, ma quello di presidiare un segmento di mercato che un domani potrebbe diventare importante e, perché no, far vedere che la Kia “c'è”.

“Bocca cucita” e cerchi quasi pieni: l'aerodinamica prima di tutto

Persino chi di auto capisce poco o nulla nota qualcosa di strano nel muso della Soul: dove di solito c'è la griglia che serve a dare ossigeno e rinfresco al motore, c'è un pannello in plastica bianca, dietro al quale si cela la presa per la ricarica delle batterie. Potrebbe sembrare un dettaglio, in realtà è una differenza che conferisce una fisionomia completamente nuova al muso, che proprio della mascherina anteriore fa un elemento portante di design. Difficile non far caso anche al colore della ECOe...