Ford Mustang Bullitt 2019, sarebbe piaciuta anche a Steve McQueen

Nella carriera di Steve McQueen, popolata da titoli come “La Grande Fuga” o “I magnifici 7”, un film come “Bullitt” sarebbe stato sicuramente bollato come una pellicola minore, se non fosse stato per quei 10 minuti e 53 secondi che hanno cambiato la storia del cinema. In cui Steve è protagonista di un grandioso inseguimento al volante di una Ford Mustang GT390 Fastback del 1968, la stessa che ha ispirato la Ford Mustang Bullitt 2019, protagonista di questo test.

Com'è

La tinta Highland Green – Motor1 ha deciso, per questa volta, di ignorare il solito nero – è stata capace di portare tutto il carattere di McQueen sulla nuova Mustang Bullitt, provata in una San Francisco decisamente uggiosa. Ciò, nonostante alcuni tratti stilistici della Bullitt originale si siano persi: parlo dei cerchi in lega neri da 19”, che hanno solo una vaga somiglianza con quelli della vecchia GT390 ma, soprattutto, dei freni. Se Frank Bullitt non ha avuto bisogno delle pinze rosse, perché mai dovremmo averne noi? In ogni caso, come da tradizione sulla Bullitt 2019 ci sono due... “mirini”: uno sul bagagliaio e uno sul volante. Gli interni sono quelli che ti aspetti da una Mustang premium: strumentazione completamente digitale da 12” – con animazione dedicata – due strumenti aggiuntivi sulla consolle centrale e, se scelti, anche i sedili Recaro. Completano il quadro targhetta identificativa con numero vettura, pomello cambio tondo stile palla da biliardo, inserti in alluminio spazzolato.

2019 Ford Mustang Bullitt

Come va

Ford ha...